domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ci manca solo Di Pietro …
Pubblicato il 10-05-2014


Una dichiarazione l’ha fatta, un misto di rinnovato esibizionismo e di rimpianto. Il revival di Tangentopoli che vede protagonista i vecchi tangentisti di ieri, Frigerio e Greganti, non può fare a meno di lui. Deve aver pensato: “Se tornano di moda loro dopo vent’anni, allora posso, anzi debbo, tornare di moda anch’io” . Deve essersi convinto che senza di lui Tangentopoli non può esistere. Ne detiene il copyright. Come Gino Cervi per Peppone e Ubaldo Lay per il tenente Sheridan. Di Pietro vive su Tangentopoli come la dottoressa Bruzzone sulle stragi familiari. Deve essersi anche convinto che il nuovo film si può presentare solo coi vecchi attori. In fondo per fare le cose perbene è ancora necessario ricorrere ai tangentisti della Prima Repubblica. Quelli della seconda sono peggio. Chissà se oggi il clan Di Pietro tornerà a farsi vedere magari con una nuova puntata dalla Gabanelli…

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Commenti all'articolo
  1. Il Dottor Di Pietro, secondo me da Craxiano, è ingiudicabile un personaggio che dalla toga “rossa” passa in politica tranquillamente, e come è avvenuto lo sappiamo tutti, ma quello che purtroppo mi ha meravigliato è che i socialisti sin dall’era Boselli fino ad oggi sono alleati in tantissime giunte, comunali, provinciali e regionali, oppure sbaglio! Io non voglio insegnare a nessuno ma mi chiedo: anche per coerenza non sarebbe stato opportuno stare un po’ lontano da questo personaggio. Inoltre non sarebbe opportuno fare qualche domanda parlamentare per far capire ai compagnucci del Pd, che quei soldi di vent’anni fa trovati nella valigetta del compagno “G” non provenivano dalla festa dell’Unità, è una faccenda che si sa, ma sarebbe bene ricordargli che i Craxiani non dimenticano!

  2. I craxiani non dimenticano questo ed è certo. Ma non dimenticano (o non dovrebbero dimenticare) nemmeno il “grande amico” di Craxi che diventò garantista solo dopo le sue inchieste e che cavalcò nel ’92-’94 l’ondata giustizialista fino a volere, nel formare il suo primo governo, come ministro dell’interno, proprio l’allora pm Di Pietro (che poi rifiutò, perché si sa che due galli in un pollaio…..). Saluti socialisti!

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