domenica, 17 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Animo Compagni e …
movimentismo!
Pubblicato il 29-05-2014


Un prologo tra squarci di infanzia. Gli ultimi refoli dell’inverno precipitano dai monti dell’Appennino Tosco Emiliano. Seduto tra i soffici ciuffi d’erba osservo i muscoli e i nervi tesi di mio nonno intenti a strappare un lembo di terra all’arcigna vegetazione montana. Un quadro vivente che ricalca in toto la solare fatica imprigionata nelle linee e nei colori macchiaioli, uno spaccato di vita che si allarga e che diviene metafora, perché in quel preciso istante capisco quale duro lavoro mi permetterà di andare a mordere i succulenti pomodori, maturati nella canicola estiva.

Animo Compagni, in questi tempi dominati dall’aleatorietà delle ideologie o del semplice senso di appartenenza, i flussi elettorali sono materiali estremamente fluidi, che si frantumano e si ricompattano come il mercurio utilizzato nei vecchi termometri. E siccome il mercurio è una sostanza altamente tossica, i suoi effetti veleniferi sono stati assimilati per anni da un elettorato che ne ha ingerito quantità smodate o che ne ha subìto passivamente i vapori, creando una nutrita schiera astensionista che rinuncia ad esprimere un voto per la consapevolezza di non essere rappresentato da alcuno. Quello dell’astensionismo, con il suo 42%, è di fatto il primo partito d’Italia.

Animo dunque Compagni, un vuoto da colmare (e che vuoto!) ancora esiste, sfruttiamo le debolezze di questa epoca, perché in mezzo alle precarietà dei movimenti politici, tra le incontinenze e inconsistenze elettorali, nel nucleo di questo disastro ambientale si annida il germe del “non è mai troppo tardi”. Non è ancora giunto il momento di seppellire le velleità nella fredda terra. Abbiamo il dovere di aprire nuove partite, di raccontare a questa epoca magmatica la nostra “eroica” storia, fatta di resistenze, di lotte e di riformismi. Dobbiamo fare conoscere le meravigliose conquiste sociali e civili di cui siamo sempre stati illuminati anticipatori e fieri protagonisti, un patrimonio ignorato dalle nuove generazioni, cresciute nell’occultamento dei nostri simboli e della nostra identità, un’eredità che non deve disgregarsi in polvere ma essere portatrice di salubre sviluppo per gli anni a venire. Dobbiamo ristabilire un giusto ordine tra le verità sottaciute e le menzogne propagandate per verità. Inutile farsi illusioni. Per raccontare tutto questo non possiamo affidarci ai mass media di regime: la nostra voce per venti anni è stata sistematicamente tenuta lontana dai microfoni, il nostro volto relegato al fuori campo televisivo, in un processo “maggioritario” irreversibile che ci sta vedendo inesorabilmente uscire dalla scena politica. Se così deve essere così sia, ma celebriamo questo infausto evento a modo nostro, in modo spiazzante: abbiamo il dovere di sopravvivere sfruttando il nostro isolazionismo per riorganizzare le schiere, per alimentare nuova energia rigeneratrice “tramandando” tutta questa invidiabile e invidiata eredità; per farlo è indispensabile attivare tutte quelle nuove dinamiche comunicative che la tecnologia ci permette di disporre, ma nello stesso tempo saper tornare nuovamente nelle strade e nelle piazze a confortare i cittadini con il nostro umanesimo laico, proporre la nostra idea di un mondo migliore e inclusivo, senza lasciarci irretire da sovrastrutture sostanzialmente estranee alla nostra irriproducibile identità.

Mai come oggi dobbiamo recuperare lo spirito che animava i nostri pionieri ottocenteschi, occorre rispolverare quel movimentismo socialista figlio di Filippo Turati e dei Fratelli Rosselli, irrorato di garibaldinismo e di mazzinianesimo repubblicano che può trovare dinamiche sinergie con la multiforme galassia radicale, con le istanze repubblicane e liberali, con tutti coloro che sono animati da una cultura laica e libertaria e che faticano oggi a trovare una rappresentanza politica. Occorre sollevare tutti assieme tematiche e problematiche scomode, smarcarci dai luoghi comuni e dalle paure delle soglie di sbarramento (l’Italicum sarà una vera apocalisse), forse anche da schieramenti politici che per venti anni sono stato il surrogato di giganteschi comitati d’affari. Riportiamo dunque i nostri vessilli e le nostre idee nei cortei e nelle piazze, celebriamo i nostri liberi pensatori, i nostri martiri eretici, orgogliosi della nostra storia e del nostro fare.

E pazienza sei i posti in parlamento saranno temporaneamente già tutti occupati, noi sosteremo sui muretti delle vie, sulle tribune delle piazze per riannodare un filo che si è spezzato venti anni fa e che non è stato più riannodato. Un filo essenziale per sopravvivere con la degna prospettiva di incidere liberi valori sulle pagine di una libera società. La difesa della nostra identità equivale a un dardo di progresso lanciato nell’avvenire, ma è una perla che non si improvvisa; occorre coltivarla proprio come l’orto strappato ai monti dalla forza ostinata di mio nonno. Cari compagni, apprestiamoci a dissodare il terreno che venti anni di immobilismo hanno reso incoltivabile. Riscopriamo la gioia della lotta per riconquistare il ruolo che ci compete.

Carlo Da Prato

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Carlo, anche il nostro Segretario Riccardo Nencini dopo il Congresso di Montecatini ( 2008 ) propagandava in tutte le sedi il PSI Partito garibaldino . Anche in una riunione svoltasi a Lucca intervenne dicendo che il PSI doveva andare in quella direzione. E’ DURATO POCO O NIENTE !!! E’ ritornato alla vecchia logica del Partito del dopo Bettino Craxi e cioè graduale liquidazione del PSI in favore del PD. Il tesseramento è diminuito vorticosamente. La proposta politica e programmatica non esiste. Basta avere un buon rapporto con i dirigenti del PD per poter andare a chiedere l’elemosina di pochi posti nelle loro liste. Di dignità , orgoglio ed autonomia socialista non ne parlano più. Ma noi socialisti certamente non molliamo !!! Non gli diamo questa soddisfazione. VIVA IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO .

Lascia un commento