lunedì, 18 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pier Paolo Pasolini
e la scoperta di Roma
Pubblicato il 16-04-2014


Dal Pasolini Roma15 aprile al 20 luglio 2014, il Palazzo delle Esposizioniospita la mostra “Pasolini Roma”. Un progetto espositivo, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica  e organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo, in coproduzione con il “Centro de Cultura Contemporània di Barcellona”, la “Cinémathèque Française” di Parigi e il “Martin-Gropius-Bau” di Berlino e con il sostegno del programma CULTURA dell’Unione Europea.

L’arte e la storia del regista visionario e ribelle prendono vita tra le mura del museo, costringendo lo spettatore a misurarsi con le inquietudini di una realtà non così lontana. Riconoscendo ampio spazio al suo periodo friulano, e ai motivi che lo spinsero fino alla Capitale, la mostra si presenta come un viaggio, sviluppato cronologicamente in sezioni progressive in cui si ha l’impressione che sia lo stesso Pasolini a guidare lo spettatore attraverso gli alti e i bassi della sua incredibile vita creativa: i luoghi in cui ha vissuto, in cui ha ambientato romanzi e film, gli amori, le persecuzioni e le lotte, i saggi e gli articoli, le lettere agli amici, i suoi dipinti, il suo diario e molti altri documenti inediti.

Attraverso una delle figure stilistiche da lui preferite, la “soggettiva libera diretta”, i curatori dell’esposizione hanno scelto di raccontare, con gli occhi del regista, la scoperta di Roma: la città che fa da sfondo alle opere di una vita, con la quale Pasolini instaura una relazione passionale di amore ed odio, che se da una parte lo spinge ad allontanarsene, dall’altra lo porta sempre a ritornare. Una città, Roma, di cui il regista porta in scena le realtà più forti e povere, le realtà della gente di borgata, che vive ai margini della società, costretta più che a vivere, a sopravvivere. Ma la povertà su cui il regista pone l’accento, non è la miseria materiale che caratterizza i protagonisti delle sue opere ma è, soprattutto, una povertà spirituale, morale, figlia di una modernizzazione accelerata. 

Una città, Roma, nella quale il regista trova una sorta dirinascita, personale e artistica, suo principale punto di osservazione, suo permanente campo di studio, di riflessione e di azione, che lo ubriacò di libertà e lo rese affamato di vita. Ma un luogo che sarà anche il teatro delle persecuzioni che il poeta dovette subire da parte di poteri di ogni genere, che per 20 anni lo utilizzarono come capro espiatorio per la sua diversità, per la radicalità delle sue idee su un’ “Italietta” distrutta, in cui culture, linguaggi, stili di vita sono totalmente accantonati, così da lasciar spazio al nuovo modello umano di riferimento, quello della piccola borghesia.

Gianni Borgna, organizzatore della mostra assieme a Jordi Ballò e Alain Bergala, scomparso lo scorso 20 febbraio dopo una lunga malattia e a cui, in parte, è dedicata questa rassegna, disse che “Pasolini amava ciò che i Greci chiamavano parrhesia, ovvero la libertà di dire tutto senza pensare alle conseguenze.” Eppure sembra proprio che gli italiani non amino la verità e ancora meno il coraggio di dire la verità. E questo è dimostrato abbondantemente nella vita e nella morte del regista. Egli fu uno dei pochi intellettuali capaci di comprendere la portata delle trasformazioni in corso, di percepire i pericoli del neocapitalismo italiano, dove ciò che è importante non è la qualità ma la quantità.

Durante la rassegna, inoltre, il pubblico avrà l’occasione di partecipare a un ampio programma di eventi, curato dal Palazzo delle Esposizioniin collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, per approfondire i temi attraverso l’intera produzione cinematografica del grande regista, potrà assistere agli incontri, suggestivi e profondi, con alcuni tra i più autorevoli conoscitori dell’opera di Pasolini, tra cui compaiono anche testimoni d’eccezione come Dacia Maraini e Ninetto Davoli, il ragazzino riccioluto che fu presente in molte opere del regista e che gli rubò il cuore.

Infine, a completare il programma vi saranno due straordinari eventi musicali per far conoscere al pubblico uno degli aspetti principali e più affascinanti della vita di Pasolini: la sua passione per la musica. Due concerti eseguiti dal vivo al centro dell’esposizione, proporranno un ricco repertorio musicale al fine di onorare una componente fondamentale di molti suoi capolavori cinematografici.

Gioia Cherubini

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento