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Opinioni e commenti
 

Divorzio. 40 anni dopo la battaglia non è finita
Pubblicato il 12-05-2014


Divorzio-breve-leggeOggi è lunedì come 40 anni fa quando vinse il NO nel referendum abrogativo sul divorzio e la legge Fortuna-Baslini introdotta nel 1971 restò in vigore, a vincere fu così la possibilità di decidere di sciogliere un matrimonio sbagliato.
Fu un grande successo, quasi inaspettato, per i socialisti e per i laici nell’Italia ancora cattolica e democristiana del 1974, quasi il 60% dei votanti (il 59,3%) si pronunciò a favore del divorzio, dimostrando che i laici se uniti potevano vincere e portando alla prima breccia nel cordone conformista sulla concezione della famiglia e dei costumi italiani.
“Era il 12 maggio 1974 – ricorda Claudia Bastianelli, segretaria nazionale dei giovani socialisti nel quarantesimo anniversario del referendum – quando gli italiani votarono No al referendum per la cancellazione del divorzio in Italia. Quel giorno, grazie al forte impegno di socialisti e radicali, con il PCI che remava contro, vinse la libertà di scegliere. ‘L’amore è eterno finché dura’ narrava Carlo Verdone in un celebre film e tutti i cittadini dovevano avere il diritto di dire fine alla parola matrimonio quando l’amore che ne è alla base, la complicità, la condivisione nella coppia veniva meno”.

Divorzio-PsiUna battaglia iniziata da Loris Fortuna, deputato socialista che già nel 1965 fu il primo firmatario di una proposta di legge intenta a legalizzare il divorzio, ma solo nel 1970 elaborò la proposta insieme al collega liberale Antonio Baslini. Fortuna riuscì ad arginare l’opposizione democristiana con l’appoggio di tutta la sinistra al governo e dei laici: PCI, Partito Radicale, PLI e naturalmente dei socialisti. Il 1º dicembre la proposta di legge “Fortuna-Baslini” fu approvata con 325 sì (e 283 no) alla Camera e 164 sì (e 150 no) al Senato. Fortuna fece dei diritti civili il suo cavallo di battaglia, dalla revisione del diritto di famiglia alla depenalizzazione dell’aborto, tanto da diventare un esempio per Marco Pannella che ha ripreso molte delle sue battaglie come quella sull’eutanasia e sul diritto del malato.

La legge che porta il suo nome rappresenta tutt’oggi il primo fiore all’occhiello per le battaglie civili, anche per i socialisti che di recente, con una proposta per una procedura abbreviata – “divorzio breve”, si sono battuti per evitare le lungaggini processuali.

“Le battaglie socialiste per un’Italia più laica e più giusta – ha aggiunto il segretario del Psi, Riccardo Nencini – non cessano dopo quarant’anni. Alla Camera e al Senato i parlamentari socialisti hanno depositato una proposta di legge per il divorzio breve. Evitare lungaggini e burocrazia lenta. E consentire a tutti il diritto e la libertà di scegliere con la legge dalla propria parte”.

Quarant’anni dopo la battaglia iniziata da Loris Fortuna non è ancora finita.

Maria Teresa Olivieri

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