lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Artigiani e commercianti: i nuovi importi contributivi
Pubblicato il 05-05-2014


Il versamento va effettuato con i modelli F24. I primi concreti effetti del rincaro si faranno  sentire nel corrente mese di maggio con il primo pagamento previsto per il giorno 16 

Entro il prossimo 16 maggio i lavoratori autonomi dovranno provvedere al pagamento degli oneri previdenziali da corrispondere per il 2014. A partire da questo mese infatti partirà la kermesse assicurativa dei soggetti contribuenti interessati relativa all’anno in corso che terminerà con l’ultima corresponsione da effettuare a saldo nel giugno – luglio del 2015. Al riguardo è appena il caso di precisare che artigiani e commercianti devono di norma versare all’Inps i contributi previdenziali previsti in cifra fissa (si tratta delle quote che coprono il lavoratore autonomo ai fini dell’assicurazione pensionistica per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti) e a percentuale. L’onere di legge dovuto sul “minimale” di reddito, che è uguale per tutti gli iscritti quale che siano i proventi d’impresa conseguiti nel corso del 2013, è stato calcolato con riferimento al nuovo minimale di reddito annuo di 15.516,00 euro, in vigore dal primo gennaio di quest’anno, sul quale sono state applicate le seguenti aliquote percentuali: 22,20 per cento, per i titolari di azienda artigiana e per i collaboratori familiari di età superiore ai ventuno anni e 19,20 per cento, per i medesimi soggetti il cui requisito anagrafico sia inferiore ai ventuno anni.

Aliquote che, per i commercianti, sono state invece elevate, sempre nella stessa suddivisione indicata, al 22,29 per cento e al 19,29 per cento. La quota degli esercenti attività commerciali, leggermente più congrua rispetto al resto dei lavoratori individuali, contiene al suo interno una maggiorazione pari allo 0,09 per cento (dovuta fino al 31 dicembre del 2014), destinata al cosiddetto fondo per la rottamazione negozi (art. 5, dlgs 207/1996) che interviene nei confronti dei soggetti di età non inferiore a 62 anni (57 anni per le donne) che hanno cessato l’attività (e restituito la licenza), riconoscendo loro un indennizzo pari al minimo di pensione Inps (501,38 euro mensili) per la durata massima di tre anni. Gli artigiani, pertanto, dovranno corrispondere un contributo minimo annuo, ripartito in quattro rate di eguale importo, di 3.451,99 euro (+7,44 di maternità, se titolari di impresa e coadiutori maggiori di ventuno anni) o di 2.986,51 (+7,44 di maternità, se collaboratori familiari più giovani).

I commercianti, di 3.465,96 euro oppure di 3.000,48 (sempre + 7,44 di maternità), secondo i casi determinati dalla scansione riferita. Per l’anno 2014 il massimale di reddito annuo è pari a 76.718,00 valore ricavato dalla prima fascia del cosiddetto “tetto” di retribuzione pensionabile (46.031,00) implementato di due terzi (30.687,00). Sui proventi intermedi  all’intervallo tra le due cifre indicate si applica l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota contributiva (legge 438/1992). L’obbligazione previdenziale – si sottolinea – va tassativamente assolta, nei limiti delle scadenze ordinariamente stabilite, mediante l’utilizzo del modello unificato di pagamento F24. Al riguardo, si ricorda che la prima, la seconda e la terza tranche dell’anno corrente, cadranno rispettivamente il 16 maggio, il 16 agosto e il 16 novembre p.v. e la quarta e ultima, il 16 febbraio del 2014. E’ opportuno precisare, inoltre, che per eventuali periodi inferiori all’anno solare la contribuzione dovuta in cifra fissa va sempre rapportata a mese.

Nella fattispecie le somme mensili da versare sono di 287,05 (+0,62 di maternità), per i titolari di aziende artigiane e per i coadiutori oltre i ventuno anni e di 248,26 (+0,62 di maternità), per i collaboratori al di sotto di tale soglia anagrafica. Importi mensili che, per gli esercenti attività commerciali, sono a seconda delle situazioni richiamate, alternativamente di 288,21 euro (+0,62 di maternità) o di 250,04 euro (+0,62 di maternità). Oltre al consueto incremento dovuto alla lievitazione del minimale di reddito imponibile, nel 2014 vi è, dunque, da registrare in aggiunta la conferma della maggiorazione dell’aliquota percentuale assicurativa di uno 0,2 per cento, decisa con la finanziaria 1998 (articolo 59 della legge n. 449/97). I primi concreti effetti del rincaro arriveranno comunque prossimamente: i conti con le nuove obbligazioni da attendere si faranno difatti sentire a maggio. Importante, in sede di versamento delle singole rate, degli acconti e del saldo, tutti gli importi devono essere arrotondati all’unità di euro.

