martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Morte Aldrovandi. Un pericolo gli applausi del sindacato
Pubblicato il 30-04-2014


Aldrovandi-applausi-poliziotti-sap“Quel sindacato è  una parte piccola, per fortuna, dello Stato che sbaglia.  Hanno fatto benissimo Renzi e il ministro  Alfano a prendere posizione.  Rimane l’assoluta gravità del gesto dell’applauso a quegli agenti. Piuttosto va applaudita la madre”. Il segretario del PSI, Riccardo Nencini, ha condensato in poche parole, intervenendo mercoledì mattina a ‘L’Aria che tira’, su La7, un sentimento molto diffuso dopo lo sconcertante episodio degli applausi del sindacato di polizia SAP come segno di solidarietà per i quattro agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi.

Il giovane diciottenne ferrarese morì in seguito alle percosse subite durante un controllo di polizia il 25 settembre 2005.

Solidarietà nei confronti della madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti, è stata espressa non solo dal presidente della Repubblica, da quello del Consiglio, dal ministro degli Interni, dal Capo della polizia e dal Presidente del Senato, ma anche da numerosissimi esponenti di diverse forze politiche. «Vorrei risposte concrete, provvedimenti», ha detto la madre di Federico e «forse ora i tempi sono maturi, la politica non può chiudere gli occhi. È una questione che riguarda la società intera. Per questo rivolgo una richiesta alla politica, deve entrare nella questione e trovare una soluzione prima di tutto culturale e anche tecnica. I poliziotti che hanno ucciso Federico sono stati condannati, ma poi sono stati riammessi in servizio» e ieri, ha ricordato, durante il congresso del SAP a Rimini, sono stati «applauditi degli assassini. Qui c’è un ingranaggio che si inceppa».

I provvedimenti a cui fa riferimento potrebbero essere l’allontanamento dalla polizia degli agenti o l’approvazione del disegno di legge contro il reato di tortura, che ha già ottenuto il sì di Palazzo Madama ed è ora all’esame di Montecitorio.
Ma perché gli applausi di solidarietà, una vera ovazione di cinque minuti durante i lavori del Congresso di Rimini, dei delegati del SAP? Perché, secondo il segretario del sindacato, Gianni Tonelli, “le cause della morte di Aldrovandi sono ben altre” e non il fermo effettuato dai suoi colleghi “condannati per errore giudiziario” e per questo, ha detto a Radio 24, “cerchiamo una revisione del processo”.
Non tutti sono d’accordo con lui e in tanti sono preoccupati di un’opinione pubblica che può dividersi come una tifoseria tra colpevolisti e innocentisti, un clima che non aiuta certamente gli uomini in divisa a fare il loro lavoro al meglio e neppure a comprendere e risolvere i problemi legati ad una professione difficilissima e di straordinaria delicatezza e importanza per la società.

Secondo Giuseppe Tinai e Lorena La Spina (Siap e Associazione funzionari di Polizia): “episodi simili rischiano di fornire un’immagine distorta della Polizia, incrinando gravemente il rapporto di fiducia con l’intera collettività. Si finisce, così, per delegittimare seriamente l’impegno di tutti coloro che ogni giorno agiscono nel silenzio, a fianco di chi vive in condizioni di difficoltà, gestendo con responsabilità ed equilibrio anche le situazioni più critiche”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Giuseppe Tinai e Lorena La Spina (Siap e Associazione funzionari di Polizia): come riportato dichiarano“episodi simili rischiano di fornire un’immagine distorta della Polizia, incrinando gravemente il rapporto di fiducia con l’intera collettività. Si finisce, così, per delegittimare seriamente l’impegno di tutti coloro che ogni giorno agiscono nel silenzio, a fianco di chi vive in condizioni di difficoltà, gestendo con responsabilità ed equilibrio anche le situazioni più critiche”.
    FATTA SALVA L’ONESTA’ INTELLETTUALE DEGLI SCRIVENTI, mi sorge il dubbio che anche frange di provocatori nelle manifestazioni siano accasati tra loro, e usufruiscano di coperture ed informazioni precise del come e quando agire, sapendo come funziona il muro di gomma che i vertici useranno, come nel caso della ragazza calpestata a Roma, ma che non essendo morta e sapendo come funziona non ha denunciato l’accaduto, purtoppo anche questa è l’Italia , con l’inevitabile corollario di ricadute politiche, di distinguo, e di precisazioni, dei ma anche, citazione per citazione “a pensar male si fa peccato……….”.

  2. E se pensassimo ad una formazione più seria e rigorosa anziché ad immissioni per conoscenze e cooptazioni, forse a questi estremi non si arriverebbe. Sono, inoltre, tanto curioso di sapere quale politico c’era in quella sala.

  3. Gli applausi di Rimini sono uno scandalo e dimostrano quanto la polizia e i carabinieri sono lontani dalla gente! Chi vienne condannato non deve essere applaudito ma deve essere allontanato per sempre non solo dal servizio di polizia ma di ogni servizio publico!!!

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