lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Divorzio breve. Dichiarazione di voto di Marco Di Lello a Montecitorio del 29 maggio 2014
Pubblicato il 29-05-2014


 Signor Presidente, era il 12 maggio del 1974 quando gli italiani, chiamati a votare sul referendum abrogativo della legge sul divorzio, scelsero di mantenere in vita quel testo.
Sono passati quarant’anni e qualche giorno da allora ed è ora necessario che la politica si adegui ai mutamenti della società, già molto più avanti rispetto a questa’Aula, modificando quella legge targata Loris Fortuna: socialista lui, socialisti noi che, qualche mese fa, abbiamo depositato la nostra proposta in questa direzione. E molto di socialista troviamo nel testo che ci accingiamo a votare, anche per alleggerire quel doppio percorso – prima separazione, poi, dopo diversi anni, il divorzio – che ha prodotto solo ulteriori lacerazioni tra i coniugi, sofferenze prolungate per i figli, sperpero di denaro.

Qualcuno dice: manteniamo la legge così com’è. Le statistiche ci raccontano che solo il 2 per cento delle coppie si riconcilia in fase di separazione. E allora che senso ha mantenere tempi lunghi ? Che senso ha appesantire ulteriormente un sistema giudiziario già al collasso ? L’approvazione di questa legge dovrebbe essere un fatto naturale per quest’Aula. Gli scontri tra Peppone e don Camillo facevano ridere cinquant’anni fa, farebbero ridicolmente sorridere oggi.
Il testo che stiamo per votare è uguale a quello di quarant’anni fa e differisce solo per i tempi, perciò la componente socialista ha presentato quell’ordine del giorno largamente sottoscritto – e ringrazio innanzitutto la relatrice Moretti – prima firmataria Locatelli, per impegnare il Governo a fare un ulteriore passo in avanti, prevedendo che, in caso di assenza di figli minori, i coniugi possano chiedere congiuntamente lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio anche senza domanda di separazione. Il Ministro Orlando ha ipotizzato un passo in questa direzione, lo compia e avrà i socialisti al suo fianco.
Per tutte queste considerazioni, dichiaro il voto favorevole dei deputati socialisti. Una felice battuta di Carlo Verdone recita: l’amore è eterno finché dura. Non spetta a noi stabilire la durata di un legame sentimentale, spetta a noi liberarlo dai vincoli burocratici, perché nessuna norma può sostituirsi alla libera scelta di inizio di un nuovo percorso privato. Non è laicismo, è solo buon senso.

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