domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Vigilanza Rai, una tv troppo di parte
Pubblicato il 29-05-2014


Buemi-RaiSiamo alle solite. Rai e servizio pubblico, un tema di cui si parla da tempo. E sì, perché pubblico vuol dire rendere un servizio a tutti, indistintamente dal colore politico. Oggi a Palazzo San Macuto in commissione di Vigilanza, è intervenuto in audizione il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi per parlare dello stato di salute della Rai e del servizio pubblico, che appunto si manifesta attraverso la garanzia di un’informazione di qualità.

Il senatore socialista Enrico Buemi, Capogruppo in Vigilanza Rai, nel suo intervento di risposta ha premesso che “la Rai è un servizio pubblico e per questo è tenuta a garantire a tutte le forze politiche presenti in Parlamento uno spazio nei propri contenitori dell’informazione, senza discriminazioni culturali e politiche”
“Mi domando – ha detto ancora – per quali ragioni la trasmissione Ballarò, il più importante talk show serale della Rai dedicato alla politica, non abbia, fin dall’inizio della sua programmazione, mai ospitato un rappresentante del Partito socialista che ha parlamentari sia alla Camera che al Senato. Mi auguro che di fronte al rilevante impegno finanziario pubblico per il mantenimento del servizio radiotelevisivo si garantisca certamente modernizzazione, efficacia ed efficienza come ha detto il direttore Gubitosi, ma anche imparzialità e pluralismo dell’informazione”.

La tv di Stato, ha spiegato l’esponente socialista, deve essere super partes, e non appannaggio dei grandi partiti politici
A proposito dell’ipotesi di cessione di una quota di minoranza di Rai Way paventata da Gubitosi nel suo intervento Buemi ha poi affermato che la “Rai è una delle maggiori istituzionali culturali del nostro Paese e in quanto tale va tutelata anche con nuovi apporti finanziari. Ma per poterlo fare bisogna eliminare quelle zone grigie nei bilanci e nei centri di costo”. A tal proposito Buemi ha affermato che per “adeguarsi alle richieste del governo sulla riduzione della spesa pubblica è possibile ipotizzare anche vendite di asset dell’azienda, ma per valutarne l’opportunità è necessario conoscere se non ci siano altre aree di riduzione della spesa e se non sia possibile recuperare maggiori margini di efficienza. Per far questo – ha concluso – è necessaria una maggiore trasparenza sui costi aziendali, in particolare per quanto riguarda le produzioni date all’esterno e i costi del personale di fascia alta”.

Redazione Avanti!

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