mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Manfredi Villani scrive:
Addio al posto fisso. Il futuro
è nelle libere professioni
Pubblicato il 18-04-2014


Sembrava ieri. La legge 300/1970, lo statuto dei lavoratori, ideata e voluta dal Sindacalista Giacomo Brodolini e dal giuslavorista Gino Giugni (purtroppo entrambi scomparsi), introdusse il riconoscimento del sindacato in fabbrica, il diritto di assemblea nei luoghi di lavoro, l’eliminazione del medico fiscale dell’azienda, il divieto di licenziamento senza “giusta causa”. E sembrava naturale fare per tutta la vita lo stesso lavoro nello stesso posto. Oggi, invece tutto è flessibile. E anche in questo caso è una legge a ricordarcelo: la legge Biagi. E’ un effetto e una causa insieme alla globalizzazione. Poi c’è un regio decreto dell’11 febbraio 1929. Una cosa tanto antica quanto ancora attuale, con la quale viene riconosciuta la professione di perito industriale. E come è noto le libere professioni tecniche di ingegnere, architetto, chimico, commercialista, attuario, agronomo, ragioniere, geometra, perito agrario e perito industriale vengono esercitate previa iscrizione all’Albo professionale, in base a norme contenute nel decreto legislativo luogotenenziale 23 novembre 1944, n. 382.

Le premesse giuridiche sono sempre noiose, ma spesso necessarie per inquadrare il mondo della libera professione di perito industriale. Un mondo che – è mia netta convinzione – è assolutamente attrezzato  per sopravvivere sulle montagne russe della globalizzazione. Le prestazioni dei periti industriali vanno dal progetto di opere al disegno costruttivo passando per la redazione di capitolati e contratti d’appalto, direzione tecnica dei lavori, prove di officina, collaudo e liquidazione lavori, perizie estimative e pareri tecnici, consulenze tecniche, applicazione della legge 46/90, valutazione di impatto ambientale strategico. Insomma tutte cose assolutamente indispensabili per far marciare un mercato della produzione così complesso e articolato quale quello attuale. Il professionista poi non smette mai di acquisire nuove conoscenze e riesce a penetrare nei moderni aspetti dell’evoluzione tecnologica aprendosi a nuove attività quali: la conduzione aziendale, la normazione, il controllo di qualità, l’organizzazione del lavoro, l’accreditamento laboratori, il Tutor quality management, la valutazione di impatto ambientale

E allora la libera professione può rappresentare davvero un’alternativa valida che è bene far esplorare ai giovani periti industriali forniti di diploma e/o laurea. C’è tutto un filone di attività che non mortificano le aspirazioni dei giovani, bensì costituiscono uno straordinario stimolo a fare sempre meglio il proprio mestiere. Di recente la rivista OPIFICIUM, edita dal consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, di’intesa con l’Ente di Previdenza EPPI ha pubblicato una interessante “ricognizione” con il titolo: Politica, un pasticcio legislativo. In essa Benedetta Pacelli evidenzia che nel Paese delle “scorciatoie” è stata proposta nel mondo delle associazioni una legge, all’inizio del 2013, approvata dal Parlamento (Legge 4/2013). Con essa vengono esplicitati due universi paralleli delle libere professioni. Accanto a quello degli ordini professionali, risalente al 23 novembre 1944 (D.L.L. n° 382), che si avvale di 2.108.230 iscritti suddivisi in ben 27 tipologie di Albi Professionali; sono stati “legalizzati” professionisti del mondo delle associazioni (oltre 4 milioni e mezzo) fra coloro che operano individualmente e quelli iscritti ad una molteplicità di bel 196 associazioni censite nella banca dati  CNEL.

La nuova normativa di legge dota questi soggetti di un riconoscimento pubblico spendibile sul mercato professionale senza bilanciamento in termini di vigilanza sul loro comportamento deontologico e di procedimento disciplinare. Di certo non avvertiamo la necessità di questo pericoloso passo verso nuove confusioni tra uguaglianza dei diritti ma non dei doveri. Intanto per “andare oltre” c’è un Paese e una categoria professionale alla ricerca di un nuovo equilibrio. La categoria dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, titolare di libere professioni ordinistiche che si avvalgono di 45.427 iscritti nell’Albo Professionale, si confronterà, entro il corrente anno, nel Congresso Straordinario di Roma nei giorni 13-14-15 novembre, presso il “Marriott Hotel” per promuovere ed incrementare lavoro e welfare.

Manfredi Villani

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