giovedì, 18 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Se Renzi avviasse davvero la Terza repubblica…
Pubblicato il 16-04-2014


Noi dobbiamo uscire dal nostro guscio di ambizioni e in parte anche di frustrazioni. E guardare all’oggi e al domani. Sono sono stato più volte polemico con alcune clausole del pacchetto di riforme istituzionali concordato tra Renzi e Berlusconi. La scelta di rinviare a dopo le elezioni europee il cosiddetto Italicum testimonia che questa legge non convince appieno neppure loro due, o quanto meno Renzi, o che il presidente del Consiglio ritiene di dover passare sotto le forche caudine di una dura opposizione per riuscire ad approvarla. Anche sulla riforma del Senato emergono diverse questioni da approfondire e il fatto che il nostro Buemi abbia firmato la proposta Chiti la dice lunga sulla nostra autonomia di giudizio e anche di azione.

Quel che invece convince nel tragitto del nuovo presidente del Consiglio è il pacchetto di riforme economiche e sociali anche se per ora solo annunciate, la volontà di non farsi dettare il compiti dalle parti sociali e neppure dal sindacato, la sua adesione ad un modello di riforma del mercato del lavoro di stampo schroederiano, peraltro già prospettato in Italia da Biagi e poi da Ichino. Ma più ancora mi convince questo suo desiderio di andare oltre i confini di uno scontro all’arma bianca tra berlusconismo e anti berlusconismo, che ha intossicato e paralizzato il sistema politico italiano senza contribuire a mettere coi piedi per terra le diverse impostazioni sui cambiamenti necessari.

Renzi ha voluto incontrare Berlusconi al Nazzareno e secondo me ha fatto bene, lo ha voluto sdoganare e prelevare da una assurda e un po’ ipocrita fumosa cortina che lo mostravano nelle vesti di intoccabile. Lo ha voluto concepire come un avversario politico con il quale concordare un percorso di riforme sulle regole, e non come un nemico da abbattere anche per via giudiziaria. Lo ha voluto rincontrare in questi giorni. Può anche essere, come qualcuno azzarda, che l’incontro, di quattro ore, abbia toccato anche la questione delle nomine, quella della Todini, già parlamentare europea di Forza Italia, non sarà certamente dispiaciuta al cavaliere, ma anche in questo caso non saremo certo noi a gridare allo scandalo.

È tempo di voltare pagina, di chiudere al più presto questo ventennio nero, che noi abbiamo anche processato. Intendiamoci. Nessuno di noi poteva pensare che alla fine della cosiddetta seconda Repubblica mai nata, si tornasse d’incanto alla prima. La storia non cammina come i gamberi. Ma che si aprisse una nuova fase politica, chiamiamola abusivamente terza Repubblica, nella quale si formassero in Italia partiti europei, si facesse chiarezza sulle ragioni e i torti della storia politica italiana così violentata e deturpata dall’avvento della rivoluzione giudiziaria, e dove il muro di Berlino è paradossalmente caduto all’incontrario, che si creassero i presupposti del rilancio della politica e del ritorno del potere giudiziario al suo posto, questo noi ce lo siamo più volte augurati. Sta a Renzi oggi dimostrare di essere l’uomo giusto per questa operazione. Noi insistiamo a considerare sbagliata la dimensione falsamente antipolitica e anche estetica del suo agire. Ma seguiremo con grande attenzione e senza prevenzione i suoi movimenti. Potrebbe essere la volta buona.

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Commenti all'articolo
  1. Abbiamo sempre posto, che il PD aderisse alla internazionale socialista, come una condizione di base per una collaborazione organica tra i due partiti e oggi, per tanto, dobbiamo entrare nel merito delle cose da fare.

