lunedì, 18 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un’altra costituente socialista?
Pubblicato il 21-04-2014


Leggo che il vecchio e stimato compagno Giorgio Ruffolo si è fatto promotore di una nuova costituente socialista e che tra le firme di adesione ci sarebbero quelle di ex Psi come Tamburrano, di ex Pci come Salvi, di comunisti come Nicola Tranfaglia, deputato per il Pdci dal 2006 al 2008, di Elio Veltri, gia dipietrista e poi in netto urto con il piemme milanese. Niente di male, ci mancherebbe. Obietto due cosettine, piccole piccole. Quando noi lanciammo la Costituente socialista nel 2007 nessuno di coloro che oggi ne vorrebbero fare un’altra vi aderì. Forse, se non sbaglio, il solo Tamburrano, che ha attraversato più o meno con noi il deserto di questo ventennio. Pazienza.

Però sarebbe indispensabile che coloro che vogliono lanciare in Italia un progetto socialista almeno si rendessero conto che un partito, per quanto di dimensioni ridotte, se si vuole in periodica sofferenza, e anche tenuto in piedi con sacrifici notevoli, esiste già. Ed è esistito anche quando i fondatori del supposto partito di domani militavano, come Ruffolo, in altri schieramenti e da questi avevano ottenuto anche importanti e gratificanti incarichi. La seconda riguarda l’albero genealogico dei fondatori. Si richiamano a Turati, a Lombardi, a Pertini. E affermano di disconoscere Craxi, non si capisce se anche Nenni, aggiungendo anche che “craxiani e craxini” non avranno diritto di militanza nel futuro partito.

Eppure coloro che, come Ruffolo e Tamburrano, provengono dal Psi non avevano prima disconosciuto tale coabitazione. Tanto che nel PSI di Craxi, assieme a “craxiani e craxini,” Ruffolo era anche una delle espressioni più alte, ministro dei governo Goria, De Mita e Andreotti, deputato per una legislatura e senatore per tre, parlamentare europeo, sempre durante la “nefasta” fase di Craxi e in un partito ove pullulavano “craxiani e craxini”. Pazienza ancora. Da ultimo l’appello rivolto sia a Tsipras sia a Schulze, come se fossero la stessa cosa, per appoggiare una petizione contro la finanza. Non c’era già un partito così, e cioè Sel? Che bisogno c’era di una costituente per fondarne uno simile?

 

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Tutto giusto, caro Mauro. Strano che in questa stravagante iniziativa che potremmo definire “costituente del catetere” non vi sia compreso Rino Formica. Che tristezza vedere personalità che non si rassegnano a convivere con lo scorrere del tempo…..

    • E’ molto più triste caro Pecheux osservare come lo scorrere del tempo ha ridotto il PSI in mano ai veteroCraxiani, un partito cioè la cui percentuale è pari a quella di un minerale residuale disciolto nell’acqua Ferrarelle. Per fortuna esistono alcune iniziative atte a tentare strade più popolari di Hammamet.

  2. perchè si continua a fare commenti acidi su iniziative di compagni socialisti che vogliono impegnarsi per ridare un senso ad un partito socialista che ragruppi i tanti socialisti che comunque non si riconoscono in questo PSI o non gli viene accordato spazio. Personalmente me lo pongo il quesito, ma ritengo che se si volesse tentare avvicinamenti con tanti compagni e dare un senso ad un unico partito socialista questo piccolo PSI , che si comporta come un cartello elettorale utile a pochi, dovrebbe essere molto diverso, e i dirigenti non dovrebbero aver timore di avvicinare le tante personalità socialiste per dialogare assieme al fine di migliorare ed arricchire un unico partito socialista in Italia

  3. Grande direttore. Viene anche da pensare che certe trovate vogliano alimentare un po’ di confusione (pre-elettorale magari). Pazienza appunto, il Psi c’è già ed è quello di Turati, Lombardi, Nenni, Pertini, Craxi… e di tutti noi. Saluti socialisti!

