domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Euroscettici più forti dopo il voto, ma divisi
Pubblicato il 26-05-2014


EuropaDalla Gran Bretagna alla Grecia, nelle elezioni europee di domenica 25 maggio, ha preso forza il ‘fronte degli euroscettici’ che, anche se non sarà probabilmente mai un partito e forse non avrà neppure la capacità di coagularsi in un unico gruppo parlamentare a Strasburgo, ciononostante con 142 seggi rappresenta un fenomeno di tutto rilievo.
Ecco un quadro riepilogativo dei risultati:

AUSTRIA: vince il centro destra dell’Ovp con il 27,3%, seguito dai social-democratici al 23,8%. Terzi spuntano i nazionalisti e anti-Ue dell’Fpo con il 19,5%.
ITALIA: stravince il Pd con il 40,8%. Debacle del M5S che ottine solo il 21,1% perdendo circa quattro punti dalle politiche dello scorso anno. Crollo di Forza Italia al 16,8%.
OLANDA: in Olanda, dove si è votato il 22 maggio, dalle urne è uscita la sorpresa che la formazione xenofoba e anti-Ue del Pvv di Geert Wilders, data dagli exit poll quarta, è in realtà seconda ex aequo con i Democratici 66, per cui ad entrambi vanno 4 seggi. Primi i cristiano democratici con 5 deputati.
FRANCIA: Il Front National di Marine Le Pen è il primo partito in Francia con il 25,4%. Ump al 21%, i socialisti del presidente Francois Hollande crollati al minimo storico, il 14,5%
GRAN BRETAGNA: In Gran Bretagna l’Ukip (dichiaratamente anti-Ue) di Nigel Farage è decollato al primo posto con 24 deputati (ben 11 in piu’ rispetto al 2009). Secondi i laburisti di Ed Milinamd con 20 seggi (+7), seguiti dai conservatori del premier David Cameron con 19 deputati (7 in meno). Quasi scomparsi i liberal-democratici di Nick Clegg, compagni di colazione con Cameron, che hanno perso 9 seggi e ne hanno conservato solo uno.
GERMANIA: In Germania la Cdu/Csu di Angela Merkel resta il primo partito con il 36,3% (ma arretra rispetto al 42,5 delle politiche del 2013), a quasi 10 punti dai compagni di ‘grosse koalition’, ma rivali a Straburgo, dell’Spd al 27,4%. Anche a Berlino trionfano gli anti-euro dell’Afd, nati solo nella primavera del 2013, che sono al 7%, quarto partito dietro ai Verdi al 10,50%. A seguire la sinistra dei Linke, filo-Ue. La Germania, dove non c’è soglia di sbarramento, manderà anche un rappresentante di gruppi come i neonazisti dell’Npd con l’1% o i Piraten con l’1,4%.
DANIMARCA: ha stravinto il partito anti-immigrati Danish People Party con il 26,2, all’opposizione, che non punta ad alleanza con il Front National di Le Pen, giudicata formazione antisemita e antigay. Il partito di maggioranza, i social democratici sono secondi al 19,1%.
SVEZIA: vince il Partito socialdemocratico con il 24,4% dei voti (6 seggi), seguito dai Verdi (3 seggi). Terzo il partito di centrodestra con il 13,6%.
GRECIA: trionfo del partito anti-Ue per eccellenza, stavolta da sinistra. Si tratta di Syriza di Alexis Tsipras, primo partito greco con il 26,5%, che ha fatto della lotta all’austerità imposta dalla troika Ue-Bce-Fmi la sua ragion d’essere. Trionfo anche per l’estrema destra di Alba Dorata al 9,34%. In mezzo il partito del premier Antonis Samaras Neo Demokratia con il 23,13% che governa con il Pasok di Evangelos Venizelos, solo quarto con l’8,07%. Tsipras ha già chiesto elezioni anticipate.
SPAGNA: sono state punite le due formazioni principali che hanno governato negli ultimi anni di asuterità: il Pp del premier Mariano Rajoy è al 26,03 e passa da 24 deputati a 16 (-8); peggio è andata ai socialisti con il 23,04%, che da 23 scendono a 14 perdendone 9. Exploit della formazione anti sistema fondata solo due mesi fa, Podemos (emanazione politica organizzata del movimento di protesta ‘ocupamos’), che dal nulla ha conquistato 5 seggi.
UNGHERIA: in Ungheria la notizia è il crollo dell’estrema destra ultranazionalista e razzista di Jobbik, secondo partito con il 14,68% ma che ha ceduto 6 punti rispetto alle politiche del 6 aprile. Primo Fidesz con il 51,49% del controverso premier Viktor Orban.
PORTOGALLO: in Portogallo è stata punita la coalizione di governo del premier Pedro Passos Cohelo (social democratico) che ha imposto severe misure di austerità, come in Grecia. Primi sono i socialisti con il 31,45% seguiti al 27,7% dall’insieme di formazioni al governo.

Fonte AGI

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Commenti all'articolo
  1. “La Germania, dove non c’è soglia di sbarramento, manderà anche un rappresentante di gruppi come i neonazisti dell’Npd con l’1% o i Piraten con l’1,4%.”

    Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di spiegare la necessità della soglia presente nel nostro ordinamento per l’elezione del Parlamento europeo. Non essendo necessaria la fiducia nei confronti del Governo europeo da parte del Parlamento, infatti, la Corte Costituzionale tedesca bocciò la precedente legge che individuava una soglia per l’accesso ai seggi.
    A distanzi di anni ringrazio ancora il super VELTRONI, il quale al fine di eliminare i “piccoli partiti” e trovando sponda in Berlusconi – ricordate VELTRUSCONI? Ed i danni che fece alla nostra già malandata democrazia? – si adoperò affinché il Parlamento approvasse questa legge vergognosa.
    Speriamo che l’ottimo compagno Besostri, così come per il Porcellum, possa vincere tutti i ricorsi pendenti contro questa legge europea ignominiosa.
    Spero di leggere al più presto un suo intervento prezioso su questo glorioso giornale.
    Sul PSI credo sia stata posta la parole fine al movimento socialista organizzato in Italia e da ex tesserato PSI la cosa mi rattrista…e molto!
    Saluti dalla Sicilia

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