  2. Caro Mauro
    Renzi avvia la terza repubblica?Certo quando gli asini voleranno e credimi Mauro il PD non è il Chievo ne io tifo per il Verona ma, come sai ,per il Bologna e il Piacenza, non sono in un guscio ambizioso ne tantomeno un frustrato., al massimo un arrabbiato.
    La mia cultura di riferimento e quella socialista , considero l’inizio del riscatto politico “ Il giuramento della Palla Corda” il suo completamento con la fondazione del Psi, l’Internazionale e l’Inno Turati alla stregua di una preghiera a Dio , fui cresciuto socialista da nella bassa da chi considerava andare sulla tomba di Matteotti un bagno di fede. Queste sono le mie base culturali , questo però non mi impedisce di vivere e di essere un socialista del 2014.
    Se considero questo tuo articolo una buona arrampicata sugli specchi, se penso che tu dai speranza dove speranza non c’è , non è perché io ho la testa rivolta all’indietro, al contrario è rivolta in avanti.
    Il problema non è condannare Renzi perché parla con Berlusconi, berlusconismo e antiberlusconismo non sono mai stati nel nostro Dna è da sempre un problema di altri, ben lieto che sia superato. Il vero problema è che il Pd pretende di fare le riforme istituzionali con una maggioranza diversa e in opposizione a quella che lo sostiene al governo, vuole riformare l’ossatura dello stato con chi non ha nessuna considerazione dello stato stesso , altrimenti un presidente del consiglio non si sarebbe messo nelle condizioni di essere ricattato da delle ragazzine.
    I tempi di Tony Blair e di Gerhar Schroder sono passati, il costo lordo del lavoro che era più grande rispetto ai nostri competitori, ora è più basso , quello che servirebbe è la riforma del salario ,sul costo del lavoro non devono gravare costi sociali che devono andare a carico della fiscalità generale , per quello che gravano ora in aumento del netto ., non c’è bisogno di torchiare ancora il lavoro con altra precarietà e incertezze.
    Il problema della mancanza del lavoro per i giovani così come posto, è errato , i giovani non hanno lavoro perché manca il lavoro , le aziende fortunate sono quelle che non licenziano, bloccano le assunzioni per sostituire chi va in pensione e se a questo aggiungi il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego , anzi si denunciano 80.000 esuberi si capisce l’alta percentuale di giovani disoccupati.
    Che dire poi che si chiudono provincie , non per rendere più snella ed efficiente la struttura dello stato ma per risparmiare e toglie 3.000 posti ai politici? Che dire delle recenti nomine alle grandi società dello stato, il peggior cencelli mai visto all’opera con sudditanza ai grandi gruppi unito alla demagogia delle nomine di genere.
    Ecco perché sovente nei miei commenti, finisco sempre con il chiedermi ma in questo governo che ci stiamo a fare?Buttiamo a mare questo patto federativo che vale solo per noi non per il PD, facciamo i Socialisti che ci conviene , a noi e all’Italia speriamo di cambiare tutto al prossimo consiglio nazionale
    Compagno Maurizio Molinari

    • bravo compagno Molinari, scrivo anche io su alcuni blog s di sinistra simili cose. In calce ti allego il mio ‘CV’ ma due cose al volo:
      a) rottamare l’Italicum subito unendo sinistra PD, PSI, SEL, liberal ecc. .Non si baratta un posto a Strasburgo con l’acquiscenza al renzusconi. E spero nella scissione della sinistra PD e un patto d’azione col PSI ecc. per andare ad elezioni a gennaio 2015 anche col Consultellum. Vedremmo quanto vale lo spregiudicato e garrulo boy scout fiorentino..
      b) il lavoro (i lavori) nel 2014 è un coacervo di complessità (v.l’ultimo libro di W.Passerini dal titolo: La guerra del lavoro) ma penso che le proposte più utili restino quelle avanzate da Bersani/Damiano. Spero che il Poletti ci rifletta..
      Carlo51
      P.s. Sono un vecchio riformista ex PCI ( e uomo d’azienda), mai aderito al PD perchè lo ritengo un minestrone mal riuscito ed ora immangiabile. Nonostante l’esiguità elettorale (nel 2008 avevo fatto splitting PD/PSI) e nonostante i corposi residui di craxismo, il PSI resta il mio partito di riferimento culturale. E ovviamente il PD renziano non avrà il mio voto il 25 maggio.

  3. Le analisi di Mauro sono sempre precise e mettono in rilievo l’attualità politica. Io ho sempre affermato che bene o male abbiamo raggiunto l’obiettivo di una famiglia unica europea con il PD ed è molto merito nosro. Credo che le elezioni europee per noi devono essere non il punto d’arrivo perchè abbiamo raggunto questo obiettivo , ma il punto di patenza per una politica che veda i socialisti riacquistare quel consenso che tutti auspichiamo e per farlo occorre ridare quella fiducia che da tempo è un po’ venuta meno, ma la cosa importante è che dobbiamo essere maggiormente uniti per fare massa critica e parlare di più tra di noi senza polemiche, retrospettive o insulti gratuiti, insomma riprendere un dialogo politico con idee, progetti e prospettive come abbiamo sempre saputo fare.

  4. ..ragionamenti colti e profondi ma antichi. Le esigenza delle condizioni di vita non possono più aspettare, vanno affrontate con determinazione. Una reale rivoluzione socio politica culturale ed economica in grado di percorrere il tempo e le sue trasformazioni. Condizioni improcrastinabili. Nell’attuale situazione, Renzi, può essere l’artefice di quanto più si può sperare. Serve darle il minimo di tempo indispensabile ed affiancarlo nelle scelte al fine di incoraggiarlo o apportare correttivi per perseguire gli obbiettivi. Il problema disoccupati, a mio avviso andrebbe molto ma molto approfondito. Iniziando dal ruolo svolto dai sindacati, alla cultura dei disoccupati e i settori lavorativi.

  5. Carissimo Mauro ,
    I tuoi editoriali puntuali ed efficaci mi rallegrano e mi fanno ben sperare. Saresti per me il Segretario Ideale per la rinascita del Partito Socialista!
    Ti Auguro Una Pasqua Serena e piena di Gioia
    Alberto Franci
    Università di Urbino

  6. Caro Mauro, sono d’accodo sulla terza Repubblica. Noi dovevamo “picconare” la prima e siamo rimasti sotto le sue macerie… poi dal 1994 più nulla sulle riforme istituzionali. E’ ora di riprendere una battaglia autonoma, collaborare col PD, ma anche per creare un’altra gamba pienamente riformista e liberale. Su questo si deve basare una intesa con chi, all’interno del PD, ci sta. Continuare a nascondersi in liste varie come abbiamo fatto per 20 anni non potrà non portarci che all’estinzione.

  7. La terza repubblica?
    Dai, come può uscire qualcosa di buono dal patto Renzi-Berlusconi?
    Lo ha incontrato al Nazareno, lo ha incontrato a Palazzo Chigi.
    Si, ma lo aveva incontrato a cena ad Arcore. E’ là che nasce il patto Renzi-Berlusconi. Viene da lontano. E non si sa dove ci porta.
    C’è da sperarci qualcosa di buono?

  8. Tutto si può dire, Renzi sta rifondando la nuova democrazia cristiana, la destra si sparpaglia ma rappresenta sempre la maggioranza moderata, gli ex comunisti hanno ricevuto quello che hanno seminato, le sinistre sono come i binari del treno sembra che da lontano si uniscano invece rimangono sempre più divise settarie senza mai pensare di fare un progetto per il terzo millennio che oltre a parlare di come suddividere la ricchezza cominci a parlare anche di come crearla, noi socialisti potremmo riscrivere una nuova via maestra visto che gli unici ad avere qualche idea per creare un progetto moderno, attuale, che riporti i valori del liberal socialismo all’interno della società italiana. Auguri a tutti di Buona Pasqua.

  9. Mi convinco sempre di più che Renzi stia finendo il lavoro iniziato da Bettino Craxi, stoppato dai giudici col sostegno della CIA. Dopo vent’anni di guerra fra Berlusconi e la macchina poco gioiosa concepita da Achille Ochetto, sembra che finalmente si ritorni alla normalità di un paese occidentale con una democrazia occidentale. I socialisti e la loro cultura politica sono stati tramortiti con la sconfitta di Bettino Craxi, sconfitta giudiziaria non elettorale. E’ naturale che Renzi, per terminare il lavoro di Bettino, scelga di considerare Berlusconi un oppositore politico e non un pregiudicato. Che abbia deciso che, per la politica, valgono e guarentigie di immunità decise dai costituenti, soppresse con un moto qualunquista e forcaiolo che ha però generato la classe politica più corrotta d’Europa. La nuova leadership del PD e l’adesione al PSE è il segnale della rinascita dei socialisti che stanno riconquistando la loro casa, quella perduta con la scissoine di Livorno.

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