venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonella Soddu:
Mani pulite, e poi?
Pubblicato il 08-04-2014


La questione “mani pulite” ha sempre e comunque lasciato dopo di se qualcosa che ancora oggi si sente nel panorama politico italiano. Si disse, allora, che ci avrebbe portato una nuova era, al seconda Repubblica. Ahimè quella seconda Repubblica ci sta facendo penare lacrime d’inferno al punto da farci spesso esclamare il famoso detto – “si stava meglio quando si stava peggio”. Nella puntata di Porta a Porta del 1 aprile Vespa ha intervistato Di Pietro.  Per dir la verità l’intervista nel corso della puntata si è trasformata in una sorta di improbabile interrogatorio da parte di Vespa a Di Pietro, e in un improbabile tentativo di Vespa di screditare l’operato dei magistrati a cui però di Pietro ha fatto notare che ci son due modi di presentarsi alla giustizia – “Far procedere le indagini e nel caso finire a San Vittore oppure farsi mandare a Montecitorio per farsi le leggi a proprio piacere”. Ovviamente ogni riferimento all’amico di Vespa crediamo sia stato puramente casuale. Riguardo alla posizione e alla storia di Craxi Di Pietro ha assunto una posizione alquanto contradditoria. Ha considerato da statista il famoso discorso sul finanziamento illecito ai partiti che Bettino Craxi fece alla Camera – https://www.youtube.com/watch?v=dyjc5N6sepU – e ha affermato che l’intervento dello stesso in tribunale https://www.youtube.com/watch?v=SbsFCBTr2dY – sia stata una piena confessione sui fatti. A ben sentire le parole di Craxi furono simili in entrambe le occasioni. Profetiche furono le sue parole – “Buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. Non credo che ci sia nessuno in quest’ aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”. L’ ex magistrato non ha però saputo giustificare alcune altre cose contradditorie, prima fra tutte come mai lui e D’Ambrosio siano diventati parlamentari del Pd e Gherardo Colombo consigliere della Rai per scelta dello stesso Pd. Un po’ più accondiscendente, o forse sotto pentimento, è stato Saverio Borrelli il quale ha affermato che – “Mani pulite è stata una occasione persa e che, se mai ha prodotto il berlusconismo degli ultimi 20 anni ed altri grandi scandali della seconda Repubblica che hanno solo dato il colpo di grazia all’Italia”. Insomma una pagina di storia, della nostra storia che sicuramente è da rivedere anche alla luce degli ultimi avvenimenti che non fanno altro che dimostrare il non successo di un inchiesta che all’epoca causò suicidi e lancio di monetine. Dal canto suo Di Pietro fu allora il Grillo di oggi, nel corso della seconda Repubblica lo dimostrò in maniera più forte. Resta una domanda. Chi ripaga gli italiani per il ventennio della seconda repubblica partorita da mani pulite?

Antonella Soddu

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Commenti all'articolo
  1. Credo non sia possibile negare il fallimento, ovvero la pulizia morale connessa a tangentopoli, e come il silenzio di tutti, mi riferisco alla classe dirigente di tutti i partiti, al verità detta in parlamento da Bettino. Ho avuto incarichi nella politica e nelle istituzioni e la gran parte delle richieste, negli incontri personali, era se non si poteva fare uno strappo alla regola.
    Questo costume, ovvero come rispettare la norma, era anche richiesto in merito alla applicazione dei contratti di lavoro. Manzoni, quando descritto nei” Promessi Sposi” si riferiva anche al clima italico del suo periodo, non credo proprio la questione, chiamiamola secolare, sia imputabile a questo o quella, ma ad un vero problema che dall’antica Roma esiste.

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