                        CONTRIBUTI LAVORATORI AUTONOMI 2014 

Fasce di reddito                               Artigiani                            Commercianti

fino a 17.338,27 euro                       3.451,99*                               3.465,96*

da 17.338,28 a 46.031,00                   22,20%                                  22,29%

da 46.031,01 a 76.718,00**               23,20%                                  23,29%

*La cifra comprende anche la quota del contributo per maternità (0,62 euro mensili). Per effetto dell’art.49, comma 1, della legge n. 488/1999 (la finanziaria 2000), l’onere previdenziale di maternità è fissato nella misura predetta (di 0,62 euro mensili), per ciascun soggetto iscritto alla gestione di appartenenza. Nei moduli di pagamento inviati dall’Inps, la quota per le prestazioni in questione viene aggiunta agli importi da corrispondere per contribuzione Ivs dovuta sul minimale di reddito. ** Il massimale contributivo che si applica agli iscritti dal 1°gennaio 1996, privi di anzianità assicurativa alla data del 31/12/95, è pari a 100.123,00 euro per quest’anno.

L’agevolazione previdenziale vale anche per il 2014. Il minore versamento comporta, però, il rendimento inferiore dei supplementi di pensione. AUTONOMI: CONTRIBUTI RIDOTTI PER I PENSIONATI IN ATTIVITA’

Come è noto, con la legge finanziaria del 1998 è stato concesso ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) già pensionati Inps e con un’età superiore ai 65 anni, di versare – a domanda – la metà dell’importo degli oneri previdenziali normalmente dovuti all’Ente. E’ un’opportunità, confermata anche per l’anno 2013, che consente di ottenere un discreto risparmio, sebbene va tenuto presente che una somma minore di contributi corrisposti significa pure un rendimento inferiore dei supplementi pensionistici a cui si ha titolo. La riduzione contributiva, riguarda solo gli oneri assicurativi per la pensione, con esclusione, quindi, del contributo di maternità. Il beneficio si applica sia sul minimale di reddito che sulle quote eccedenti e decorre dal periodo assicurativo 2013.

L’interessato può anche chiedere che tale agevolazione venga riconosciuta per periodi anteriori alla data dell’istanza se, nel frattempo, non sono stati liquidati a suo favore dei trattamenti supplementari di pensione. Decidere, dunque, se inoltrare, ed in quale momento, la domanda di abbattimento degli oneri previdenziali o non presentarla invece, richiede una seria valutazione della propria situazione contributiva e pensionistica. Per questo motivo, gli istituti di patronato, ai quali – si precisa – è sempre preferibile rivolgersi, sulla base di alcuni elementi, mettono a confronto il risultato economico del trattamento di supplemento di pensione che si può conseguire con contribuzione intera rispetto alla stessa prestazione ottenibile con contribuzione ridotta. E’ consigliabile, pertanto, per una attenta disamina sul da farsi, di contattare gli uffici di un qualunque ente patronato, legalmente riconosciuto, il quale, gratuitamente, dopo un’accurata e puntuale verifica dell’intera posizione assicurativa può, se del caso, provvedere alla predisposizione dell’apposita domanda di riduzione contributiva e al suo successivo inoltro alla competente Sede dell’Inps. E’ importante, recandosi presso queste strutture, portare con sé il libretto di pensione e le ricevute dei versamenti relativi agli ultimi anni.

