martedì, 16 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Contro la disoccupazione
servono ammortizzatori
sociali alternativi
Pubblicato il 29-04-2014


Ammortizzatori socialiLa notizia  dello  sblocco dei 52 milioni  di  euro per il pagamento di  sussidi in compensazione dell’indennità di mobilità in deroga con il beneficio di sostegno al reddito, come  previsto  dalle L. L.  RR.  N. 1, 4 E 27 DEL 2013 ha finalmente fatto tirare un sospiro di sollievo agli oltre 12 mila lavoratori in mobilità in deroga  sardi. “Ora l’attenzione non deve cadere. Occorre che le Istituzioni, in particolare  l’Assessorato al lavoro e i sindacati tutti, si adoperino per sollecitare il governo a trasferire i fondi necessari al saldo del 2013 e quelli utili per il 2014.” – Così fanno sapere i portavoce del Comitato Lavoratori in mobilità in deroga Sardegna che si è costituito nei mesi scorsi per poter seguire da vicino, ai tavoli istituzionali, l’iter della vicenda che stava rischiando di cadere nel ridicolo a livello nazionale. La nostra battaglia non è vinta,  soprattutto, teniamo a precisare che preferiremo avere un lavoro piuttosto che ricevere dei soldi  stando a casa  oppure frequentando dei corsi professionali (chi beneficia della mobilità in deroga è obbligato a frequentarli pena l’immediata sospensione dell’erogazione) che allo stato attuale delle cose non è servito a reinserirci nel mercato del lavoro.

In tal senso, anche dopo aver preso visione  dei numerosi pareri in dissenso verso la nostra battaglia espressi da chi  non ha inteso bene tutta la vicenda e ci ha accusati di percepire soldi standocene comodamente seduti a casa (vedi commenti  su  pagina facebook unione sarda ) teniamo a precisare che  in tutti questi mesi trascorsi  tra incontri  e sit-in  abbiamo più volte avanzato  sia all’ex  Assessore Contu che all’attuale Assessore Virginia Mura anche proposte alternative, una tra tutte quella di studiare e attuare a livello regionale, una forma alternativa  di  erogazione degli ammortizzatori sociali, per esempio, erogazione in cambio di lavori  di pubblica  utilità.

Ci è sempre stato risposto che la cosa per il momento  non era  fattibile  anche se, è da precisare, con tutta probabilità  tutto il sistema degli ammortizzatori sociali verrà rivisto a livello nazionale. Il discorso  è ampio, e – continuano i delegati dei lavoratori – “gli ammortizzatori se corrispondono ad un periodo  breve possono anche avere un senso.  Se questi,  poi, si  protraggono nel tempo, come sta avvenendo, crediamo che si debbano trovare seriamente altre forme alternative.

Si tratta di  riuscire a coniugare bene le esigenze di un lavoratore che per dignità personale deve poter tornare a prestare la sua opera lavorativa anche per non perdere la sua professionalità acquisita  alle esigenze  della collettività. L’esempio più facile che proponiamo  è questo: quanti lavoratori edili si trovano in questa drammatica  situazione?  Tantissimi. Quante opere si potrebbero  fare utilizzando questi stessi soldi, anche aggiungendo, perché esiste la possibilità, una quota che faccia  arrivare ad una soglia di decenza, una somma vicino  ai  1000 euro, per esempio, e le ore  debbano esser prestate in attività lavorative.

Altro  esempio quello legato alla manutenzione e conservazione del territorio. Abbiamo tutti sotto gli occhi le immagini del ciclone cleopatra ed  è certamente  vero anche il fatto  che il nostro territorio è stato  fatto oggetto di totale noncuranza. Ancora, pensiamo alla manutenzione  degli edifici scolastici che necessitano, lo sappiamo  tutti, di interventi urgenti, pensiamo a quanti tra di noi  prima svolgevano lavori altamente qualificati che sarebbero in grado di dare una mano  al settore della pubblica amministrazione, per esempio nei comuni  spesso intasati  e nell’impossibilità di dare risposte in tempi rapidi  alle pratiche  edilizie.

