domenica, 17 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Grillo, centauro, comico, politico
Pubblicato il 03-05-2014


Un po’ comico e un po’ politico. Negli ultimi anni è difficile distinguere Beppe Grillo attore comico dal leader del Movimento 5 Stelle. Del resto è stato lui stesso a definirsi ancora un uomo di spettacolo, un comico impostosi in politica per la crisi dei partiti tradizionali e della Seconda Repubblica. Il leader del M5S, a metà aprile, in una incursione alla Camera ha detto ai giornalisti: “Io sono impreciso, ho i miei limiti, si ricordi chi sono…Io non dovrei essere qua, se lei mi sta intervistando vuol dire che il Paese non c’è più. Io sono un comico, sono uno che dice delle cose, tante cose…”.

Considera l’Italia “fallita” e “un cumulo di rovine”. Si impegna a fondo nella campagna elettorale per il voto europeo del 25 maggio nella doppia veste di comico, il suo antico mestiere, e di politico, l’attività degli ultimi anni. E’ un centauro. È infaticabile: parla a comizi in piazza, scrive sul suo blog su internet, concede interviste a giornali e alle televisioni (nelle reti Rai decollò la sua stella di comico).  Fa spettacolo, anche se di tipo particolare, cioè politico.  Si esibisce in teatro, come un tempo, facendo pagare il biglietto agli spettatori-militanti. È un tour politico. Lo chiama: “Te la do io l’Europa”.  Riecheggia il titolo di un suo programma televisivo di successo degli anni Ottanta: “Te la lo io l’America”.

Ai primi di aprile dice al Teatro Metropolitan di Catania: “Deve essere uno spettacolo politico. Mi sento di fare così perché dobbiamo vincere le elezioni”. Certo ha qualche dubbio sulla vittoria. Poco dopo annuncia in una intervista a La Repubblica:” O  vinciamo o stavolta davvero me ne vado a casa. E non è uno scherzo”.

E’ un crescendo scoppiettante. Da centauro comico-politico passa da un teatro all’altro, molte volte pieno, facendo campagna elettorale. Attacca soprattutto Matteo Renzi. Sempre ai primi di aprile, calcando il palcoscenico a Milano, attacca come “voto di scambio” la decisione del presidente del Consiglio di mettere 80 euro in più al mese nelle buste paga dei redditi medio bassi. Il portavoce dei cinquestelle lo dipinge come “un ebetino di una cattiveria  incredibile. Bisogna essere cattivi per dire: “Ti do 80 euro a famiglia, ti do la pizza se mi dai il voto”.

Cambia teatro e se la prende con Silvio Berlusconi, condannato in Cassazione per frode fiscale e assegnato in prova ai servizi sociali per scontare la pena. Dal Palamalaguti di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, tuona contro il presidente di Forza Italia: “Mezza giornata di volontariato per una evasione di 300 milioni è un affare!”.

A metà aprile va anche a Firenze, la città di Renzi. Dal palcoscenico sono lazzi, sberleffi, offese: “Siete passati da Lorenzo il Magnifico a Matteo l’ebetino”. Ricorda il trionfo elettorale alle politiche del 2013: “Abbiamo preso il 25% votando a febbraio, quando faceva freddo. E milioni di persone non sono andate a votare”.  Ironizza e spara una enorme iperbole: “Abbiamo fatto sondaggi, ma quelli seri, non quelli della Rai. Siamo all’88%”.

Tutti i sondaggi elettorali danno il M5 Stelle in fortissima scesa. Qualcuno parla di un testa a testa con il Pd e perfino di “sorpasso” su Renzi. Grillo a fine aprile torna a cannoneggiare con una intervista ad Agorà, Rai3, e dal suo blog: “Mi aspetto una marcia trionfale, prima pensavo di vincere, ora penso di stravincere”. L’obiettivo è eleggere alle europee “un candidato in più del Pd”, così “vado io da Napolitano, ci deve dare l’incarico” per formare un nuovo governo. Alza ancora il tiro: se il M5S sarà il “primo gruppo politico alle europee” immediatamente “Napolitano dovrà dimettersi, non rappresentando più da tempo  il sentimento del Paese né la volontà degli elettori”.

Spettacolo e politica, il legame è stretto. Renzi replica a fine aprile da In Mezz’ora, su Rai3: “Forse Grillo è il più furbo di tutti, anzi si levi il forse, e considera tutti spettatori costanti del suo show. Lui ironizza sugli 80 euro che sono due biglietti per il suo spettacolo, ma ad una mamma possono fare comodo”. Lo invita a calmarsi: “Smetta di urlare, il Pd è il primo partito”. Insiste: l’Italia si cambia con “radicali riforme”.

Leo Sansone

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento