lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Calcio e solidarietà per i
20 anni di Emergency
Pubblicato il 20-05-2014


EmergencyLo sport che vorremmo sempre vedere: quello giocato lunedì scorso con “La Partita del cuore” per festeggiare i 20 anni di Emergency. Tutti i campioni del mondo dello spettacolo e non sono scesi in campo per la solidarietà. Molti i progetti a scopo benefico che si intendono realizzare. Innanzitutto la creazione di un poliambulatorio a Castel Volturno in Italia in quanto, al contrario di quanto si possa pensare, non ci sono sofferenza, disagio e necessità di aiuti e sostentamento solamente nei Paesi del Terzo mondo, ma anche nel nostro Stato e, soprattutto, nel Sud dove il disagio è più forte.

E poi, Emergency intende potenziare il reparto di cardiologia pediatrico nel Sud Africa, a Kantun in Sudan. In questi 20 anni di iniziative Emergency ha assistito 6 milioni di persone in 16 Paesi del mondo, tra cui appunto l’Italia. Durante la “Partita del cuore”, però, il numero da memorizzare e digitare è stato uno solo, quello per donare da 2 a 10 euro. Un’”asta” di beneficenza che può continuare per tutta la giornata del 20 maggio stesso. Ed iniziata dalla prima serata del 19 con la trasmissione “Affari tuoi”, in cui hanno giocato Pupo e Giancarlo Antognoni, che hanno vinto 50.000 euro. Un segnale di buon auspicio continuato con la forte affluenza allo Stadio Comunale Artemio Franchi di Firenze, che ha visto la partecipazione di ben 38.000 spettatori; che si sono aggiunti ai campioni che si sono prestati a quest’importante iniziativa, che viene ripetuta ogni anno ed è sempre un successo.

Significato ulteriore quest’anno lo assume, a campionato di calcio finito, non in quanto proseguo del calcio appunto giocato durante l’anno dalle squadre di serie A, ma in quanto ha dato un esempio di sport diverso, contrastando con le vicende che hanno “agitato” negli ultimi giorni il lungo percorso calcistico portato a termine dalla Juventus con lo scudetto. Gli scontri tra tifoserie e le maglie indossate con citazioni all’episodio dell’uccisione di Raciti, ci hanno fatto vedere una violenza fuori dai campi che nulla c’entra con lo sport e col “sano” calcio, che è agonismo, ma anche uno strumento efficace per veicolare messaggi solidali.

Nulla a che vedere con l’entusiasmo, la passione, il cuore, la gioia della condivisione mostrati alla “Partita del cuore”. Significative le musiche d’apertura e di chiusura della gara (conclusasi sul 4-4 per la cronaca): all’inizio “Si può dare di più” e alla fine “We are the champions”; campioni della solidarietà. In nome di quest’ultima sono scesi in campo big che metteremo in ordine sparso e continuato, senza distinguere nelle due squadre (dei Cantanti e del team di Emergency) che hanno giocato, proprio per sottolineare l’unione che li ha avvicinati e legati in questa “Partita del cuore” presentata da Carlo Conti e commentata insieme a Bruno Pizzul e Andrea Mingardi. Innanzitutto Gino Strada, e poi Raoul Bova, Alex Britti, Claudio Baglioni, Max Gazzè, Antonio Maggio, Giuliano Palma e Andrea Bellardinelli, solo per citarne alcuni.

In questo incontro di calcio, arbitrato da Rocchi, segnaliamo la presenza in particolare di due “personaggi”: la discesa in campo di una donna, con la maglia n. 11, per quasi l’intera partita; si tratta di Cristiana Capotondi, che ha mostrato un enorme coraggio nel mettersi in gioco in uno sport da sempre ritenuto di e per gli uomini. E che infatti ha ottenuto una standing ovation e un’ovazione. E poi Giorgio Pasotti, impegnato in un’altra causa solidale, promuovendo la campagna “Non è vero” in sinergia con la Società Italiana di Reumatologia, con cui si è abbracciata la causa per cui tutte le malattie reumatoidi si possono curare purché si punti sulla prevenzione. Per “dare un calcio ai luoghi comuni”, ha spiegato Pasotti. Vero o no, è sempre importante ribadire la centralità della prevenzione in ogni patologia.

Ba.Co.

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