sabato, 21 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Garanzia Giovani, ok.
Ma gli altri senza lavoro?
Pubblicato il 05-05-2014


Garanzia-giovaniIl governo ha creato e promosso “Garanzia Giovani” iniziativa rivolta però a chi è “un giovane tra i 15 e i 29 anni”. Rassegnatevi, dopo i 29 siamo da rottamare senza se, e senza ma. In sostanza, padri, madri di famiglie dai 30 ai 50 non servono più. Siamo finiti dentro un tunnel. Quello di una fascia di età che non viene più considerata utile a concorrere al progresso materiale o spirituale della società. Queste norme, questi provvedimenti sono attuati in palese violazione di un principio chiaro inserito nella nostra costituzione. Negli articoli 3 e 4 . – “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di  fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” – E, ancora –  “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” –

E’ arrivata l’ora che qualcuno pensi a verificare la veridicità dei dati sulla disoccupazione, verifichi la situazione dei disastrati centri del lavoro, ancora usati per stilare classifiche e dati che allo stato attuale sono artefatti.  Questi non rispecchiano la realtà di un paese dove la disoccupazione è monitorata in maniera non chiara, dove non vengono considerati tutti quegli italiani che non hanno più 29 e soprattutto vengono letteralmente considerati relitti.  Non si può continuare a considerare forza lavoro un giovane adolescente di 15 anni. Anche in virtù delle attuali leggi in vigore – http://www.altalex.com/index.php?idnot=38093  –  “Decreto Ministero Pubblica istruzione 22.08.2007 n° 139 , G.U. 31.08.2007”  – Obbligo scolastico  fino a  sedici anni.  Si evince che il Ministero della Pubblica istruzione ha innalzato a 10 anni complessivi la durata del periodo di istruzione obbligatoria al fine di garantire il “conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età”.

Quindi, disposizioni, queste, che  vanno in contrasto con le norme che disciplinano l’obbligo scolastico e, conseguentemente non sono coerenti con tutte quelle azioni che mirano alla lotta contro la dispersione scolastica.  Infatti,  se in Italia vige l’obbligo scolastico fino ai sedici anni e, l’obbligo formativo fino ai diciotto per coloro che non portano avanti gli studi, com’è che vengono attuate simili riforme? Hanno tenuto conto a cosa va incontro un genitore che non manda il proprio figlio a scuola fino ai sedici anni? La scuola segnala agli uffici sociali che a loro volta segnalano ai tribunali dei minori.

Ad esempio, proprio la settimana scorsa è stato pubblicato uno studio sulla dispersione scolastica, la Sardegna (ne cito una a caso) è tra le prime regioni in Italia, mi pare la seconda. E’ lecito, dunque, pensare che queste norme  siano incostituzionali?  Sono in palese violazione del diritto di tutti ad aver un lavoro. Non esiste, lo sappiamo, una politica attiva del governo che attui una seria riforma di quelli che allo stato attuale sono chiamati “ammortizzatori sociali” – obsoleti . Si promuovono iniziative che nulla hanno a che vedere con la realtà di un tessuto sociale che vede emarginate le famiglie e la loro forza lavoro. Non esiste più, in Italia, quell’azione mirata a garantire il diritto del lavoro a tutti i cittadini, come prevede la Costituzione. Il lavoro è un diritto di tutti non di “solo alcuni fino a 29 anni”.

Antonella Soddu

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La Costituzione Italiana ci è invidiata da tutti, peccato che ancora oggi sia inapplicata. Alcuni vorrebbero cambiarla. Ci sarà molto da lavorare per fermare questi spregiudicati che antepongono il vil danaro alla persona che è e rimane il fondamento principe di una società civile

Lascia un commento