domenica, 24 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ucraina. Ultimatum ignorati dai filorussi
Pubblicato il 14-04-2014


Lungo il confine orientale dell’Ucraina nei pressi di Donetsk, si sono ammassati decine di migliaia di soldati russi con mezzi corazzati, aerei, elicotteri. Nelle stesse ore in diverse località ucraine dell’est, la tensione tra autorità locali ‘lealiste’ e manifestanti filo russi ha raggiunto livelli estremi, con scontri armati e in alcuni casi, morti e feriti. A Slovyansk, dove la bandiera russa sventola ormai dal tetto del Municipio, e a Horlivka sono state assaltate le sedi della polizia mentre commandos di uomini armati e mascherati improvvisavano posti di blocco e provocavano scontri a fuoco.

Mosca non sta facendo nulla per far calare la tensione, anzi, lascia intendere che il confronto finale si sta avvicinando. Lo scenario più temuto è che gli scontri tra ucraini filorussi e lealisti, vengano utilizzati dal Cremlino per far intervenire l’esercito, occupando le zone di confine e determinando un ‘fatto compiuto’ che sarà poi difficile da cancellare. Insomma una sorta di protettorato che si aggiungerebbe all’annessione già avvenuta della Crimea.

Intanto, a conferma di queste preoccupazioni diffuse nelle capitali occidentali, ci sono gli ultimatum lanciati da Kiev e ignorati dai filorussi che continuano a occupare diversi edifici pubblici.

Cartina_Ucraina_RussiaLa crisi Ucraina nelle mappe del New York Times

Il ministero degli Esteri russo ha scritto nella sua pagina di Facebook, che il governo di Kiev usa la violenza e le minacce “nei confronti di chi non è d’accordo con i nazionalisti radicali, sciovinisti e le loro azioni antisemite” e che tutto questo avviene “con il sostegno diretto degli Stati Uniti”. Anzi, secondo i mezzi di informazione russi,  domenica è arrivato a Kiev per una visita segreta e per ‘consigliare’ i funzionari ucraini responsabili della sicurezza interna e della difesa, John O. Brennan, il direttore della CIA.

Nell’occhio del ciclone c’è Donetsk, la regione più popolosa dell’Ucraina orientale, dove i dimostranti filo- russi hanno assaltato la sede del governo e dichiarato la Repubblica popolare di Donetsk.

Dal vertice Ue in Lussemburgo, si tenta di raffreddare la situazione e il ministro degli esteri italiano, Federica Mongherini, ha assicurato che non si sta discutendo un passaggio alla fase tre delle sanzioni contro la Russia che però non viene affatto esclusa. “La fase tre non è sul terreno in questo momento. C’è un ragionamento sull’estensione della lista che nel caso avverrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”. Di analogo tenore le dichiarazioni che giungono dagli altri ministri degli esteri che non nascondono la gravità e pericolosità della situazione, ma che allo stesso tempo offrono al presidente russo Putin una mano tesa per concordare una soluzione condivisa della crisi in occasione in attesa dell’incontro che si terrà a Ginevra questa settimana tra Ucraina, Russia, Stati Uniti e Ue.

Armando Marchio

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento