sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il compagno G. professionista del silenzio
Pubblicato il 09-05-2014


Il compagno G e Gianstefano Frigerio, ma guarda chi si rivede. L’ex comunista e l’ex democristiano ancora protagonisti nella nuova Tangentopoli Expo 2015. Chi l’avrebbe mai detto? Non che ancora sopravvivesse la corruzione, ma che i protagonisti di oggi fossero i protagonisti di allora. Son passati vent’anni ed ecco dal cilindro riapparire, con molti capelli in meno e molto più bianchi, i loro volti. L’ex democristiano e l’ex comunista. Chissà perché un revival così impietoso, stavolta, com’è naturale, senza ex socialisti. D’altronde solo i commentatori pazzi o in malafede potevano pensare che Pci e Dc, e poi i loro eredi, si fossero emendati con la scomparsa del vecchio Psi. Il vecchio sistema continua nel nuovo, forse anche in modo più subdolo.

La verità che emerge é duplice. Facciamo uno sconto di garantismo e aspettiamo le indagini, ma dalle intercettazioni risulta chiaro che i faccendieri, vedremo con quale responsabilità penale, non mancavano. Una verità riguarda il passato. Che Primo Greganti fosse un eroe perché non aveva detto la verità, come testimoniavano le magliette con la scritta “Viva Greganti” in segno di ringraziamento che si indossavano alle feste dell’Unità, era da tempo scontato. Che la sua forte fibra di ex operaio e militante di ferro, a cui il Pci aveva affidato le operazioni più delicate, gli abbia permesso di restare in carcere quattro mesi senza parlare, è altrettanto vero. Ma che oggi, non saprei se solo il sistema cooperativo o qualche partito di riferimento, lo abbia riproposto, forse proprio alla luce della sua omertà, questo può anche stupire.

Sia ben chiaro, al bando i facili moralismi. Un sistema come quello cooperativo deve essere presente sul mercato, soprattuto su una vicenda così appetitosa come l’Expo e da che mondo è mondo esistono forme per evitare assurde esclusioni e inconcepibili prevaricazioni. Ma perché ancora lui, il mitico signor G, che finì per incensare, in base a una singolare sindrome di Stoccolma, il suo carceriere? L’unica risposta è che in questa unità nazionale dei faccendieri, ancora Greganti rappresenti il più autorevole riferimento per la sinistra cooperativa e politica, così come Frigerio, nel contempo convertitosi al berlusconismo, lo ha rappresentato per l’altro fronte. E proprio ancora in base alla sua vecchia omertà, riconosciuta e premiata. La verità di oggi conferma insomma a pieno titolo la verità di ieri. La nuova Tangentopoli non poteva fare a meno dei protagonisti della vecchia. Il mondo della sinistra poteva ancora contare sul suo professionista del silenzio.

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Commenti all'articolo
  1. Questa vicenda ci fa ricordare di come si è comportato gran parte del gruppo dirigente del psi al tempo di mani pulite dove al posto del silenzio vi era la logica del parlare anche a sproposito l’importante era salvarsi personalmente a danno della verità e della responsabilità.

  2. Fa male constatare una volta di più, come il marchio dell’infamia, a conti fatti, abbia colpito e sia rimasto indelebile solo sui Socialisti.
    Ma non c’è un modo per ribadire che tangentopoli è stata un modo per togliere di mezzo dei competitori scomodi e lasciare finalmente via libera al PCI di andare al comando?

  3. Il silenzio di fronte al sistema dei finanziamenti dei partiti non poteva essere la soluzione. Occorreva che il discorso di CRAXI, con le ipotesi di rendere trasparente il finanziamento ai partiti, fosse tradotto in legge. La ricerca del capro espiatorio ha, volutamente, cercato di nascondere la realtà. Vorrei ricordare, a proposito del supposto gradito silenzio, che vi sono compagni che si sono tolti la vita. Non cito i nomi perché penso che tutti i compagni li ricordino.

  4. Complimenti caro Mauro, anche stavolta hai colpito nel segno!
    Il tuo articolo dovrebbe essere pubblicato dai grandi quotidiani nazionali ed essere oggetto di commento nei vari talk show che la tv pubblica e quelle private ci propinano.

  5. Tangentopoli era prima e tangentopoli è stata dopo. Sarebbe ora di finirla ma sembra che ormai la cosa sia diventata endemica in questo paese a chi denuncia il malaffare senza fare sconti a nessuno magari dicono che è il puro che ti epura… il cvhe vuol dire che non c’è nessuna intenzione di cambiare metodo da parte dei cosidetti impuri…

  6. Le tangenti c’erano, ci sono e ci saranno finché non si faranno leggi serie per regolamentare il lobbismo. Questo è il capitalismo e se non lo capiamo parleremo sempre a sproposito e ci sarà sempre qualcuno che cavalcherà il moralismo becero, inconcludente e incompetente.

