lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nessuna confluenza, verso un patto federativo
Pubblicato il 04-04-2014


Il co-reggente del Pd Guerini ha precisato che, parlando di confluenza, si riferiva alla lista elettorale e non a un processo che dovrà portare il Psi dentro il Pd. Se non lo avesse fatto ci avrei pensato io a precisare il senso delle nostre decisioni sull’Avanti. Dopo la sua nota preciso ugualmente, ma senza polemizzare. Al Congresso di Venezia la mozione che risultò ampiamente maggioritaria, ma anche le altre due per la verità, conteneva la proposta di un’unica lista che unisse i partiti del socialismo europeo in Italia. Anch’io aderii a quella impostazione pur rimarcando un’opzione inizialmente diversa, che puntava più su un nuovo rapporto con i compagni radicali e i laici, in funzione di una nuova Rosa nel pugno. Presi atto che né la Bonino né Pannella avevano dato segni di disponibilità e di adeguata attenzione a un’ipotesi che certo doveva partire dall’abbandono, da parte nostra, di una esclusiva ragione di esistere in chiave identitaria.

Nel Psi in molti allora storsero il naso in nome della discriminante del socialismo europeo e alcuni di loro sono poi quelli che oggi rivendicano la necessità di una differenziazione e contestano un percorso che loro stessi hanno contribuito a definire. A Venezia in tanti pronosticavano l’adesione di Vendola al Pse, più che quella di Renzi. E’ avvenuto il contrario e non possiamo capovolgere la realtà solo per inseguire i nostri desideri. Il Consiglio nazionale di Roma di sabato scorso ha stabilito a larga maggioranza di dichiarare la disponibilità a una lista con un simbolo in cui fosse evidente la sigla del Pse. Quindi non semplicemente al simbolo del Pd. Nel contempo ha approvato la proposta del segretario di avviare un percorso per addivenire a un patto federativo tra Psi e Pd.

La segreteria di ieri ha visionato e approvato la bozza di documento proposta, ha apprezzato il simbolo sul quale si è convenuto, ha iniziato a vagliare le candidature socialiste, alcune di grande prestigio. In ogni istanza si è sempre escluso una confluenza del Psi nel Pd, che sarebbe anche priva di reale valenza politica. Soprattutto se affrontata e risolta solo in chiave tattica, cioè prima di una campagna elettorale e non in sede politica e storica. L’avvio di un percorso federativo implica, come giustamente ci suggerisce il compagno Rino Formica, la creazione di una federazione, un patto di diritti e doveri reciproci, un comitato di garanzia. Tutto questo dovrà essere concordato e accolto. L’inizio di un percorso non consente di salutarne la fine. Vedremo gli sviluppi. Quello che non è consentito a nessuno è di dimenticare o stravolgere il senso delle nostre scelte, che sono chiare, limpide, partecipate col consenso e il dissenso che è proprio degli uomini liberi.

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Commenti all'articolo
  1. La limpidezza che tu giustamente rivendichi dovrebbe estendersi alle periferie. Invece accade che le dirigenze locali , anche a livello regionale,si accodano a fazioni del Pd e “giocano” per qualche “riconoscimento oersonale”.Talvolta, smentendo decisioni collegiali addirittura unanimi. Di qui, ovviamente, disorientamento e sfiducia, che,dati i numeri,diventa letale !!!

  2. Tutti abbiamo il diritto di manifestare il nostro pensiero, ma la scelta del PD di aderire al PSE, che abbiamo per diversi anni sollecitato, non può che essere considerata una nostra vittoria storica. La sinistra o è socialista o è il nulla. I comportamenti di basso profilo connessi all’appetito, sono parte della natura umana e non possono determinare un disegno politico.

  3. Tu dici che la segreteria ha apprezzato il simbolo, ma se oltre alla scritta pse sull’unghia ci fosse stato anche una proposizione della rosa socialista, vicino all’ulivo, sarebbe stato molto, ma molto meglio.

  4. Ribadisco e leggo che non sono solo “la sinistra o è SOCIALISTA o è nulla”.
    Vorrei aggiungere che il bipartitismo molto richiamato dai catto-comunisti – al quale sono contrarissimo – uno dei partiti si deve chiamare PSI.

  5. caro Mauro, ho sempre apprezzato la tua capacità politica e la tua coerenza per cui quando dici…vedremo come avverrà questo patto federativo mi fai intendere che, al di la dell’appello alla coerenza delle scelte congressuali, lasci aperta una porta e questo va bene…ma il segretario li legge i numerosi messaggi, alcuni anche crudi, di tanti compagni che vogliono difendere una storia e un valore rispetto a qualche scranno anche se europeo…io sono uno di quelli.

  6. torno sull’argomento dopo aver visto il simbolo PD per le elezioni europee e questo sarebbe il simobolo che ci rappresenta? ma come si fa a cedere ancora una volt alle lusinghe del PD, aveva ragione Bobo nella direzione del 29 marzo,rifare il congresso per definire la linea nuova che il partito deve seguire, questa volta perchè non dice come disse Nenni, cambiare o perire….perchè non si ha il coraggio di fare una lista…si dice perchè non avremmo nessun deputato vista la soglia di sbarramento….ma in Europa ci sono i socialdemocratici dove potranno confluire il PD e quanti sono riformisti e socialdemocratici…mi pare di assistyere ancora a quella fase in cui i comunisti erano socialdemocratici in Europa e comunisti in Italia.

  7. Spero che il Patto Federativo non sa come quello delle ultme elezioni Politiche “Italia, Bene Comune”, altrimenti siamo belli che fottuti. E’ certo che i Compagni hanno avuto una brutta reazione al simbolo del PD, con la minuscola aggiunta di PSE in basso.Di entusiasmi ne produce pochi.

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