lunedì, 17 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pappano e Rossini
festeggiano Pasqua all’
Auditorium Conciliazione
Pubblicato il 20-04-2014


Antonio Pappano«Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso.» Così scriveva Gioachino Rossini in calce al manoscritto dell’Agnus Dei, a lavoro completato. Da quando il compositore abbandonò la composizione di opere liriche dopo il successo ottenuto con la sua ultima composizione per il teatro, lì si dedicò solamente a partiture per musica da camera e musica sacra. Scritta nella quiete della campagna francese di Passy nella primavera del 1863, cinque anni prima della sua morte, è tuttora uno dei componimenti rossiniani più apprezzati.

Capolavoro nuovo, quasi azzardato per anni in cui imperava il romanticismo, con la sua melodia, che solo in seguito sarà valutata come capolavoro unico nel suo genere: esso anticipa i tempi della musica moderna dando nuovi indirizzi estetici e forme avveniristiche che si svilupperanno ben oltre la metà dell’Ottocento per giungere agli inizi del Novecento. L’organico strumentale è davvero inusuale per un componimento di musica sacra: due pianoforti, un armonium, un coro e le voci di quattro solisti. Particolare l’assenza dell’orchestra, forse a ricordare l’intimità e la riservatezza di una “petite messe’’. Dopo due anni dall’eccezionale incisione per la EMI in collaborazione con l’Orchestra e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, Antonio Pappano offre al pubblico romano un’occasione per ascoltare nuovamente dal vivo la “Petite Messe Solennelle’’ di Gioachino Rossini, gioiello della tarda produzione del compositore pesarese.

Ai due pianoforti Pamela Bullock e lo stesso Pappano che si dividerà tra direzione ed esecuzione. Un inaspettato, ma ben accolto Ciro Visco, Maestro del Coro, ha emozionato sui tasti dell’armonium. Notevole la performance del coro, intonato e musicalmente coordinato. Molto bene anche i solisti con in testa il basso Andrea D’Amelio, voce particolarmente calda ed espressiva. Angela Nisi, soprano, e Anselmo Fabiani. tenore, hanno fatto la propria parte egregiamente così come Adriana Di Paola, la cui voce risuonava perfettamente nitida in tutta la sala. Un bel modo per augurare una buona Pasqua a tutti.

Alessandro Munelli

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