domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Calcio: le pagelle
della serie A
Pubblicato il 21-05-2014


Roma-Juve-TottiAnnata strepitosa sia per i bianconeri che per i giallorossi. Stagione positiva anche per il Napoli, peccato per l’eliminazione dalla Champions. Tempi duri per le milanesi, male anche Bologna e Catania, retrocesse in serie B. Il Verona la grande rivelazione. Ecco tutte le pagelle.

JUVENTUS 9,5 – Stagione che sfiora la perfezione quella della Vecchia Signora. Conquistare il terzo scudetto consecutivo non era impresa facile, farlo con 102 punti e vincendo tutte le partite casalinghe era qualcosa di proibitivo. Brava la società a regalare una fortissima coppia-gol come Tevez e Llorente, insieme pagati meno di 10 milioni. Mezzo voto in meno per il negativo cammino in Champions League (fuori ai gironi in un gruppo abbastanza abbordabile) e per la finale sfiorata in Europa League, che si è disputata proprio a Torino. Vincere un trofeo europeo davanti ai propri tifosi sarebbe stata la ciliegina sulla torta.

ROMA 9 – Ennesimo anno senza trofei per i giallorossi, il sesto consecutivo. Eppure Totti e compagni meritano un voto alto perché, a differenza delle ultime due stagioni disastrose, quest’anno hanno avuto il merito di dare filo da torcere fino alla fine alla Juventus dei record, mostrando un gioco spettacolare. La società si è mossa benissimo in estate, ed erano pochi i tifosi a immaginare un campionato così positivo dopo le cessioni di Lamela, Osvaldo e Marquinhos. Invece la scelta di affidare la panchina a Rudi Garcia (che tuttavia non era in cima alla lista) è risultata vincente, come quella di acquistare in difesa gli esperti De Sanctis e Maicon. L’anno prossimo si tornerà in Champions e a giocare due volte a settimana, servirà inevitabilmente qualche ritocco per aggiungere quantità a una rosa già comunque molto competitiva.

NAPOLI 7 – L’esito della finale di Coppa Italia pesava molto sul giudizio riguardo la stagione degli azzurri. La vittoria sulla Fiorentina, oltre alla qualificazione ai preliminari di Champions League, onorano il ritorno in Italia di Rafa Benitez dopo la sfortunata esperienza all’Inter del dopo Mourinho. Fuori a testa altissima dalla Champions (eliminazione dovuta alla differenza reti contro Arsenal e Borussia Dortmund), il cammino in Europa League è stato più deludente. In Serie A diversi alti e bassi, benissimo sia a inizio che a fine stagione. Troppi punti persi, però, contro squadre di medio-bassa classifica. Ma il potenziale offensivo non manca, gli acquisti di Gennaio sono risultati utili alla causa (Henrique su tutti) e la squadra del presidente De Laurentiis è destinata soltanto a crescere.

FIORENTINA 6 – Voto di incoraggiamento per la grande sfortuna. Mai durante tutto l’arco della stagione, infatti, i viola hanno potuto schierare contemporaneamente la coppia d’attacco Gomez-Rossi, che sulla carta prometteva faville. Il tedesco si è fatto male subito e i tanti mesi di stop si sono fatti sentire anche nel momento del rientro. ‘Pepito’ invece si è caricato tutto il peso dell’attacco sulle spalle, fino all’infortunio rimediato a gennaio contro il Livorno, che ne ha compromesso la seconda parte di stagione (era il capocannoniere del campionato prima di farsi male). Bene il cammino nelle coppe. In Europa League fuori a testa alta contro la Juventus e in Coppa Italia fino alla finale contro il Napoli. Cuadrado è definitivamente esploso, Neto è cresciuto tra i pali, difesa un po’ da rivedere e troppe sconfitte casalinghe in campionato.

INTER 6 – Anche qui ci si poteva aspettare qualcosa in più, ma non mancano le attenuanti. Per i nerazzurri era l’anno zero: passaggio di testimone in società da Moratti a Thohir in pieno corso d’opera. E per questo il mercato estivo era stato praticamente nullo. Palacio per 2/3 della stagione ha fatto reparto da solo, con Milito ormai sul viale del tramonto, l’inizio difficile di Icardi (che ha chiuso in crescita) e Belfodil mai entrato veramente in forma. Il finale di stagione di buon livello dei giovani Kovacic e Icardi fa ben sperare, ma serve una robusta campagna di rafforzamento.

PARMA 8 – Un vero capolavoro quello dei ducali. Un’organizzazione societaria perfetta ha portato a un grande risultato, il ritorno in Europa dopo 6 anni. L’acquisto di Antonio Cassano è stato un grande colpo, ma il merito va condiviso con tutto lo staff. Il presidente Ghirardi, con l’amministratore delegato Leonardi, hanno infatti allestito una squadra competitiva e di grande qualità. L’allenatore Donadoni ha avuto il merito di utilizzare più schemi di gioco, senza fossilizzarsi su uno solo e quello di aver letteralmente inventato dei nuovi ruoli ad alcuni giocatori (come Marchionni regista e Cassano centravanti).Tanti pezzi pregiati ora sono richiesti dalle grandi squadre, ma con la conquista dell’Europa League non è escluso che molti protagonisti possano restare.

TORINO 7 – In corsa fino all’ultimo minuto del campionato per un posto in Europa, i granata hanno disputato un’ottima stagione. Resterà la forte delusione per il calcio di rigore fallito da Cerci a Firenze nell’ultima giornata, che avrebbe permesso alla squadra di Ventura di difendere il sesto posto, ma come un giocatore non si giudica da questo particolare (così cantava De Gregori), lo stesso vale per il bilancio finale del club. Lo stesso Cerci ha formato con il capocannoniere della Serie A, Ciro Immobile, una coppia gol di grande valore (35 gol totali), che il ct della Nazionale, Cesare Prandelli, potrebbe anche riproporre al Mondiale.
MILAN 4,5 – Qualche attenuante c’è, ma la stagione del Milan è oggettivamente insalvabile. Tutti colpevoli, dalla società che operato male nel mercato estivo (sbagliato l’acquisto di Matri, bisognava rinforzare la difesa), al tecnico Allegri, che non ha trovato alternative a un gioco molle e lento. Colpevole anche qualche protagonista, su tutti Balotelli, troppe volte caduto nella trappola delle provocazioni degli avversari e con un rendimento da cui ci si doveva aspettare di più, visto il suo potenziale. Kakà poteva fare ben poco e la sfortuna si è accanita su El Shaarawy, mai a disposizione per infortunio. A gennaio è arrivato Seedorf che, dopo un inizio negativo, ha chiuso in crescendo il campionato. Ma era difficile chiedergli un miracolo con il materiale che aveva a disposizione. Ora serve, se non una rivoluzione, un robusto intervento sul mercato e maggiore chiarezza societaria (le dimissioni poi rientrate di Galliani e i dubbi sul futuro dell’allenatore non sono situazioni da Milan).

LAZIO 4,5 – Male anche la prima squadra della Capitale, ma il voto è quasi esclusivamente per la società. Mercato sbagliato in estate, immobile a Gennaio, con la cessione non rimpiazzata di Hernanes. Reja ha sostituto Petkovic a Gennaio e qualche buon risultato l’ha portato a casa, poi però nella volata decisiva per l’Europa si è vista la poca qualità della squadra, soprattutto in difesa. Le note positive sono il super campionato di Candreva e l’esplosione del giovane talento Keita, ma bisogna intervento con qualche rinforzo in difesa, vista la fine dei contratto di Biava e Dias e la poca affidabilità degli altri difensori. Male anche il cammino in Europa League, con l’eliminazione agli Ottavi di finale contro i bulgari del Ludogorets.

VERONA 8 – Tornare nel calcio che conta dopo 11 anni e sfiorare la squalificazione in Europa League. E farlo dando fiducia a Luca Toni (per molti considerato finito e invece vice-capocannoniere con 20 gol) oltre ad aver scovato il talento argentino Iturbe, che probabilmente finirà in una grande squadra. E’ questo il capolavoro dell’Hellas Verona, firmato presidente Setti, ds Sogliano e allenatore Mandorlini. Imbattibile in casa nei primi mesi di campionato, a Gennaio si è sentita l’assenza del partente Jorginho, ceduto al Napoli per fare cassa, inevitabile per una squadra neopromossa. Ma resta un campionato di altissimo livello che fa del Verona la vera rivelazione.

ATALANTA 6,5 – Mai a rischio retrocessione e, anzi, a un certo punto in piena corsa per l’Europa, i nerazzurri chiudono una stagione molto positiva. Formata da un mix di esperti come Stendardo, Yepes e Migliaccio e giocatori di grande qualità come Bonaventura, Denis e Cigarini, la squadra di Colantuono ha dato il meglio di sé in primavera, centrando 6 vittorie consecutive. Peccato per aver solo sfiorato il record di 52 punti (stagione conclusa a 50), ma è solo un neo in un’annata importante.

SAMPDORIA 6 – Male all’inizio, con un avvio di stagione stentato e immischiati in zona retrocessione, i blucerchiati hanno migliorato il loro campionato grazie all’arrivo in panchina di Sinisa Mihajlovic. Un filotto importante di risultati che ha tirato via la squadra dalle zone pericolose. Ma un club glorioso come quello ligure merita obiettivi più importanti.