    • Nessuna confusione. L’iniziativa è partita a Luglio del 2013 quando non c’erano elezioni. Oltretutto in Italia si vota ogni anno e quindi qualsiasi azione politica potrebbe essere riconducibile ad azione elettorale. Comunque chiunque faccia politica prima o poi dovrà occuparsi anche di elezioni. Dunque non ci trovo nulla di strano.

  4. Il moralismo da strapazzo viene coltivato anche da coloro, come si suol dire, hanno avuto spazio nel periodo di Bettino.
    Ma visto che ogni tanto occorre togliere, la dico cosi, polvere dai capelli, a questi compagni, dato che lo sanno, si rileggano il discorso di Craxi fatto alla Camera. Il Veltri fu sindaco di Pavia per il psi.

    • Due cosine però le posso dire anche io. Essere stati socialisti all’epoca di Craxi non ne fa direttamente un fan di Craxi. Ricordo che Pertini e molti altri erano non poco daccordo con la conduzione “sbarazzina” del partito e del suo “sostentamento”. Tanto che nell’81 se non erro Veltri e parecchi altri lasciarono il partito proprio per la questione morale. Poi vennero tacciati dai facinorosi do essere spie comuniste e altre cose tipiche dello sciocchezaio di ogni partito del secolo scorso. Si sa quando una grande personalita totalizzante prende il comando o si è con lui o si è stupidi. Come qualcuno ricorda infatti, lo stesso “Pertini veniva considerato un imbecille dagli stessi usceri di partito”. Lasciamo quindi che si tenti la ricostruzione di un partito il cui nome ormai evoca in ogni italiano solo sinonimia di ladri o corruttori. Non potrà che fare bene a chi resta, come me, un vero socialista aldilà delle varie persone. E’ l’idea che conta.

  5. Avrrei scritto più o memo le stesse cose quando ho letto la notizia sull’ inseerto di Repubblica, avrei solo aggiunto che
    nessuna costituente avrà mai successo se partirà dal presupposto di lasciare fuori una parte. Ad iniziare dai craxiani e craxini.

  6. Il PSI è uno e volerlo personalizzare è semplicemente mancanza di cultura. Chi reclama una costituente socialista abbia la modestia di iscriversi al PSI che non è mai morto ed è sopravvissuto per merito di quei compagni che non hanno preteso incarichi e prebende e che sono propensi a vigilare su tutti questi pseudo-intellettuali in cerca di notorietà.

  7. Quanto scrive Mauro Del Bue va vicino alla realtà delle cose. I paletti ed i divieti che tali personaggi vorrebbero mettere, fanno venire i brividi al solo pensiero che tale partito dovrebbe essere socialista. Una riflessione, però, la suscita: se il PD sarà quello di Renzi, se SEL non si sa e non si saprà cosa sarà, un partito socialista, autentico, che aderisca non solo formalmente al PSE, come fa il PD, ma ne sposi la storia, la mentalità, che faccia del riformismo uno stile di vita e una cultura prima di tutto, che abbia tra i suoi valori la laicità a tutto tondo ed incalzi il resto della sinistra su tutto questo, è necessario. Non mi sembra che l’attuale PSI lo faccia; soprattutto per mancanza di coraggio.

  8. E’ da 42 anni che sono iscritto prima al PSI, poi al SI e poi ancora allo SDI ed ora al PSI.
    Quando finalmente si è arrivati ad unire le varie anime Socialiste con la Costituente del PSI, ho sperato che se uno si fosse riscoperto Socialista alla fine avrebbe trovato l’area giusta dove collocarsi, con l’obiettivo d’unire e non d’inventarsi qualche cosa di diverso per creare, inutili frange che servono solo a disunire e confondere.
    Un Partito Socialista in Italia c’è già…………………composto di Caxiani e Craxini, Pertiniani Nenniani, Turatiani Lombardiani e Nenciniani e altro, noi siamo anche questo, liberi nelle idee e nel confrontarci, ma sempre nel rispetto del pensiero Socialiste, forse il Sig. Giorgio Ruffolo non è aggiornato!!!!!!!!!!!

  9. Caro Mauro,
    di costituenti francamente non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno però di un po piu di coraggio, di non essere sempre e comunque succubi dei voleri del PD e di non essere sempre pronti a piegarci a tali voleri. Sai cosa dico, infatti tu fosti uno dei pochi (ma buoni) che votò per la lista PSI alle politiche. Se non puntiamo i piedi, se non ci facciamo sentire, se non dimostriano lo stesso coraggio di Matteotti, Turati,Pertini, Brodolini e di quei compagni che ogni giorno ci mettono la faccia per difendere quell’idea che “non morirà mai” lascieremo lo spazio per costituenti, aggressioni, scippi ideologici e saremo una semplice testimonianza! Sempre Avanti compagni!

  10. Sembra un dramma psicoanalitico di attori prigionieri del trauma che ha sconvolto le loro vite tranquille degli anni Novanta.
    Perseguitati dai sensi di colpa per avere lasciato sacrificare il padre e bruciare la casa e, perfino , per non averne mai avuti di sensi di colpa per essersi uniti ai carnefici, se la prendono con i sopravvissuti e sognano di ricostruire la casa per bruciarla ancora. Freud direbbe una coazione a ripetere.

  11. Tutti gli anni mia mamma si preoccupava, in primavera ,di farmi una cura ” ricostituente”, non mi ha mai fatto male e forse mi serviva almeno psicologicamente per affrontare gli ultimi mesi dell’anno scolastico.
    Ti chiederai Mauro ” e questo che c’entra con la suscritta notizia?” Non c’entrerà molto ma per analogia una ricostituente ancorchè fuorimoda potrebbe non far male e invece farci bene psicologicamente confortati dal pensiero che oltre a noi “altri” evidentementi in posizioni scomode pensano ancora che sia il socialismo la scelta giusta. Neo Bertaccini.

  12. Mauro, non credi che simile iniziativa avrebbe dovuto prenderla il PSI e convocare tutti i socialisti comunque collocati e che occasione, perduta, avrebbe dovuto essere quella delle elezioni europee dove la preoccupazione più che “eleggere” avrebbe dovuto essere quella di raccogliere le forze e cercare do avviare un percorso nuovo. Per il quale ciascuno, cioè tutti, avrebbero dovuto mettere in gioco tutto. Credo che questa sarebbe stata l’unica occasione, forse l’ultima, per cercare di far sopravvivere una forza socialista organizzata in un unico “contenitore” garantendo il pluralismo delle posizioni. Ora a me pare tutto
    piIù difficile, se non impossibile, e il destino del PSI segnato. Non debbo dire a te che conosci le cose che il nostro problema è sempre uguale: la pretesa di voler fare sempre e comunque “analisi del sangue”, ma di quello altrui, mai del proprio! Ciao!

  13. Concordo; peccato che la prima costituente socialista sia fallita e che poi ci sia stata l’esaltazione di Vendola. Insomma, si è vista un po’ di confusione, da una parte e dall’altra: perché il tempo, in verità, è passato per tutti.

  14. Certo, a chi oggi dirige il PSI si possono muovere delle critiche, in termini di scelte concrete, di capacità organizzativa, di capacità di progetto, ecc.; e si potrebbe anche aggiungere che iniziative extra-PSI conseguono alla inidoneità di questi dirigenti a rappresentare e rendere visibili idee e valori del socialismo. Ma qui il discorso è diverso, è in gioco la storia, non solo del PSI, ma dell’Italia. La realtà politica e sociale del nostro Paese, ma direi quella europea e mediterranea, si fonda su alcune vicende tuttora avvolte dal mistero, su cui gli storici – anche socialisti che vissero direttamente quegli anni – non hanno fatto che pochissima luce. Cosa rappresentava Craxi dopo la caduta del muro? Qui si parla di costituenti, di Turati e Pertini, ma non vogliamo capire che Craxi era il socialismo liberale, la terza via alla fine di un millennio? se non fosse stato annientato, avrebbe rafforzato la sua “leadership” e consolidato il suo ruolo di riferimento per i paesi dell’Est europeo che uscivano dalle dittature comuniste e per i paesi arabi che cercavano vie democratiche mediterranee al di fuori da tutele americane o sovietiche. Tutto questo si vuole dimenticare, si vuole identificare Craxi con il malaffare? questa sarebbe una “costituente”? Quel che occorre “ricostituire” è la verità, ma nessuno ne parla (cosa è stato “tangentopoli”? cosa è successo davvero? cosa è stata la “trattativa”? che ruolo hanno avuto la Chiesa, l’Opus Dei, gli ex comunisti, gli americani, com’è nato il partito democratico? cosa è stato il rapimento di Moro? ogni tanto escono brandelli di storia, fatti inquietanti, come un romanzo politico di Sciascia). Il nostro Paese è a pezzi, sono stati annientati i capisaldi su cui si fondava il socialismo liberale – la piccola e media impresa, l’artigianato, il cooperativismo, la libera impresa finanziata dal credito pubblico… – che Craxi aveva rivalorizzato e posto al centro del pensiero socialista; il mezzo politico era, all’interno, l’autonomismo, la riscoperta di un socialismo italiano, non marxista, e, all’estero, la ricerca di una terza via, l’indipendenza dagli USA, il nuovo ruolo dell’Italia al centro dell’Europa e del Mediterraneo…Diciamo le cose come stanno, il socialismo italiano moderno è proprio Craxi, il pensiero di Craxi, il socialismo autonomista, con un PSI imprescindibile. Se non si parte da qui, dal PSI e dalla sua storia (quella vera, quella che è confluita nell’opera di Craxi e nel suo annientamento), non si “costituisce” un bel niente. Su questo il Direttore scrive parole chiare, oneste, che devono essere un riferimento preciso per tutti.

    • Caro Morcavallo, non capisco per quale motivo dovremmo ripartire da Craxi. Mi pare che Bettino Craxi sia stato condannato per corruzione e per finanziamento illecito al Partito. Mentre ha sempre negato la corruzione ha invece ammesso il finanziamento illecito al Partito. In ambedue i casi ci sono due sentenze di condanna e al momento della morte c’erano altri quattro procedimenti nei suoi confronti. E’ vero che la maggior parte del partito era con lui, così com’è vero che non tutti sapevano della corruzione del finanziamento illecito. A questo punto perchè dovremmo ricominciare da Craxi? Craxi e morto lasciamolo riposare in pace.

      • A volte le sentenze passate in giudicato impediscono alla storia di fare il suo corso; consapevolmente, o meno. Il giudicato formale è una convenzione processuale, non è la verità storica assoluta, eppure gli annientamenti più feroci si sono serviti del processo per fare “tabula rasa”, e così i morti riposano in pace, e i vivi sono anch’essi morti ma non se ne accorgono. Le strumentalizzazioni più conosciute sono per esempio quelle operate dalla Chiesa cattolica e dai comunisti, non solo con riguardo a singoli individui; il rogo, il gulag conseguivano a processi, inquisizioni, e non che i processi non avessero le loro regole formali, come appunto il giudicato; con uguali sistemi sono stati giustificati anche veri e propri genocidi. Anche in epoche moderne, il processo ha spesso avuto una funzione brutale, sebbene con forme e modalità diverse; gli effetti sono analoghi, impedimento di una evoluzione storica naturale, “tabula rasa” di persone e pensieri, cancellazione storica di un’idea; forse sono gli stessi anche i protagonisti, basta non chiudere gli occhi e leggere per capire che qualcosa viene fuori. Gli storici non si possono fermare; appunto, il discorso di Craxi sui finanziamenti è tuttora oggetto di studio; ecco un esempio di stravolgimento, di falsificazione della storia: per decenni vi sono stati fiumi di denaro da USA e URSS per partiti cattolici e comunisti, ma ora noi diciamo “Craxi ha ammesso i finanziamenti illeciti”; dimentichiamo tutto, per esempio che alcuni finanziamenti servivano a lotte di liberazione, quelle autentiche non le “primavere”; poi qualcosa viene fuori, a brandelli, ci sono racconti e fatti, “pagine saltate della storia” che vengono riscritte, Sigonella, i servizi segreti presenti nel rapimento Moro e nelle stragi, le trattative per la “pax” raggiunta, le vicende vaticane e il ruolo dell’Opus Dei nella fine della DC. Vi sono saggi bellissimi, come quelli di Ocone e Cofrancesco su Mondoperaio, fasc. 3-4 di quest’anno, racconti come quelli di Badini su Sigonella, di Pinotti su Opus Dei, CL e relative fondazioni e partecipazioni istituzionali, racconti e memoriali di ex dirigenti PSI sul ruolo degli ex PCI e sull’Internazionale socialista….Occorre ripartire dalla storia, solo dalla storia; altrimenti non vi è identità, e nessuno può stare in pace, né i morti, né i vivi.

