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Opinioni e commenti
 

Boko Haram: “Venderemo le vostre figlie”
Pubblicato il 06-05-2014


ragazze-rapite-NigeriaLa notte fra il 14 e il 15 aprile, alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nella scuola della città di Chibok in Nigeria, asserendo di essere dell’esercito. Ma quando gli uomini hanno appiccato il fuoco e hanno iniziato ad urlare “Allah Akbar” l’incubo si è fatto reale per le 276 studentesse dell’ esclusivo collegio nigeriano. “In quel momento abbiamo capito”, dice una ragazza di 16 anni, fuggita al rapimento. Ben poco si conosceva sulla vicenda, fino ad oggi, quando Abubakar Shekau, capo del gruppo estremista Boko Haram – il cui nome in lingua hausa è traducibile come “l’educazione occidentale è sacrilega” – con un video di 57 minuti ha rivendicato il sequestro. “Venderò le vostre figlie in nome di Allah”, queste le parole dal terrorista riferendosi alle 223 adolescenti ancora nelle mani dei sequestratori, mentre circolano notizie su un loro possibile trasferimento in Ciad o Camerun dove sarebbero state vendute per 12 dollari ciascuna. La richiesta è ben chiara; vogliono che il governo proibisca l’istruzione femminile.

Nei giorni seguenti gli abitanti di Chibok, avendo perso la fiducia nella volontà e capacità del governo di liberare le rapite, hanno fatto una colletta per comperare della benzina e sono partiti in moto verso la pericolosa Sambisa Forest. Nessuno dei parenti delle ragazze però è riuscito ad arrivare nel luogo dove sono tenute prigioniere le studentesse, quello che sono invece stati capaci di verificare è che nessun soldato si trovava nell’area, nonostante le assicurazioni del presidente nigeriano Goodluck Jonathan.

Una situazione di forte tensione che sta avendo un grande impatto anche in campo internazionale, aggravatasi anche dalle continue manifestazioni della popolazione che incolpa il governo di avere un ruolo quasi complice in questa terribile vicenda. Infatti la first lady nigeriana, Patience Jonathan, avrebbe ordinato l’arresto di due attiviste che avevano organizzato la marcia di protesta per la liberazione delle studentesse, arrivando a sostenere che il sequestro non è mai avvenuto e che le attiviste apparterrebbero, in verità, alla rete responsabile del rapimento e con le loro azioni vorrebbero disonorare l’operato del presidente.

Molte personalità di spicco si sono espresse al riguardo ed hanno sollecitato il governo nigeriano a risolvere la situazione: dal ministro degli Esteri britannico William Hauge, che ha giudicato il rapimento “disgustoso e immorale” ed ha offerto l’aiuto del Regno Unito alle autorità nigeriane, a l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino che, in un’intervista all’Adnkronos, ha ricordato “come tutte le democrazie sono al lavoro per arrivare ad uno sforzo negoziale”.

Nigeria-ragazzeSul caso, si è pronunciata anche Pia Locatelli, capogruppo del Misto in Commissione Esteri alla Camera e presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne, in un intervento di fine seduta alla Camera, dove ha richiamato l’attenzione sulla vicenda: “Chiedo a quest’Aula e alla Presidenza di mettere in atto tutti gli strumenti di pressione in nostro possesso, sollecitando tutti gli sforzi negoziali possibili, certamente difficilissimi oltre che dagli esiti incertissimi. Non si scarti nessuna possibilità di azione, pur nella consapevolezza che trattare con un gruppo come Boko Haram è impresa ardua. Spero che il governo stia lavorando per dare  vita a una serie di azioni diplomatiche in collaborazione con le Democrazie del mondo per riportare a casa le studentesse e poi tentiamole tutte anche aderendo alla campagna lanciata su Twitter #BringBackOurGirls. Senza una forte pressione internazionale – ha poi concluso – difficilmente le ragazze verranno liberate e più passano i giorni più la loro sorte sembra segnata”.

E speriamo che la situazione migliori, tenuto conto anche del fatto che siamo alla vigilia del 24esimo Summit economico mondiale sull’Africa organizzato dal World Economic Forum ad Abuja e che nella capitale sono attesi oltre 1000 delegati di 70 Paesi. Il tema sarebbe dovuto essere la celebrazione della Nigeria come paese africano con la crescita economica maggiore del continente, dato che “entro il 2040 – ha detto il direttore Wef per l’Africa, Elsie Kanza – l’ Africa avrà una forza lavoro maggiore della Cina” ma, con molta probabilità, ora il tema della lotta al terrorismo sarà prioritario in agenda. Intanto, le ultime notizie riportano che altre otto ragazze sarebbero state rapite da Boko Haram, sempre nello Stato del Borno.

Gioia Cherubini

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