domenica, 17 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Berlino: “L’Europa è una comunità della solidarietà”
Pubblicato il 09-05-2014


Europarlamento«Le forze europeiste più convinte alzino la testa, mostrino il coraggio e spieghino con dovizia di particolari, ma anche con emozione e non solo con il linguaggio della tecnocrazia, che un’Europa più forte e più coesa è l’unica soluzione in questo tempo di globalizzazione per affrontare le difficoltà del nostro tempo». Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Palazzo Vecchio, nella “sua” Firenze, nell’ambito della tre giorni di incontri sul futuro dell’Europa organizzata dall’Istituto universitario europeo e intitolata “The state of Union”.

Parole che incosapevolmente richiamano quelle pronunciate dall’ambasciatore tedesco in Italia, Reinhard Schäfers che, intervistato dall’Avanti!, ha spiegato chiaramente cosa significhi essere in Europa e quali sono i cardini del progetto che guarda al sogno degli Stati Uniti d’Europa: «I vantaggi dell’Europa, oggi, vengono spesso dati per scontati e si finisce, addirittura, per evidenziare più del dovuto gli svantaggi e gli oneri. L’Europa viene ingiustamente percepita attraverso “la crisi”. Questo è allarmante, perché l’Europa è la nostra unica possibilità di difendere un modello sociale che rappresenta una conquista, quello dell’economia sociale di mercato».

L’Europa, dunque, ha un inesorabile destino di unità davanti a sé, ma un destino che ha bisogno, oggi più che mai, di uno sforzo da parte di tutti i Paesi membri, in particolare dei più forti, come ha ricordato l’onorevole Pia Locatelli: «La strada da percorrere è quella di fortificare l’unità europea che significa, principalmente, lavorare a un’ Europa politica. Credo però che, proprio i Paesi più forti, i Paesi con le spalle più larghe debbano assumere più doveri e la responsabilità di caricare un peso maggiore. È il principio della solidarietà, mattone costituente della nostra Europa, che lo chiede».

Reinhard SchäfersAmbasciatore, il prossimo appuntamento elettorale rappresenta un bivio importante per il progetto europeo che, qualcuno, cerca di mettere in discussione. A che punto siamo rispetto all’idea di costruire un’Europa politica?

Ritengo che si debba, innanzitutto, ricordare che l’Europa è una comunità della solidarietà. Proprio durante un periodo di crisi come quello che viviamo, e dal quale speriamo tutti di uscire presto, le Istituzioni europee hanno raggiunto ulteriori risultati e assunto garanzie a favore dei cittadini, contribuendo a stabilizzare la situazione. L’Europa, inoltre, è anche una comunità di valori, il che ci distingue positivamente da altre regioni del mondo: un aspetto che, spesso, viene dimenticato.

L’Europa, infatti, si fonda su valori come la democrazia, lo stato di diritto e i diritti dell’uomo; valori che sono inscindibili dai nostri interessi non solo come fondamento della pace tra di noi, bensì come contributo alla pace nel mondo. Proprio grazie a questa impostazione, le giovani generazioni europee non hanno esperienza diretta di cosa sia la guerra. In quest’ottica l’Europa assume senza dubbio un significato un altro significato. Per di più, i vantaggi odierni dell’Europa si manifestano in modo particolare nella realtà della libera circolazione che vivono i cittadini del Vecchio Continente e di cui la parola “generazione Erasmus” diviene l’incarnazione.

L’Europa è sempre uscita rafforzata dalle crisi e i progressi conseguiti negli ultimi due anni prima non sarebbero stati ritenuti possibili. L’Europa pertanto ha dato prova di capacità d’agire, ma non può accontentarsi di questo. Dovremo approfondire ulteriormente l’unione economica e monetaria, dovremo anche cedere qua e là ancora più sovranità.

Nei Paesi più colpiti dalla crisi, in Italia come in Grecia, si è cercato di puntare il dito proprio sulla Germania indicandola come responsabile dell’austerity. Una visione semplicistica che, complice il momento di difficoltà, ha attecchito in alcuni strati della popolazione. Cosa risponderebbe a chi porta avanti questa lettura?

