martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bucci: “Sogno una nuova Europa, più generosa”
Pubblicato il 12-05-2014


Bucci-intervista“Dobbiamo portare l’idea socialista all’interno della sinistra europea: c’è il Pse e il patto federativo con il Pd, ma manca la proposta del Partito Socialista Italiano”. Questo lo slancio che ha spinto Claudio Bucci, produttore cinematografico – e già consigliere regionale del Lazio – a candidarsi alle prossime elezioni europee, previste per il prossimo 25 maggio. Avanti! ne ha parlato con Bucci, socialista, nella lista del Pd nella Circoscrizione Centro, che sogna “una nuova Europa generosa, forte, attenta ai bisogni di tutti”.

Bucci, partendo da fatti attuali di cronaca, come pensi di intervenire per arginare il fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione?

E’ necessaria una maggiore trasparenza: gli appalti vengono fatti con bandi pubblici cui non viene data alcuna evidenza successiva. Oggi abbiamo la Rete dove è possibile segnare e segnalare tutto. Con una maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione è possibile dunque contenere il fenomeno.

In che modo affronteresti la dilagante piaga dell’immigrazione?

Senz’altro un problema c’è, ma a mio avviso c’è anche una scarsa cultura dell’accoglienza. Si dovrebbe dunque lavorare su due fronti: da una parte l’accoglienza dell’immigrato e dall’altra far conoscere le reali condizioni che questi troveranno in Italia. In Europa bisogna elaborare una cultura d’accoglienza comune.

Quali le principali sfide, oggi, per un candidato al Parlamento europee?

In primo luogo è il lavoro: per i giovani, per gli over 40 che lo hanno perso. Oggi i problemi del mondo dell’occupazione devono essere affrontati in modo diverso rispetto a prima: non vanno solo difesi i diritti di coloro che un lavoro lo hanno, ma vanno considerate anche quelle persone che vivono una situazione di precarietà: su questi si deve creare un sistema di diritti, troppo spesso dimenticati. Inoltre è necessario ridurre la burocrazia per le imprese al fine di aumentare la competitività delle aziende italiane sul mercato estero. Ma anche l’accesso al credito deve essere garantito: lo Stato può far molto per agevolare le aziende nostrane.

Secondo te come si potrebbe rivalutare la figura del nostro Paese a livello europeo, ultimamente sottovaluto come membro dell’unione.

Negli ultimi tempi, ma anche prima, l’Italia non ha avuto la naturale incisività che doveva avere. Oggi ci lamentiamo dei fondi strutturali del fondo sociale europeo che vengono rimandati indietro, ma venivano anche destinati male. L’azione che l’Italia deve attuare in Europa è quella di destinare i fondi su quelle che sono le reali necessità e quello che è lo sviluppo con una forte connessione tra territorio ed Europa: solo così potremo indirizzare quei fondi su ciò che ci interessa realmente.

Qual è l’Europa che ti attendi nel prossimo futuro.

Europa più solidale, un’Europa dei popoli.

Silvia Sequi

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