Una sorta di progetto simile da cui  prendere esempio apportando,  se si vuole,  delle modifiche, potrebbe esser quello che attualmente  stanno  adottando parecchi comuni. I cosiddetti  bandi  di servizio  civico linea 3. I richiedenti prestano la loro opera lavorativa, ad  esempio nella pulizia delle strade e delle piazze  per un tot di ore  settimanali a fronte di un sussidio di  400 euro (somma minima elargita in base alle disponibilità dei vari comuni).

Crediamo davvero alla necessità di una soluzione in alternativa e auspichiamo possa esser attuata. Tutto deve esser finalizzato al “fare qualcosa” per la collettività, a rendere dignità al lavoratore stesso. Perché in un paese civile  gli ammortizzatori devono esser concepiti per breve termine. Per questo come comitato lavoratori in mobilità in deroga, ci impegneremo nel prossimo futuro per  portare le nostre proposte alle istituzioni e possiamo dire che in questo senso abbiamo raccolto consenso anche da parte dell’Assessore Mura.

Antonella Soddu

 Gli articoli precedenti:
Continua la protesta dei lavoratori sardi – 23/3/2014
La scandalosa odissea dei 12 mila lavoratori sardi – 18/3/201
12 mila in mobilità dimenticati dallo Stato – 21/2/2014
Niente ammortizzatori per i disoccupati sardi – 2/1/2014
Ammortizzatori sociali fantasma per centinaia di disoccupati – 28/10/2013

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Soddu, ma cosa stai farneticando….. nei paesi civili li aiuti alle famiglie in difficoltà si danno per anni…vedi Germania, Francia , Olanda e Belgio……ci vuole un reddito minimo di cittadinanza, e una politica vera per il lavoro….e poi trovami uno dei 12000 lavoratori in mobilità in deroga del 2013 a cui sono arrivati i soldi…..

  2. io credo che abbia ragione la signora Soddu…, basta andarsi a leggere gli ordinamenti degli altri paesi europei. Esempio:

    – Germania Arbeitslosengeld I (ALG I): sussidio di disoccupazione pagato con un sistema ad assicurazione (simile all’Assicurazione Sociale per l’Impiego), più elevato dell’Arbeitslosengeld II (comunque limitato al massimo al 60% dello stipendio netto) e con severe limitazioni riguardo di durata (max 1 anno) . nell’arco dell’anno il lavoratore che perde il posto di lavoro percepisce il sussidio , viene accompagnato verso un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro, con formazione professionale e inserimento nella banca dati delle imprese. – in questo arco di tempo puoi venire contattato per un lavoro anche a termine che ti consente nel caso di proseguire, perdendo di nuovo il lavoro, a percepire il sussidio.
    nota: Nota: in Germania non esiste il trattamento di fine rapporto.

  3. infatti hai la possibità di proseguire, dipende anche da quanti anni lavoravi prima…. e in germania esiste una seria politica per il lavoro, Il trattamento di fine rapporto non esiste se vieni licenziato, esso viene utilizzato per accompagnarti ad un’alto lavoro.

  4. resta il fatto che in altri paesi europei, proprio quelli da lei citati per smentire l’autrice di questo pezzo, gli ammortizzatori sociali non sono concepiti a lungo termine ma rientrano nella fattispecie che un lavoratore debba esser accompagnato a vivere dignitosamente e a trovare una altro lavoro. Insomma – l’autrice del pezzo ha ragione quando dice che in altri paesi civili gli ammortizzatori sociali sono concepiti diversamente. ne conviene signora Francesco ?

  5. tutti sembriamo professori ma chi lo dice che in Germania nn c’è il tfr esiste eccome se esiste e in svizzera che nn esiste c’è la pension cassa che se la vuoi nn devi più tornare a lavorare in svizzera comunque quando una persona rimane senza lavoro gli danno un sussidio e gli pagano meta dell’affitto della casa e gli cercano anche un lavoro che se al 3* che ti trovano nn lo aceti nn hai più diritto a nulla parlo per esperienza vissuta e nn per sentito dire e che noi italiani nn togliamo fuori gli atributi

Lascia un commento