domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Picierno l’arrabbiata
Pubblicato il 04-04-2014


Sembra sempre arrabbiata. Non si capisce se le sia successo qualcosa prima di iniziare a parlare. Che so, una litigata col moroso, uno che gli ha appena tagliato la strada in macchina. È sempre accigliata e risentita. Non entra mai nel merito delle questioni, preferisce lanciare bordate ai suoi interlocutori. Perfino Travaglio, ieri sera, sembrava un moderato e Santoro un Vespa due. Lei, l’on. Pina Picierno, appartiene ai Renzi boys. Ne interpreta l’aspetto più agguerrito. Se sei contro quel che dice sei conservatore. Non vuoi cambiare. Non sei in sintonia con il Paese. Su cosa non si sa. Perfino il buon Ricchetti che è generalmente un buon ragionatore a Porta a Porta si è trovato in difficoltà con il forzista Sisto, che proponeva di riflettere sulla contraddizione tra competenze affidate al Senato e componenti del Senato secondo il ddl del governo. Ma è mai possibile che non si possa uscire da questa mistica del cambiamento per entrare nel merito dei contenuti del cambiamento? É così difficile? Visitare le scuole, signor presidente del Consiglio, è bello e giusto, ma qualche volta sarebbe opportuno che a scuola ci mandasse qualcuno dei suoi.

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Commenti all'articolo
  1. Ma infatti Mauro, quando si mettono in cantiere cambiamenti così profondi della Costituzione bisognerebbe andarci coi piedi di piombo. Visto che il popolo è sovrano (art. 1 comma 2) il dibattito sulle riforme dovrebbe essere pubblico e diffuso (ah dimenticavo, i partiti servono anche a questo ma non ci sono più….) e molto cauto. La fretta è cattiva consigliera e darsi degli step temporali tipo tappe forzate è imprudente.
    Formica ha espresso addirittura il dubbio (per me fondato) se sia lecito rendere una camera non elettiva attraverso le procedure del 138. Mica per altro, perché poi potrebbe essere lecito rendere anche l’altra non elettiva (un rimedio giuridico non esisterebbe, rimarrebbe solo la ribellione) o a suffragio ristretto.
    Alessandro Magno tagliò anziché sciogliere il nodo di Gordio e si avverò la profezia (chi lo scioglierà diverrà il re dell’Asia) ma morì a 32 anni e il suo impero non gli sopravvisse.
    Renzi farebbe bene a riflettere su questo lontano episodio storico…..

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