Confermato il modello di pagamento anche per le quote associative. Idem per gli infermieri. CONSULENTI DEL LAVORO, I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ENTRANO IN F24

Dal 3 giugno i Consulenti del Lavoro potranno utilizzare il modello F24 per versare i contributi previdenziali e assistenziali direttamente online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia, ovvero utilizzando quelli bancari e postali, senza spese aggiuntive. La novità è prevista da un accordo firmato da Agenzia delle Entrate ed Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Consulenti del Lavoro (Enpacl). Inoltre, i contributi associativi continueranno a viaggiare in F24 grazie al rinnovo della convenzione con il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Filo diretto tra Entrate e Consulenti del Lavoro – In base al nuovo accordo, l’Agenzia fornirà all’Ente di previdenza i dati analitici relativi alle operazioni di riscossione dei contributi, garantendo il tempestivo riversamento delle somme riscosse. La convenzione, che ha durata triennale, rientra nelle previsioni del Dm 10 gennaio 2014, che ha dato la possibilità di estendere le norme su versamenti unitari e compensazione anche agli Enti previdenziali di categoria dei professionisti. Per questi ultimi, sarà quindi possibile utilizzare anche eventuali crediti tributari in compensazione. Entrambi gli accordi mirano a semplificare ulteriormente le procedure, a vantaggio sia dei professionisti sia dell’amministrazione. I professionisti potranno utilizzare un’unica modalità di pagamento per quote associative e contributi previdenziali. L’Enpacl e l’Ordine professionale potranno inoltre disporre, in modo tempestivo, di tutte le informazioni utili per adottare misure di controllo più immediate ed efficienti.

Sempre a partire dalla stessa data 3 giugno anche gli infermieri e gli assistenti sanitari che esercitano attività libero professionale in forma singola o associata potranno utilizzare il modello F24 per pagare i contributi previdenziali e assistenziali. Agenzia delle Entrate ed Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (Enpapi) hanno difatti sottoscritto una convenzione che prefigura la possibilità di utilizzare il modello di pagamento unificato ed effettuare così i versamenti dovuti direttamente online, tramite il sito dell’Agenzia, o utilizzando i servizi bancari e postali, senza spese aggiuntive.

Il pagamento unificato apre alla compensazione – L’intesa, valida per il triennio 2014-2017, rientra nelle previsioni del Dm 10 gennaio 2014, che ha riconosciuto agli Enti previdenziali di categoria dei professionisti che ne fanno richiesta la possibilità di riscuotere i contributi tramite F24, e segue quella appena siglata con l’Ente Nazionale di Previdenza dei Consulenti del Lavoro (Enpacl). Da giugno anche gli iscritti all’Enpapi, che esercitano attività libero professionale in forma singola o associata, anche sotto forma di prestazione non abituale o collaborazione coordinata e continuativa, potranno quindi effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme dovute e utilizzare eventuali crediti tributari in compensazione. L’Agenzia provvederà a breve, su richiesta dell’Ente stesso, a definire i codici da indicare in F24.

Versamenti più agevoli, riscossione più efficiente – L’intesa Entrate-Enpapi è il frutto di una analisi degli aspetti amministrativi e finanziari della procedura di riscossione dei contributi tramite F24, che ha condotto alla stesura di un testo condiviso che risponde alle esigenze dei professionisti. Da una parte gli infermieri professionali potranno utilizzare l’agevole sistema dei versamenti unitari; dall’altra l’Ente potrà ottenere informazioni con maggiore tempestività e adottare quindi misure di controllo più immediate ed efficienti.

Bobba: Valorizzare lavoro innovativo patronati su tutela lavoratori 

“Valorizzare il lavoro innovativo che i patronati hanno fatto su un tema emergente come quello della tutela della salute dei lavoratori immigrati”. Lo ha detto a Labitalia il sottosegretario al ministero del Lavoro, Luigi Bobba, a margine dell’incontro ‘Salute e lavoro: atteggiamenti e consapevolezza dei cittadini italiani e stranieri’, organizzato di recente dal Ce-Pa (centro patronati) Acli, Inas, Inca e Ital. “Il ruolo dei patronati in un momento di crisi come quello che sta attraversando il Paese – ha chiarito – è rilevante; anche perché negli anni passati c’è stata una sentenza della Corte costituzionale che diceva che i patronati erano parte integrante del sistema di tutela sociale della Repubblica”. “Naturalmente la forma con cui si esplica l’attività di tutela e promozione dei diritti delle persone – ha aggiunto il sottosegretario – va continuamente adeguata alle condizioni nuove in cui si viene a presentare. Sulla base di questo cardine bisogna costruire tutto il resto anche ripensando le cose che non funzionano”.

Carlo Pareto                                             

 

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