La Germania è stata recentemente criticata per il suo surplus commerciale, ma in realtà gli squilibri delle bilance commerciali sono già in una fase di diminuzione da molto tempo. La domanda interna in Germania, inoltre, già da tempo rappresenta un fattore trainante della crescita europea. Non si può pensare di risolvere i problemi in alcuni Stati membri promuovendo un indebolimento di una Germania economicamente forte perché, data la stretta interconnessione in Europa, tutti i Paesi traggono vantaggio dalla forza dell’economia tedesca. Si deve capire che non abbiamo a che fare con un gioco a somma zero, secondo cui se uno sta bene l’altro deve soffrire. Proprio per evitare che si affermasse una logica di questo tipo le nostre economie sono tanto interconnesse; per questo, noi tedeschi siamo pienamente consapevoli che, a lungo andare, non possiamo stare bene se ai nostri partner più stretti non va altrettanto bene.

In quest’ottica la Germania si è impegnata a perseguire l’obiettivo a lungo termine di un’Unione politica. Per raggiungere l’obiettivo è necessario, al contempo, lavorare per una maggiore legittimazione dell’Europa che deve essere sera più democratica. Gli Stati nazionali dovranno svolgere il loro ruolo dando il necessario contributo al progetto. Sono state avanzate numerose proposte per un’evoluzione politica istituzionale anche, ad esempio, dalla Cancelliera Federale Angela Merkel.

Al di fuori dell’Europa la Germania viene piuttosto considerata come una potenza leader che tentenna. Alcuni Paesi desiderano una maggiore presa di iniziativa da parte della Germania. Il Governo Federale, negli ultimi anni, ha lavorato maggiormente in questo senso e la Cancelliera Federale Merkel ha dato impulsi e avviato iniziative in questo senso, anche con diversi partner. Sono state trovate importanti soluzioni che rendono più forte l’Europa e l’Eurozona.

Il presidente del Consiglio italiano Renzi si è detto preoccupato più del populismo che dello spread sottolineando che, per la prima volta, l’Europa è impaurita. Come riconquistare la fiducia dei cittadini e fortificare l’identità europea?

Per la nostra sopravvivenza nel mondo globalizzato è indispensabile superare la crisi economica e finanziaria e costruire una più robusta architettura. L’Europa tuttavia è molto di più di un mercato interno e di un’Unione monetaria. L’Europa è soprattutto una comunità di valori. Il suo punto di forza è la coesione sociale e societaria. Eppure come può essere preservata questa coesione con la crisi e una perdurante disoccupazione giovanile? La crisi ha portato ad una perdita di fiducia dei cittadini e questo ha fatto nascere movimenti populistici.

I vantaggi dell’Europa, oggi, vengono spesso dati per scontati e si finisce, addirittura, per evidenziare più del dovuto gli svantaggi e gli oneri. L’Europa viene ingiustamente percepita attraverso “la crisi”. Questo è allarmante, perché l’Europa è la nostra unica possibilità di difendere un modello sociale che rappresenta una conquista, quello dell’economia sociale di mercato. La perdita di fiducia nell’Europa ora deve essere bloccata. Il superamento dei problemi sociali sorti a seguito della crisi, soprattutto quello della disoccupazione giovanile, è un compito a cui gli Stati membri e l’Ue devono dedicarsi insieme prioritariamente per qualche tempo. La chiave a tal fine è la crescita. Al contempo rimangono essenziali le riforme strutturali volte a creare le condizioni quadro per una maggiore crescita. Nel dialogo sulle strategie e misure adeguate dovremmo peraltro lasciarci alle spalle gli stereotipi nazionali. Sono fuori luogo e nascondono il semplice fatto che in Europa non ci sia un’alternativa alla cooperazione.

Gli slogan degli euroscettici, che spesso chiedono un ritorno al nazionalismo e all’isolamento economico, sono ricette che portano ad un generale impoverimento. Pertanto, proprio alla vigilia delle elezioni europee, dobbiamo contrastarli e argomentare a favore dell’Europa. Per la politica tedesca l’Europa rimane il futuro, un altro futuro non l’abbiamo.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento