giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Tobia Desalvo
Il Senato, camera Alta
di garanzia democratica
Pubblicato il 17-04-2014


Il tema delle riforme istituzionali fu sollevato per la prima volta da Bettino Craxi, in tempi non sospetti, ed essendo l’assetto istituzionale la dimensione qualificante di una democrazia è bene mantenere il sangue freddo e non farsi travolgere dai tweet. Così come non saranno 140 caratteri a votare in doppia lettura a distanza di 6 mesi, sarebbe squalificante che un partito storico come il nostro non svolgesse un approfondito dibattito sulla riforma e in questo senso voglio indirizzare questo breve contributo.

La mia proposta è che il Senato diventi una Camera alta di garanzia democratica, 100 membri eletti per Costituzione con il proporzionale puro nazionale e una preferenza, che svolga le funzioni di eleggere il Presidente della Repubblica, stabilire la legge elettorale della Camera – che può così diventare maggioritaria per essere più aderente al Governo senza ledere i principi base del nostro ordinamento – svolgere funzioni di garanzia come le commissioni di vigilanza, non votare la fiducia al Governo. A differenza dell’attuale proposta, che non risolve il problema della navetta tra le due camere, il Senato non voterebbe alcuna legge diversa da quelle espressamente assegnategli.

Stabilito questo ruolo del Senato, evitata ogni normativa concorrente di evidente difficile gestione (chi deciderebbe infatti di che materia tratta una norma necessariamente complessa?), occorre immaginare la forma di Governo, convitato di pietra della riforma in discussione. Occorre rafforzarne l’azione senza perdere la flessibilità di un sistema parlamentare: il Presidente della Repubblica potrebbe dunque nominare (e non revocare) il Premier che non avrebbe bisogno della fiducia ma che la Camera potrebbe invece sfiduciare indicandone il sostituto (la sfiducia costruttiva).

Così facendo si andrebbe a identificare un equilibrio tra i diversi organi istituzionali, si manterrebbe salda in capo a una maggioranza popolare la casa costituzionale e la più alta carica dello Stato, si consentirebbe a una maggioranza maggioritaria di decidere il Governo e tenere le redini del Paese per la durata della legislatura. É possibile discuterne?

Tobia Desalvo

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Commenti all'articolo
  1. Certamente migliore dell’attuale proposta ……dopolavoristica!! Dove sta infatti scritto che se eletto non potrebbe esser privato della fiducia? Tenendo anche conto della necessità di riformare i Regolamenti consociativi della Camera,secondo il principio “mai la legislativa in Commissione,mai la redigente in Aula” in maggiore aderenza all’art. 72 CC “la Camera approva articolo x articolo e con voto finale” (cioè senza emendamenti!). Quanto al Premier e alla cosiddetta governabilità,la Camera ( e il Senato ?),entro x gg dalla loro costituzione,designano 2 Due candidati per la scelta di esso,che avrebbe diritto ad un listino premio. Il Capo dello Stato lo “riconosce” e lo sostituisce con la sfiducia costruttiva?? Discutere…dar spazio alle ipotesi….

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