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Opinioni e commenti
 

Tre briganti o tre perseguitati…
Pubblicato il 11-04-2014


Era un brano della canzone che risuonava in “Rinaldo in campo”, spettacolo musicale con Domenico Modugno e Delia Scala dei primi anni sessanta. I tre cantavano per la verità “Tre briganti e tre somari”. Non si può dire la stessa dei tre personaggi oggi al centro della cronaca politico-giudiziaria. Parliamo ovviamente di Berlusconi, Dell’Utri e Formigoni. Il primo condannato definitivamente a tre anni, due dei quali condonati, e in procinto di passarne uno ai servizi sociali, ma solo un giorno alla settimana, il secondo raggiunto da mandato di arresto e fuggito all’estero, il terzo oggetto di richiesta di confisca dei suoi beni, comprensivi di una lussuosa casa in Sardegna, dell’importo complessivo di 49 milioni di euro.

Berlusconi per vent’anni è stato nel mirino della magistratura ed è naturale che se ne lamenti. Vederlo condannato per evasione fiscale e truffa, e quest’ultima si riferisce alla sovrafatturazione dei film, meccanismo che, a quanto pare, potrebbe essere stato usato anche dalla Rai, può anche fare sorridere. Ma da qui a lanciare crucifige e accuse di complotto ce ne passa. Avrebbe potuto, Berlusconi, fare come Craxi, ma anche come qualcuno più in alto di lui, e dire che chi è senza peccato deve scagliare la prima pietra. Invece si è trincerato dietro un’assurda e improbabile tesi di assoluta estraneità. Adesso deve trascorrere un po’ di tempo cogli invalidi e gli anziani e raccontar loro un sacco di barzellette. Ne uscirà una sorta di nuovo Grande fratello di dimensioni internazionali. Stona quella dichiarazione di un magistrato che avrebbe minacciato di sospendergli l’affidamento ai servizi sociali, qualora il leader di Forza Italia rispolverasse il suo prontuario di accuse nei confronti della magistratura. Minaccia inaccettabile e lesiva della libertà di opinione che si deve anche a un condannato. A meno che non costituisca reato e in quel caso si può intraprendere un procedimento a prescindere dalla condizione del soggetto che lo commette.

Dell’Utri si accinge a subire la definitiva sentenza, quella della Cassazione, dopo che l’Appello gli aveva inflitto ben sette anni di carcere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Mai tipologia di reato è stata più contestata, dopo l’introduzione del 416 bis, che ha promosso appunto quello di associazione mafiosa. La sua fuga precede un’altra possibile condanna alquanto pesante. Credo che un reato a cui raramente é connessa una prova, e che si basa soprattutto su ipotesi e sulla deduzione logica, sia alquanto discutibile. Resta il fatto che Dell’Utri è fuggito, non si sa se per il Libano, la Guinea, Santo Domingo. Un’altro brutto colpo per il partito di Berlusconi. Infine Formigoni. La indagini hanno portato all’accertamento dell’esistenza di un notevole suo patrimonio. Da quel che so, Formigoni ha vissuto di politica, almeno in questi ultimi trent’anni. Come abbia fatto ad accumulare una simile ricchezza è cosa piuttosto complicata da comprendere. Lui nega e sostiene di non possedere nemmeno la centesima parte del patrimonio che gli viene attribuito. Può essere che si tratti ancora una volta di una distorsione giornalistica e che i 49 milioni siano solo la richiesta del danno. Vedremo. Amici ne ha avuti tanti. Forse troppi. Anche milionari. E Comunione e liberazione sarà pure anche attiva nel mercato. E non solo per l’evangelizzazione a cui tanto tiene papa Bergoglio. Ma 49 milioni, cioè quasi ottanta miliardi di vecchie lire, sono tanti anche per chi deve spendere tutte le sue energie per convertire il prossimo alla verità del Vangelo…

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Commenti all'articolo
  1. La canzone di modugno sembra fatta apposta per loro, purtroppo la realtà è che non sono solo 3 i briganti ed i malfattori di quella risma, ma molti di più anche se non hanno sentenze definitive.

  2. Le accuse a Dell’Utri sono una farsa: non ci sono prove, solo la parola di pentiti screditati, e l’unico indizio è che Dell’Utri è siciliano ed ha presentato Mangano a Berlusconi… tra l’altro per un reato non previsto dal Legislatore ma inventato da Magistrati: Concorso esterno in associazione mafiosa “di genesi giurisprudenziale, pertanto esposto ad oscillazioni interpretative in grado di minare seriamente la stessa certezza del diritto che dovrebbe porsi necessariamente a fondamento di uno stato di Diritto come (a torto) viene definito il nostro”(Dell’Aira)

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