martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Quando Lupi disse “emmo”
Pubblicato il 29-04-2014


Ieri sera il ministro Maurizio Lupi, amico e simpatico ex giovane rampante berlusconiano, di estrazione comunion-liberator formigoniana, ha tuonato al salottone di Vespa contro i suoi che avrebbero sacrificato Berlusconi sulle ali dell’estremismo alla Santanché. Ma quel che mi ha avvinto di Lupi è stato quel suo agitato e complicato modo di procedere nell’eloquio. Sarò diventato perfezionista a forza di ascoltare gli aggettivi sofferti e calibrati di Craxi, le immagini sempre pitturate di Martelli e, prima, le frasi studiate ad affetto di Nenni, ma non riuscivo a seguire i suoi ragionamenti. Continuava ad aprire parentesi che non si chiudevano mai. La frase era sempre monca. Dopo un soggetto al singolare c’era un verbo al plurale. Ma quando, anziché “ebbimo”, se n’è uscito  con un “emmo” io non ce l”ho fatta più. E mi sono messo a leggere Togliatti…

 

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