venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sardegna: bocciata la legge regionale sui
cantieri comunali
Pubblicato il 11-04-2014


Stop assunzioni SardegnaChi legifera dovrebbe quantomeno farlo osservando attentamente le disposizioni di legge esistenti e della Costituzione stessa, onde evitare di incappare nei provvedimenti della Corte costituzionale che – come si evince dalle ultime due sentenze “smentisce” chiaramente il legislatore stesso. Mercoledì la Consulta ha  bocciato la  legge 40 approvata nel 2004 – “La Corte Costituzionale ha stabilito che il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale”. Oggi tocca, per l’ennesima volta, al popolo sardo. La Corte Costituzionale boccia infatti una legge regionale della Sardegna, in particolare l’articolo 2 della legge 4 del 2013 – inerente l’assunzione nei cantieri comunali per i disoccupati, e conseguentemente anche la legge del 21 agosto dello stesso anno – Stop alle assunzione nei cantieri comunali, dunque, perché secondo i giudici della  suprema Corte – “I lavoratori impiegati nei cantieri comunali sono perfettamente assimilabili al personale di cui si occupa la succitata norma statale di contenimento della spesa pubblica: essi non sono attinti per l’esercizio di funzioni specifiche del settore sociale (come sostiene, invece, la norma regionale), sicché non rientrano nelle ipotesi eccezionali d’immunità dai limiti di spesa in esame riservate alle assunzioni degli enti locali per talune specifiche finalità”.

Inoltre, sempre secondo la Corte, in parole semplici i vizi di forma nelle suddette leggi sarebbero anche di natura lessicale, come si evince leggendo le stesse motivazioni della sentenza depositata oggi – “Le ambiguità lessicali della normativa regionale in materia di cantieri comunali non consentono di escludere, infatti, che le forme di utilizzazione riflettano moduli prettamente lavoristici. Tant’è che si parla, per richiamare la dizione specificamente adoperata nella disposizione censurata, di assunzioni di progetto”. Nel  frattempo che fine faranno coloro che attualmente sono già impiegati nei cantieri comunali?  Altra domanda da porsi, come  già detto, è quella  relativa  alle capacità di chi pensa e scrive le leggi, non valutando bene e/o comunque interpretando le normative vigenti in maniera non del tutto adeguata alle applicazioni effettive. Detto fatto, a pagare,  ancora una volta – per l’incapacità che oramai imperversa in ogni sede istituzionale – sono  sempre i cittadini. Questa la sentenza depositata oggi.

Antonella Soddu

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