lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Epistulae ex Ponto
Pubblicato il 06-05-2014


Il PSI è presente nel Collegio Europeo, in diversi paesi, tramite le sue federazioni fatte di emigranti italiani, di prima seconda terza o quarta emigrazione.

Siamo presenti in Svizzera, Francia, Belgio, Lussemburgo e Germania con federazioni più o meno consolidate.

Il lavoro di rappresentanza non è mai cessato ed è stato rivitalizzato, da ultimo, grazie allo sforzo elettorale del compagno Domenico Mesiano che ha raggiunto circa 4 mila voti alle ultime elezioni legislative. Su quella base si è costruito e ricostruito il coordinamento del Collegio Europeo.

Tuttavia il lavoro da fare è ancora molto.

La presenza del PD ha surclassato le strutture del PSI in Europa ed i patronati e le associazioni storiche dell’emigrazione italiana sono tutte passate – quelle di riferimento –  nelle file del PD.

Il patto federativo stipulato tra PSI e PD – così come il patto Italia Bene comune in precedenza – ha tuttavia rimesso in gioco il PSI.

Stiamo pertanto riaprendo tutti I canali comunicativi con le persone di appartenenza storica al PSI, con le sezioni del PD, con i patronati, con le associazioni regionali, culturali e di assistenza.

Abbiamo un ottimo rapporto con i partiti fratelli del PSE, a livello locale e centrale.

Il Collegio Europeo, tramite le sue federazioni, ha organizzato un tesseramento che ci permette di mappare la presenza del PSI e, da lì, ripartire per costruire una rete europea che è condizione necessaria per avere un buon risultato alle prossime elezioni legislative.

E’ fondamentale per tutte le federazioni essere attive e vigili e difendere l’autonomia del PSI pur cercando contatti con le altre forze della sinistra.

E’ fondamentale che il PSI dia, da Roma, il supporto morale alle federazioni estere e dimostri la vicinanza a quegli italiani che da anni sono fuori dal proprio Paese, ma che portano avanti con passione e coraggio una battaglia di identità nazionale e partitica encomiabile.

Il Collegio Europeo deve ristrutturarsi, ma deve soprattutto crescere intercettando i nuovi emigrati italiani e gli Erasmus.

A tal fine alcune iniziative mirate dovranno partire anche dal PSI nazionale che non potrà non considerare la numerosa emigrazione italiana dei laureati degli ultimi anni.

Laureati che lasciano l’Italia per avere un futuro normale. Sarà l’Italia, tuttavia, a non avere un futuro se il flusso di emigrazione non sarà invertito.

Questo tema va affrontato con iniziative mirate a rinforzare l’AIRE (Anagrafe degli italiani all’estero), organizzando banche dati centralizzate dove reperire i Curricula dei professionisti che lavorano oramai all’estero, ed organizzando il rientro in Italia dei professionisti e laureati, anche tramite sgravi fiscali per la loro assunzione.

Leonardo Scimmi

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Commenti all'articolo
  1. Se si vuole avere come obiettivo gli Stati Uniti di Europa non dobbiamo organizzare nessun rientro. L’Italia deve crescere economicamente e tutto rientrerà nella normalità. Una cosa mi preme scrivere: nei paesi europei i cittadini eleggono i loro rappresentanti, in Italia i cosiddetti “riformisti” pensano a sfasciare le istituzioni pensando erroneamente che nuove istituzioni ci farebbero crescere economicamente, invece, l’unica cosa che fanno è distruggere la Democrazia. E questi sarebbero i meriti del pd?

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