  15. mi assale la tristezza.
    Siamo ancora alle divisioni d’antan?
    Lo capite che non c’è più la materia prima del socialismo, la classe operaia, quella che nasceva nelle fabbriche.
    Ora che l’Italia vuole avanzare a “pizza e mandolino” (cioè alla vendita delle nostre bellezze) cosa può essere un partito socialista?

    • Fin quando ci sarà la più piccola ingiustizia sociale, fin quando ci sarà disuguaglianza, fin quando ci saranno dittature antiche o moderne ci sarà sempre bisogno di socialismo. Consiglio di leggere il libro di Paolo Sylos Labini sull’analisi delle Classi sociali che è illuminante in merito.

  16. Caro Mauro, tutto vero, ma l’esigenza, anche per noi, di pensare un pochino più in grande esiste. Non chiamiamola costituente e non rivolgiamoci a Tsipras, ma ai riformisti vecchi e nuovi, da Turati a Nenni a Craxi, e riprendiamo a filosofare. Perchè non una Convenzione, come si chiamava quella di Filadelfia nel 1787, di tutti i socialisti per chiarire, a noi stesi e agli altri, cosa è il “riformismo liberale di oggi” e quale programma per l’Italia e per l’Europa? Chiamiamo a raccolta un poco di gente che pensa e riflettiamo noi stessi su quale direzione intraprendere.

  17. sono daccordo su tutte le considerazioni di Mauro,ma mi avrebbe fatto piacere sapere che questo nostro partiti, per qquello che oggi è,come spesso diciamo lanciasse lui, cioè voi e noi una costituente invece di nascondersi dietro al pd.

  18. Concordo con te Mauro. Purtroppo a molti manca la coerenza e dopo aver dimostrato in tempi difficili di non avere il coraggio necessario per resistere alle difficoltà, oggi dimostrano di aver smarrito per sempre l’orgoglio della appartenenza ad una storia tutta intera. Quale socialismo può nascere da simili condizioni???

  19. Ma quale costituente? Il PSI già c’è. Qualcuno deve prendere la tessera, lavorare e poi anche criticare: Tutto il resto sono solo chiacchere confuse di chi è stato assente, salvo Tamburrano, per troppo tempo. Voglio inoltre dire che Pertini veniva considerato un imbecille solo da poveri lecchini mentecati. Gli italiani amano ancora molto quella bella persona che continua ad essere un esempio da imitare.

  20. Rieccoci , una nuova costituente , un nuovo partito, vecchi distinguo , nuova supponenza di essere i veri detentori delle vere istanze del socialismo italiano, l’ennesi tentavi appello di porre fine alla famosa diaspora facendo un’altra diaspora.
    Io dico una solo cosa e da incazzato , verso questi nostri ex compagni e a tutti quelli che su face book o altrove , alimentano i loro tanti piccoli orticelli, alimentando l’immagini di tanti gruppuscoli che servono solo alla propria ambizione personale, al prendere il loro attimo fuggente della politica , che è ora che si mettono al servizio del partito , che si è socialisti in quanto iscritti al PSI . S questo a loro non sta bene ma hanno amore per la parola socialismo , rendono un grande servigio al partito e alla sinistra italiana , si levino di torno così almeno lascieranno un buon ricordo.
    Compagno Maurizio Molinari

  21. condivido pienamente il pensiero di Del Bue. Siamo alle solite… la costituente Socialista deve rappresentare solo l’apertura di una discussione basata su principi comuni. L’apertura mostrata da parte di esponenti di PD, SEL o altri partiti deve diventare solo un momento di confronto, tenuto conto della notevole divergenza su alcune questioni.

