sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cancro, una cura efficace e economica? L’aspirina
Pubblicato il 20-05-2014


Tumore-seno-Aspirina“Le cose più complicate hanno a volte i rimedi più semplici”, questa massima potrebbe applicarsi nella cura contro il cancro al seno trovata nell’uso… dell’aspirina. Due ricercatrici di Harvard, Michelle Holmes e Wendy Chen – citate in un articolo dal New York Times –  hanno portato a termine uno studio nel 2010 pubblicato nel The Journal of Clinical Oncology che dimostra che le donne con cancro al seno che hanno preso l’aspirina almeno una volta alla settimana, hanno il ​​50 per cento in meno di probabilità di morire di tumore mammario. L’aspirina deriva dalla corteccia di salice, un rimedio usato come antidolorifico fin dai tempi di Ippocrate, riduce l’infiammazione e può influire sul rallentamento della crescita dei tumori (rallentando lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore o distruggendo le vecchie cellule che continuano a crescere invece di morire). L’aspirina può, inoltre, inibire la produzione di estrogeni i quali spesso causano la crescita della maggior parte dei tumori al seno.

Nel 2012, i ricercatori britannici, combinando i risultati di studi clinici nell’uso dell’aspirina per prevenire le malattie cardiache hanno scoperto che l’aspirina è associata anche ad un rischio significativamente più basso di morte per cancro al seno. Lo studio rappresenta una vera e propria svolta dal punto di vista economico e salutare, non solo in questo modo potrebbero avere accesso alle cure anche le pazienti con un reddito basso (specie in quei paesi dove non esiste assistenza sanitaria) ma può rappresentare un trattamento alternativo per tutte quelle donne intolleranti ai farmaci antitumorali a causa degli effetti collaterali debilitanti. Ovviamente le ricercatrici si soffermano su quelle donne che si trovano a uno stadio intermedio, in quelle terminali ormai la cura è inefficace e quelle allo stadio iniziale hanno già un alto tasso di sopravvivenza eppure gli studi clinici e gli stessi governi contuinuano a sovvenzionare ricerche su nuovi farmaci anti-tumorali spinti dalle aziende farmaceutiche, nonostante i tassi molto elevati di insuccesso, questo si spiega semplicemente perché sono in genere condotti su farmaci sviluppati dai laboratori di ricerca con lo scopo di produrre alti profitti. Nessuno ricava dei soldi con l’aspirina, un farmaco generico dal primo dopoguerra, la cui fornitura annuale costerebbe meno di 6 dollari. Ma non è l’unico tipo di cancro che questo farmaco comune riuscirebbe a debellare, una ricerca condotta dai ricercatori della Case Western Reserve University di Cleveland (Ohio), ha dimostrato che in alcuni soggetti l’aspirina è associata ad un ridotto rischio di tumore del colon-retto. Nello studio pubblicato nella rivista americana Science Translational Medicine è stato identificato il profilo genetico di chi ha più probabilità di beneficiare degli effetti dell’aspirina contro il cancro al colon. Risulta così che quelli che producono un alto livello di un certo enzima, detto 15 – PGDH, assumendo l’aspirina hanno un rischio ridotto del 50 % di sviluppare il cancro al colon. Inoltre, altri studi condotti oltreoceano, in particolare uno studio condotto dalla University of Texas School Southern Medical ha dimostrato come l’aspirina può allungare la vita dei pazienti affetti da tumore alla prostata. Il cancro alla prostata è quasi sempre un adenocarcinoma, come lo sono quello alla mammella, all’utero e i tumori al colon, l’aspirina trattandosi di un anticoagulante riduce il rischio di formazione di grumi sanguigni e l’uso regolare di aspirina riduce così il rischio di cancro del 50 %.

Maria Teresa Olivieri

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