UDINESE 6 – Non si poteva chiedere a Guidolin l’ennesimo miracolo dopo le tre qualificazioni europee consecutive. I friulani sono tornati in una dimensione normale, facendo bella figura in Coppa Italia, dove il cammino si è interrotto in semifinale e fallendo a inizio stagione la qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League. Maluccio il rendimento interno, però come ogni anno sono stati lanciati giovane di talento, come il 17enne portiere Scuffet, già entrato nel giro della Nazionale. Da vedere cosa farà il capitano Di Natale, che a metà stagione aveva annunciato di volersi ritirare, ma i 17 gol totali e la caccia a nuovi record da battere potrebbero convincerlo a fargli cambiare idea. Ce lo auguriamo tutti.

GENOA 6 – Stesso voto anche per i rossoblù. Male l’inizio con Liverani, il presidente Preziosi ha scelto di riaffidarsi a Gasperini, che nel recente passato aveva scritto pagine importanti con il Grifone. E al tecnico va il merito di aver conquistato una salvezza con largo anticipo, facendo dimenticare l’ultimo biennio in cui si è sfiorato il dramma della retrocessione in serie B. Come per i cugini della Sampdoria, il Genoa adesso però deve alzare l’asticella e puntare e posizioni più alte in classifica.

CAGLIARI 6 – L’infinita vicenda stadio (con la prima parte della stagione costretti a giocare le partite casalinghe a Trieste), il presidente Cellino impegnato nella trattativa per l’acquisto del Leeds e la cessione eccellente di Nainggolan a Gennaio rendono onore al campionato dei sardi. Una stagione non spettacolare, con qualche delusione nei giocatori più rappresentativi, ma senza mai il pericolo di retrocedere in serie B. Ed è il primo obiettivo che si pone ogni anno la società rossoblù.

CHIEVO 6,5 – Ennesima salvezza conquistata per la squadra veneta, quest’anno con qualche difficoltà in più rispetto all’anno scorso. Bravo Corini, che si è confermato un tecnico adattissimo alla serie A. E solito ottimo lavoro della società, che si è affidata a giocatori esperti, indispensabili quando si lotta per la permanenza nella massima serie (preziosissimo Dainelli in difesa). Importanti anche i gol di Paloschi negli scontri diretti.

SASSUOLO 6,5 – In pochi se lo aspettavano, sia in estate che durante le prime giornate. Invece il Sassuolo è riuscito a rimanere in Serie A all’esordio nel campionato maggiore. Proprio l’inesperienza ha reso difficoltoso l’avvio (pesante lo 0-7 interno contro l’Inter), ma piano piano è stata trovata la quadratura del cerchio e, grazie a un buon mercato di riparazione, è stato centrato l’obiettivo.

CATANIA 4,5 – In pochi se lo aspettavano dopo le ultime due stagioni esaltanti. Ma proprio quando avverti che un ciclo glorioso è giunto al termine, è difficile trovare la forza per rimanere competitivo. E’ la storia del Catania, retrocesso in serie B dopo otto anni. Pesanti le cessioni estive di Gomez e Lodi (tornato poi a Gennaio) e qualche infortunio di troppo, che hanno compromesso il campionato degli etnei. Nel finale c’è stato un risveglio e risultati importanti, ma era troppo tardi.

BOLOGNA 4 – Un vero e proprio harakiri. La rosa dei felsinei era quello che era, soldi nelle casse della società ce n’erano pochi, ma è difficile giustificare la scelta di cedere l’unico gioiello della squadra, Alessandro Diamanti (approdato in Cina al Guangzhou allenato da Marcello Lippi), proprio il giorno successivo della chiusura del mercato invernale italiano, senza avere così la possibilità di rimpiazzarlo a dovere. Piano piano la squadra ne ha risentito, il parco attaccanti è stato scadente e così la retrocessione inevitabile.

LIVORNO 4,5 – Non può bastare avere in rosa un giocatore di grande livello a evitare la retrocessione. Parliamo del centravanti Paulinho, autore di 15 gol in campionato, che però non sono serviti a evitare agli amaranto la discesa di categoria. Squadra troppo giovane, fase difensiva in alcune partite disastrosa e lo sfortunato infortunio del capitano Luci le cause principali di un campionato negativo.

Francesco Carci

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Commenti all'articolo
  1. NON CONDIVIDO IL VOTO DATO ALLA FIORENTINA. PARAGONATA AL GENOA 6, UDINESE 6, INTER 6.
    CAGLIARI 6.
    SAREBBE PIU’ OPPORTUNO OCCUPARVI DI NENNI, PERTINI, MANCINI,DE MARTINO E CRAXI. LASCIATE STARE IL CALCIO.VE LO CHIEDE UN S O C I A L I S T A DOC. NON UN TRADITORE.

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