martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lotta alla criminalità di Angelino Alfano
Pubblicato il 28-04-2014


Novità in arrivo sul fronte lotta alla criminalità organizzata. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il capo della polizia Alessandro Pansa hanno presentato il piano di contrasto all’ndrangheta. L’operazione prevede l’impiego di 800 uomini in più per arginare lo strapotere delle ‘ndrine.

L’elemento importante è che l’aumento di pesonale delle forze di sicurezza sui concentrerà non al Sud, ma soprattutto nel Settentrione d’Italia dove, da dieci anni a questa parte, la ’ndrangheta, ma anche la camorra e la mafia, si sono espanse, mettendo radici profonde nel tessuto sociale ed economico. Traffico di droga, denaro riciclato e controllo della prostituzione sono tutte attività saldamente ancorate nel “pacifico” nord.

Di 800 agenti, 155 andranno a rafforzare i reparti investigativi, 355 saranno utilizzati per il controllo del territorio e altri 290 sono ancora in via d’assegnazione. Per questi ultimi si ipotizza una “task force” altamente professionalizzata da adoperare nei porti di Genova, Livorno, Napoli e Palermo. Nei container in arrivo da tutto il mediterraneo, ma anche dall’oceano Atlantico, si nascondono infatti carichi di droga.

I dati non lasciano dubbi: dal ministero dell’Interno fanno sapere che nel 2013 la Guardia di Finanza ha arrestato 2.164 narcotrafficanti e sequestrato 55 tonnellate di sostanze stupefacenti (25 tonnellate in più rispetto al 2012) tra cui 48 tonnellate di hashish e marijuana, 3 di cocaina e 4 di eroina ed altre sostanze di derivazione oppiacea. Inoltre Le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 115 tonnellate di sigarette di contrabbando e denunciato 4.378 responsabili, tra cui 250 tratti in arresto.

Gli uomini delle forze dell’ordine sono operativi, nella lotta alla criminalità organizzata, per il 62% al Nord. Da Torino a Trieste, da Trento a Firenze ed Ancona, i traffici illegali di droga sono più intensi rispetto al Sud poiché sono coinvolti maggiormente gli aeroporti, come Malpensa, Linate, il Marconi, l’Albenga, il Caselle, dove giungono merci dannose e contraffatte dal resto del mondo.

L’Italia non è soltanto un mercato appetibile, ma anche area di transito in direzione di Paesi caratterizzati da una tassazione più elevata, come testimoniano gli ingenti quantitativi bloccati nei porti di Ancona, Gioia Tauro, Bari, Genova, Napoli, Trieste e Brindisi, ove i tabacchi da contrabbando giungono nascosti nei “doppifondi” dei mezzi di trasporto o occultati in container accompagnati da documentazione doganale fittizia.

Nel Nord, dunque, si concentrano non solo cosche mafiose, camorristiche o appartenenti alla ’ndrangheta, ma anche gruppi criminali dell’est europeo. È da ricordare come anche gang sudamericane e asiatiche controllano certi tipi di mercati e territori. Si tratta, dunque, di una situazione complessa e ad alto rischio, sia per i cittadini sia per le forze dell’ordine.

Per ottenere i miliardi di euro necessari per le manovre economiche e per incentivare il lavoro, il Governo Renzi sta pianificando tagli mirati anche alle Forze dell’Ordine. Tutte le attuali spese dello Stato sono state riviste per ottenere, in un triennio, una riduzione della spesa di circa 34 miliardi di euro. Il Commissario Cottarelli, con le sue analisi per la razionalizzazione delle spese, prevede un risparmio di 1,7 miliardi, che arriverebbe dalla diminuzione delle unità di polizia per ogni 100mila abitanti. Riorganizzando poi le Prefetture, i Vigili del Fuoco e le Capitanerie di porto si arriverebbe ad un ulteriore risparmio di 400 milioni di euro.

Nel prossimo mese si assisterà ad un nuovo scontro all’interno della maggioranza di Governo dopo i duri giorni su Job Act e la riforma del Senato. Il Nuovo Centro Destra di Alfano fa sapere al PD che il taglio della spesa pubblica non può passare per la diminuzione delle forze dell’ordine. La lotta alla criminalità organizzata non può arrestarsi, anzi. L’Italia è impegnata in una lotta senza quartiere per assicurare alla giustizia chi mette a repentaglio la vita dei cittadini italiani.

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. In ambito di reperimento per i fondi pubblici, cosa aspetta l’Agenzia delle Entrate ad emanare una circolare chiarificatrice in merito ai dettami dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006 a riguardo della prostituzione tassata, come chiarificato dalle Sentenze della Cassazione n. 10578/2011 e 18030/2013, le quali hanno visto il suddetto Ente vincere le relative cause? In effetti, grazie alla succitata normativa, tutte le meretrici in Italia, dalla stradale alla escort, devono pagare le tasse con tanto di relativa partita IVA aperta. Di sicuro questo gioverebbe alle casse erariali dello Stato.

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