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Opinioni e commenti
 

UN PO’ MENO CARCERE
Pubblicato il 02-04-2014


Clandestini-carcere

La depenalizzazione del reato di clandestinità sembra finalmente “quel qualcosa di sinistra”che mancava al Governo Renzi eppure il ddl passato al vaglio e approvato oggi alla Camera in via definitiva (il ddl sulle pene alternative al carcere ha avuto 332 sì, 104 no e 22 astenuti) era stato già accolto dal Governo Letta in un ODG sottoscritto dai deputati Pd Sandra Zampa e Walter Verini.

Per quanto riguarda poi l’abrogazione tacciata come “squisitamente di sinistra” da parte di Lega e Fdi, viene dimenticato che non solo il reato di clandestinità andava contro la Costituzione ma la stessa Consulta si era pronunciata contro (sentenza n. 249 dell’8 luglio 2010). Gli stessi pentastellati, da sempre grandi estimatori della Costituzione, hanno votato contro l’abrogazione portando a non pochi malumori, visto che il “popolo della rete” si era detto fermamente contrario al reato di clandestinità. “Stupisce ancora una volta l’opposizione del Movimento 5 Stelle, la cui base si era espressa a favore dell’abrogazione del reato, nonostante i diktat di Grillo. Volontà completamente disattesa con il voto di oggi”. Ha sottolineato la deputata del Psi, Pia Locatelli, intervenendo a favore dell’abrogazione e denunciando la grave ingiustizia sociale verso gli immigrati, come la permanenza nei Cie.

Ma se l’attenzione resta concentrata tutta sul reato di clandestinità, il ddl contiene alcune depenalizzazioni significative per tutti i reati che prevedono, in caso di condanna, la sola pena della multa o dell’ammenda, come quello della coltivazione di stupefacenti, pene minori come atti osceni e disturbo della quiete pubblica. Tutte misure volte ad alleggerire il peso lavorativo dei tribunali, inclusa l’eliminazione della contumacia.

Viene poi introdotta “la messa alla prova”, la misura consiste in lavori di pubblica utilità e comporta la prestazione di condotte riparatorie e (se possibile) risarcitorie, con l’affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un programma di recupero. Se l’esito è positivo, il reato si estingue ma in caso di trasgressione del programma di trattamento o nuovi delitti scatta la revoca, infine durante il periodo di prova la prescrizione è sospesa. Su l’introduzione della “messa alla prova” si è espresso favorevolmente Oreste Pastorelli, deputato Psi: “Rappresenta un’alternativa all’accertamento processuale, perché prevede, in determinati casi, che l’accusato, invece che processato sia sottoposto con il suo consenso ad un programma di prova che consiste nella prestazione di lavoro di pubblica utilità. Se la prova dovesse riuscire positiva il reato si estinguerebbe. Una misura che ci richiama a una logica di maggiore mitezza e umanità del sistema penale, è una filosofia giuridico processuale che merita condivisione”. Il deputato socialista ha poi ricordato quanto fosse importante una misura in questo senso anche dal punto di vista comunitario: “La sentenza Torreggiani ci ha messo con le spalle al muro; l’Europa dopo tanti anni ha deciso che l’Italia non deve più perdere tempo, entro maggio 2014 dobbiamo riferire alla CEDU ciò che stiamo facendo per rimediare alle gravissime condizioni di sovraffollamento nelle nostre carceri”.

Infatti non sono solo i detenuti nel nostro territorio a scontare la pena, anche l’Italia sta pagando a caro prezzo il sovraffollamento delle sue carceri. Al punto che appena qualche giorno fa, il presidente della commissione europea per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Juan Fernando Lopez Aguilar durante la sua visita al nostro sistema carcerario, ha indicato l’Italia come “esempio negativo in Europa per il sovraffollamento delle carceri, la qualità delle condizioni igieniche e il mancato reinserimento sociale dei detenuti”.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. L’abolizione del reato di clandestinità é un atto dovuto. Attenzione però, il problema esiste e non si può ignorare. Si dia il visto di 3 o 6 mesi a chi vuole venire in Europa e si obblighi l’immigrato a dire dove pensa di stare o andare. Se avrà modo di sostentarsi rimarrà, altrimenti potrà ritornare nel suo paese. In questo modo sapremo chi é venuto e da dove. Sarà anche la fine degli scafisti perché chi vorrà venire potrà fare un viaggio meno costoso, magari economico. Si potrà anche chiedere il deposito di una cifra utile per pagare l’eventuale rimpatrio.

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