  22. Siamo alle solite. Discutere fa bene, è spesso utile e sintomo di crescita. La supponenza però non aiuta mai.
    Non ho alcuna remora reverenziale verso questi personaggi e li considero, come sono, autoreferenziali. Cioè incapaci di fare squadra e lavorare per obbiettivi. Chi per distinguersi parte dalla esclusione di qualcosa e qualcuno dimostra insicurezza. Questi hanno steso le vele in attesa del vento con lo sguardo rivolto al passato. La loro barca non approderà in nessun porto.

    • Sono stato socialista anch’io, da Lombardi a Craxi.
      Di Craxi sapevo già tutto, eppure mi turai il naso. Mi sembrava un male necessario, invece è stata una porcheria di cui mi vergogno.
      Questo, secondo il Sign. Del Bue, mi vincola ad un’opzione a vita?
      Mai più porrò un qualsiasi obiettivo politico al di sopra della mia dignità morale.

      Giorgio Scianitti

      • Craxi ha di molto sbagliato, in particolare quando, dopo l’Assemblea di Rimini,aveva promesso cambiamenti organizzativi che non fece, (Vedi il libro di Martelli, che parla pro domo sua, ma.. in questo aveva ragione).
        Porsi obbiettivi politici e lavorare in squadra non significa sacrificare ad essi la propria dignità, la propria storia e nemmeno piegare a questi obiettivi l’onestà intellettuale e morale.
        Il danaro ed il potere economico è certamente importante per “fare politica”, ma ancora di più è l’onestà intellettuale. Cioè la capacità di sostenere il dibattito mantenendo fede ad alcun cardini e solo quando vi è lo “strappo” da questi cardini si chiude la porta. Certamente non sopporterei di lavorare con chi ruba. Ho sopportato che ci fossero, anche nei miei confronti, per motivi di potere, comportamenti scorretti politicamente. Non così estremi come quelli di Renzi nei confronti di Letta, però sempre gravi. La mia impressione, da osservatore “esterno”,. Esterno nel senso che, comunque vadano le cose, io potrò essere contento o dispiaciuto, ma non disperato. Disperato, arrabbiato, vendicativo come lo sono molte delle persone che “perdono”. Ciò si sentono battuti, ingiustamente, perché ritenevano le loro idee migliori. Quando poi questi hanno nomea di essere intellettuali lo scoramento è ancora più forte. Purtroppo in Italia ne abbiamo parecchi di questi cattivi maestri.

  23. Se lei non è più socialista e cambia identità per un giudizio negativo su taluni dirigenti io lo trovo sbagliato. Personalmente conoscevo i vizi del finanziamento illecito, che a Milano abbondavano. Ma riguardavano proprio tutti. Ha pagato solo Craxi e lei si vergogna. Dovrebbero vergognarsi gli altri che non hanno pagato per nulla e si sono eretti a moralisti. A proposito lei conosceva anche Di Pietro?

  24. Si conoscevo Di Pietro, credo che Lei già lo sappia.
    Lo seguii nel 2000 quando fu cacciato da I Democratici, ove anch’io militavo.
    Sono stato candidato alla camera per Italia dei Valori nel 2001.
    Quell’esperienza per me è finita nel 2005 quando capii che il partito era diventato un taxi elettorale aperto a tutte le avventure.
    Nonostante il fallimento politico, oggi evidente, conservo con orgoglio il ricordo delle grandi battaglie politiche e di strada, combattute in difesa della legalità.
    Credo sia chiaro il motivo per cui oggi “milito” nell’esercito degli “astenuti”.
    E ne farò parte finché non incontrerò un progetto politico capace di autentici contenuti di novità rispetto al passato.
    Grillo ci ha provato, purtroppo all'”italiana”, con una carica distruttiva sincera ma con una carica costruttiva cialtrona e mistificante.
    L’atto veramente dirompente e di assoluta novità sarebbe di dire finalmente tutta la verità agli italiani.
    Non si prenderebbero voti e si potrebbe anche rischiare il linciaggio, ma rappresenterebbe l’unico punto di ripartenza possibile.

    Giorgio Scianitti

Lascia un commento