mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Perché rinviare il pareggio
di bilancio
Pubblicato il 17-04-2014


Com’è noto un conto è l’avanzo primario, cioè la differenza tra entrate e uscite ad eccezione degli interessi sul debito, altro conto è il cosiddetto pareggio strutturale, che conteggia nel bilancio dello stato anche il peso degli interessi sul debito. Orbene l’Italia da anni conta su un avanzo primario, per la verità estinto durante l’ultimo governo Berlusconi, ma non ce la fa ancora a pareggiare i conti data l’alta dimensione degli interessi sul suo enorme debito pubblico. Orbene, il ministro Padoan ha chiesto il rinvio di un anno, dal 2015 al 2016, del pareggio strutturale di bilancio adducendo, in una lettera alla Ue, una serie di motivi. Che però si riducono ad uno solo.

È evidente che un percorso che tende a ripianare i conti pubblici abbisogna non solo di tagli alla spesa, ma anche di ripresa economica. Solo coi tagli, col rigore e i sacrifici, anzi, si produce minore crescita e dunque una percentuale di maggiore indebitamento. Infatti in questi ultimi anni, con la recessione, il rapporto tra debito e Pil è cresciuto fino a sfiorare il muro del 130 per cento. Padoan, opportunamente, registra per l’anno in corso, l’inizio di un’inversione di rotta. Cioè una timida ripresa, che viene stimata per il 2014, allo 0,8.  Questo debole sviluppo va incoraggiato, rafforzato, governato, e ha bisogno di agevolazioni.

Per questo il governo ha messo in cantiere misure di fiscalità per le famiglie e per le imprese, nonché il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Secondo Padoan tutto questo inciderà sulla ripresa, che nel 2018, dunque tra quattro anni, secondo le sue previsioni, potrebbe raggiungere il 2,25 per cento. Questo colmerebbe solo in minima parte la perdita di Pil dall’inizio della crisi che per l’Italia è stata addirittura di nove punti percentuali.  La Ue non ha detto no. Ha preso atto, ha analizzato i contenuti del Def, ha manifestato una posizione di attesa. Resta il fatto che per la prima volta in questi ultimi anni, il governo italiano ha evitato di prendere ordini e ha lanciato un’idea all’Europa, senza accettare vincoli indissolubili. E questo è un bene.

Che al Senato quest’oggi la richiesta alla Ue sia stata  votata non solo dalla maggioranza di governo, ma anche dalla Lega, testimonia da parte di quest’ultima una coerenza tra enunciazioni, contro l’Europa dei vincoli, e comportamenti parlamentari. Gli altri, dal Movimento Cinque stelle a Forza Italia, hanno invece assunto inspiegabili atteggiamenti.   Tanto più inspiegabili perché, se si contrasta la richiesta, allora vuol dire che si è a favore del suo contrario. E cioè della permanenza del pareggio di bilancio al 2015, con tutte le conseguenze del caso. Così due partiti, uno decisamente anti europeo, l’altro che si vanta di avere sempre contestato l’asservimento alla Germania, tranne quando ha governato, si oppongono ala richiesta di maggiore libertà d’azione dell’Italia. Capisco che ormai la campagna elettorale è aperta, ma lo potranno spiegare ai loro elettori?

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro , questa volta sono in perfetto accordo con te, analisi perfetta, giusta la richiesta, giusto sarebbe anche togliere dal calcolo del 3% gli investimenti , un nostro cavallo di battaglia ma che temo se rivince il PPe non ci sarà mai accordato.
    Compagno Maurizio Molinari

  2. Mi sembra difficile costruire seriamente il rilancio dello sviluppo aumentando il debito nazionale del Paese. Come per l’IMU di Berlusconi, anche gli 80 euro di Renzi servono solo ad acchiappare voti e i debiti si scaricano sulle spalle delle generazioni future.
    É la vecchia DC che sta tornando al potere e l’unica opposizione sarà quella di Grillo che come il PCI, non potrà però mai andare al potere, ma sarà utilissima per impedire qualunque vero cambiamento. Almeno una volta c’erano i socialisti a scompigliare il gioco …

  3. Caro Mauro apprezzo molto i tuoi commenti ed e’ un bel modo pwr coinvolgete le persone al confronto nei nostti tempi.
    A mio parere quando come faceva Craxi proponeva cambiamenti e riforme veniva criticato e additato do protagonismo, oggi Renzi che si e’ assunto una grande responsabilita’ ( che io aprezzo ) viene additato ed esageratamente apostrofato con aggettivi che ricordano il passato.
    Allora io credo che oggi difronte a questa situazione cosi grave dpve splo le corporazioni non vedmo anzi ci sguazzano…il pareggio di bilancio non interessa a nessuno! Bensi e ‘ piu’ importante rimettere in moto l’economia e tutto quello che sta’ facendo fimora

  4. Caro Mauro, molto spesso mi trovo d’accordo con le tue analisi e valutazioni politiche. Purtroppo mi rendo conto che siamo in minoranza nel partito e nei gruppi parlamentari. Le dichiarazioni ufficiali che vengano da quelle parti sono spesso balbettii inconcludenti e spesso in contrasto con i deliberati degli organi del partito. Questo vale per le valutazioni sulle prossime elezioni europee, per la legge elettorale e per l’abolizione del senato. Mai una posizione chiara é emersa. Questo non solo crea conduzione nell’opinione pubblica ma anche sconcerto ormai nella,sparuta ” ciurma” dei militanti socialisti. Vai avanti Mauro, dopo le lezioni europee molte cose cambieranno. Purtroppo questa mia valutazione scaturisce dalla previsione negativa che ho sul risultato dei candidati socialisti. Speroproprio di sbagliarmi.

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