  7. Un’altro coperchio salta, un altro verminaio viene alla luce sentire parlare quì di cooperative, mi vengono in mente i Compagni di Monticelli d’Ongina persone anziane , avevano con il fascismo fatta l’esperienza dell’olio di ricino a listri , andavano nei primi anni 70 sulla tomba di Matteotti a fare un bagno di fede., Ancora mi ricordavano gli anni del primo 900 quando fecero delle cooperative il riscatto dei lavoratori dalla miseria e dalla guerra tra poveri , in un paese di 5.000 abitanti ve e erano 14 tutte di produzione lavoro, nessuna suòl tipo di quelle che oggi vanno per la maggiore buone solo per dare una miseria al lavoratore e agiatezza al presidente, cooperative che già a quei tempi anni 60/70 il Pci usava o chiudeva in base ai suoi fini ,che tristezza.
    Come ho sentito dell’arresto del SIG. G mi è scappato un EVAI !!!!! . E’ stata un’esaltazione breve perchè io socialista, da italiano non ho molto da gioire , non mi riferisco a CRAXI , a Balsamo , Cagliari o Maroni , mi riferisco al partito, quel partito in cui io autonomista di ferro per cui Nenniano e Craxiano non mi riconoscevo più, sono sempre rimasto scritto ma,dall’87 al 91 ,non feci più attivismo , tutto perchè il partito era pieno craxini il cui fine era il potere per il potere, dove l’avanzamento nel partito non era dettato dalla stima acquisita , ma dal pacchetto di tessere, così tagliata la testa al capo tutto è crollato come un castello di carta, il finaziamente al partito diventava il finanziamento delle proprie ambizioni , anche legittime quando non era per l’arricchimento personale.
    Ora poco gioia ,per il Sig. Gregantri ,ma esame serio sul nostro ruolo nella società italiana del 2014, una società che ha perso il lume della ragione, che si sta autodistruggendo in una frenesia inconcludente , sta a noi anche se pochi e per quanto mi riguarda inadeguato, dare una speranza al paese, non inseguendo la moda o gli effimeri leader del momento ma fa cendo permo alla nastra secolare cultura trovare con l’Italia migliore l’inizio di un cammino di speranza.
    Compagno Maurizio Molinari

  8. Compagni il commento che voglio lasciare oggi sarà una frase. Non per minimalismo, fatica o mancanza di idee, anzi vorrei parlare ore su Tangentopoli. Ma dopo mille discussioni con comunisti, socialisti e democratici penso sia inutile parlare di una cosa così nascosta e contorta. Diró solo cosa fu l’inizio della seconda repubblica: Tutto deve cambiare affinchè tutto rimanga uguale. Cit. Da Il Gattopardo.
    PS: Anche se è cambiato in peggio…

  9. Ottimo articolo! Buongiorno, non toccate il compagno G. Persona seria e stimata, un gran lavoratore a botteghe oscure ha fatto un corso di provenienza russa ma aggiornato in sicilia, ” niente ho fatto e niente ho visto” quindi sono pulito.
    Qualcuno ci vuol raccontare che l’asino vola? ditelo a Di Pietro che qualcosa sà, non poteva non sapere.
    Bai Mauro, a chi devo votare a questo giro di buoi?
    Saluti.

  10. Fanne quanto ne vuoi che qui ti aspetto, il tempo alla fine è il miglior giudice di tutti la verità viene sempre a galla. La fine di questo pseudo eroe e duro funzionario del PCI non poteva che essere questa. Quello che mi fa rabbia e che qualcuno, come Del Rio cerca di minimizzare dicendo che tangentopoli è stata un’altra cosa qui i partiti sono fuori, oppure Renzi che dichiara che non bisogna strumentalizzare la vicenda a fini politici. Ma si domandano come Primo Greganti sia a capo insieme ad altri di una cupola affaristica del genere, per garantire alle cooperative gli appalti ? Chi l’ha incaricato di questo ruolo ? Chi poteva meglio di quest’uomo garantire la discrezione ? Eppure all’epoca i giudici della Cassazione Greganti ” fiduciario del PCI pronto a mettere a disposizione i propri conti personali per esigenze lecite ed illecite del partito” ricordate il famoso conto Gabbietta ?

  11. E poi ci lamentiamo che in Europa ci trattino come dei furbastri di pessima qualità e non si fidano di noi? Provate a dargli torto, quando hanno preteso che il pareggio di bilancio fosse messo in costituzione.Noi siamo quello che dimostriamo di essere, una manica di faccendieri di pessima risma.

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