mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Voto di scambio, un’arma in più contro le mafie
Pubblicato il 16-04-2014


Voto-di-scambioNonostante la bagarre e il rischio di vedere per l’ennesima volta il lavoro delle aule paralizzato la legge di riforma sul voto di scambio politico mafioso è stata approvata, il ddl sul 416 ter è passato in Senato con 192 voti favorevoli. I primi a dirsi contrari e a portare fino alla fine la loro “battaglia” di un’opposizione permanente contro la modifica sono stati i pentastellati, tramite il senatore Mario Michele Giarrusso, membro della commissione antimafia che ha spiegato che con questa legge che comporta la riduzione della pena non si faccia altro favorire i politici corrotti. In tanti però hanno caldeggiato la riforma del 416 ter, anche l’associazione antimafia Libera. «É la legge che voleva Falcone», ha detto il capogruppo del PSI alla Camera, Marco Di Lello.

“Con il voto di oggi al Senato, il Paese si è dotato di un efficace normativa in grado di colpire l’intreccio politico mafioso – ha dichiarato il senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia e in Antimafia e relatore del ddl – che si realizza nello scambio elettorale tra parti della politica e mafia”.

Eppure non pochi dubbi sono stati espressi al riguardo, se da un lato il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti che ha parlato di una norma “perfetta”, dall’altro però altri PM e in particolare il Procuratore Antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, che avrebbe auspicato pene più severe per i politici collusi, temendo la riduzione della pena grazie alla buona condotta e al rito abbreviato. Un rischio abbastanza lontano nel nostro Paese se si tiene conto che per far scattare la prescrizione si tiene conto del massimo della pena e 10 anni sono sufficienti se poi si mette in conto la lentezza cronica del nostro sistema giudiziario, nessun colletto bianco della politica che fa affari sporchi starà tranquillo.

Se la riduzione della pena ha portato a rimbrotti la parte della modifica che ha visto il plauso di tutti è stato il superamento del limite

della necessità dell’erogazione di denaro come contenuto dell’accordo ai fini della consumazione del reato grazie anche all’introduzione del termine “altra utilità”; ciò in considerazione dell’estrema varietà delle prestazioni reciproche in cui può consistere lo scambio politico-mafioso. Una modifica importante ricordata dallo stesso senatore Buemi: “L’articolo 416 – ter del Codice penale così modificato colpirà, attraverso la definizione circostanziata e garantista del reato il sodalizio politico elettorale che si sostanzia nella promessa di voti da parte dell’organizzazione e del mafioso per ottenere in cambio non solo denaro, ma ogni altra utilità”.

Il senatore socialista ha poi commentato gli avvenimenti delle ultime ore, dove tra le accuse e l’ostruzionismo del M5S e le astensioni della Lega, sembrava che stavolta la deriva parolaia

avesse la meglio: “Chi, sull’onda di esigenze propagandistiche ed elettorali, ha manifestato la propria contrarietà al provvedimento, anche con folcloristiche e inaccettabili manifestazioni teatrali in aula, non solo ha tentato di ritardare l’entrata in vigore di una norma efficace, necessaria per i prossimi appuntamenti elettorali ma di fatto si è allineato agli interessi dell’organizzazione mafiosa che fanno della divisione delle forze politiche e dell’opinione pubblica e dell’inquinamento della loro immagine, una strategia con l’obiettivo di indebolire, togliendo credibilità, lo Stato che la contrasta”.

Comunque la si pensi l’atteggiamento distruttivo-aggressivo non ha mai portato a nulla di sostanziale se non a quell’immobilismo inconcludente contro cui lo stesso Movimento facente capo a Grillo si era sempre detto contrario.

Maria Teresa Olivieri

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