sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bonus Irpef per disoccupati, cig e mobilità
Pubblicato il 15-05-2014


Il credito Irpef scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate che in una recente circolare risponde ai dubbi su beneficiari, calcoli e modalità di erogazione del bonus di 80 euro che i lavoratori dipendenti riceveranno a partire dal mese di maggio. ”Non concorrono al superamento del limite di 26mila euro – precisa la circolare – le somme percepite a titolo di incremento della produttività che godono di una imposta sostitutiva del 10% mentre le stesse somme, a esclusivo vantaggio del lavoratore, vengono conteggiate per calcolare l’imposta lorda da confrontare con le detrazioni da lavoro dipendente.

Il credito Irpef scatta, dunque, anche per i lavoratori che ricevono trattamenti economici a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione. Il diritto al bonus, infatti, come chiarisce la circolare, è da considerarsi ”automatico”, perché le somme incassate costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti. In particolare, l’entità del credito va calcolata in riferimento alle erogazioni effettuate nel 2014, tenendo anche conto dei giorni che danno diritto alle indennità. Naturalmente, spetta all’ente erogatore, in qualità di sostituto d’imposta, il compito di determinare in via automatica la spettanza del credito e il relativo importo sulla scorta dei dati in suo possesso.

Le Entrate puntualizzano poi che restano fuori dal conto i redditi da produttività soggetti a imposta sostitutiva. I redditi invece soggetti all’imposta sostitutiva per l’incremento di produttività non rientrano nel calcolo della soglia di reddito di 26mila euro, che fa perdere il titolo al bonus Irpef. Nel 2014 la retribuzione di produttività individuale che può beneficiare di questa agevolazione fiscale non può essere globalmente superiore a tremila euro lordi e questa cifra non contribuisce al raggiungimento del limite di 26mila euro di reddito complessivo. Allo stesso tempo, stabilisce il documento di prassi, il reddito di lavoro dipendente assoggettato a imposta sostitutiva deve comunque essere sommato ai proventi tassati in via ordinaria per la verifica della ”capienza” dell’imposta lorda, computata sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni da lavoro spettanti.

La circolare segnala anche che in caso di decesso il bonus passa agli eredi. Il credito compete pure ai lavoratori deceduti in relazione al loro periodo di lavoro nel 2014 e sarà determinato nella dichiarazione dei redditi del lavoratore deceduto presentata da uno degli eredi, secondo le modalità che saranno specificate nel relativo modello. Quanto al conteggio del credito da erogare il documento delle Entrate specifica gli step che il sostituto d’imposta deve seguire per la quantificazione dell’importo. Una volta individuato il credito, la successiva ripartizione potrà avvenire tenendo conto del numero di giorni lavorati in ciascun periodo di paga.

Per semplicità di applicazione, è tuttavia possibile utilizzare anche altri criteri, purché oggettivi e costanti, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014. Ad esempio, per i rapporti di lavoro che si protraggono per l’intero anno 2014 l’importo del credito di 640 euro su base annua potrà essere corrisposto per una tranche pari a 80 euro al mese per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014. Nell’ipotesi di contribuenti che hanno lavorato solo una parte dell’anno, inoltre, il sostituto d’imposta deve computare il credito sulla base del periodo di lavoro effettivo. Ad esempio, un lavoratore il cui reddito complessivo è di 22mila euro e che ha svolto 120 giorni di lavoro nel 2014 avrà diritto a un credito pari a 210,41 euro (640/365 x 120).

Dopo aver conteggiato l’importo totale del credito spettante, particolare attenzione dovrà poi essere posta nella ripartizione del bonus nelle varie buste paga da maggio in avanti. Infatti, l’importo da erogare nel mese andrà parametrato in base ai giorni di cui è composto il singolo mese di retribuzione. La circolare dell’Agenzia delle Entrate sottolinea altresì che con l’obiettivo di verificare il tetto max dei 26mila euro, oltre il quale il lavoratore non ha diritto al ”Bonus Irpef”, si deve tenere conto anche dei redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca. Infine, rimarca il documento di prassi, il recupero mediante compensazione in F24 del credito corrisposto al lavoratore non è soggetto al limite annuale di 700mila euro prefigurato dall’articolo 34 della legge n. 388/2000.

Inps: interessi di mora per ritardati pagamenti delle somme iscritte a ruolo

L’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dispone l’applicazione degli interessi di  mora, per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, a decorrere dalla notifica della cartella e fino alla data di pagamento. Tali interessi sono dovuti al tasso determinato annualmente con decreto del Ministero delle Finanze, con riguardo alla media dei tassi bancari attivi. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (1) del 4 marzo 2013, con effetto dal 1° maggio 2013, detta misura era  stata fissata al 5,2233% in ragione annuale.

Considerato che il citato art. 30 prevede che il tasso degli interessi di mora sia determinato annualmente, l’Agenzia delle Entrate, interpellata la Banca d’Italia, con provvedimento Protocollo n. 51685/2014 del 10 aprile 2014, ha disposto la riduzione della misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo al 5,14% (2) in ragione annuale. La variazione decorre dal 1° maggio 2014. In ragione del predetto provvedimento, è modificata la misura degli interessi di mora di cui al comma 9, art. 116 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Tale norma dispone che, dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili calcolate nelle misure previste dal comma 8, lettere a) e b)  del medesimo art. 116, senza che il contribuente abbia provveduto all’integrale pagamento del dovuto, sul debito contributivo maturano interessi nella misura degli interessi di mora di cui al citato art. 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. Pertanto, la nuova misura degli interessi di mora di cui al citato comma 9 dell’art. 116 della legge n. 388/2000 è fissata al 5,14% in ragione annuale con decorrenza 1° maggio 2014.

(1) Le attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono state definite dal Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 nell’ambito della riforma dell’organizzazione del Governo.

(2) La misura è stata stimata dalla Banca d’Italia in base alla media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo 1.1.2013 – 31.12.2013.

Inps/pensioni: nessuna scadenza per le rivalutazioni

Le pensioni che hanno diritto alla ricostituzione non saranno interessate alla scadenza dei termini di luglio 2014. Contrariamente a quanto affermato nel corso di una trasmissione televisiva andata in onda la scorsa settimana, non c’è alcuna scadenza per le rivalutazione delle pensioni, tanto meno di coloro che hanno avuto come ultimo periodo, prima della pensione, la mobilità. Attualmente, l’Inps sta procedendo ad una accurata verifica per quantificare in maniera esatta la platea degli interessati, senza che però sorga alcun allarme, dato che non sono previste scadenze per la riliquidazione delle prestazioni di coloro che ne hanno diritto, trattandosi di posizioni definite in via provvisoria.

Incentivi Inail alle imprese: il 29 maggio l’invio telematico delle domande

Si svolgerà giovedì 29 maggio, dalle ore 16 alle 16,30, la seconda fase dell’operazione incentivi Inail, per l’assegnazione dei 307 milioni di euro a fondo perduto messi a disposizione delle imprese italiane con il bando Isi 2013 per sostenere la realizzazione di progetti che migliorino i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

I finanziamenti distribuiti fino a esaurimento dei budget regionali.

Come nelle edizioni precedenti, i fondi, ripartiti in budget regionali, saranno assegnati fino a esaurimento secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, che potranno essere presentate in modalità telematica dalle aziende i cui progetti hanno superato la prima fase, in possesso del codice identificativo loro attribuito. Le regole e le informazioni tecniche di supporto alle imprese partecipanti all’invio online saranno pubblicate sul portale Inail entro il 22 maggio.

Nella prima fase un elevato livello di partecipazione. La prima fase della procedura si è svolta dal 21 gennaio all’8 aprile, con un livello di partecipazione che ha confermato, ancora una volta, il grande interesse del mondo imprenditoriale per l’iniziativa dell’Istituto. Sono quasi 29mila, infatti, i progetti per i quali sono stati richiesti gli incentivi, per un investimento complessivo pari a oltre 1,7 miliardi di euro.

Fino a 130mila euro per ogni intervento. Dopo i 60 milioni del 2010, i 205 del 2011 e i 155 del 2012, i 307 milioni previsti dal bando Isi 2013 sono il finanziamento più cospicuo messo a disposizione nell’ambito delle quattro edizioni dell’iniziativa promossa dall’Inail, che in considerazione della difficile congiuntura economica ha innalzato dal 50 al 65% la copertura dei costi ammissibili e da 100mila a 130mila euro l’importo massimo finanziabile per ciascun progetto.

Carlo Pareto 

 

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