sabato, 21 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

GROSSE KOALITION?
Pubblicato il 26-05-2014


Juncker-Schulz-Europee

Ventitre seggi. Sono quelli che segnano la distanza tra i popolari e i socialisti in Europa. Pochi, eppure tanti. Tanti da permettere di scegliere il presidente della Commissione come sottolinea la parlamentare socialista Pia Locatelli che ricorda come «in Europa il sistema non è bizantino come quello italiano: tutto è più chiaro e immediato. Se i Popolari hanno più seggi, si andrà verso una grossa coalizione, ma saranno loro a esprimere il presidente della Commissione e a guidare la linea».

Insomma, Schulz con ogni probabilità non arriverà alla Presidenza: «Abbiamo consegnato la guida dell’Europa a Jean-Claude Juncker che ora può dire legittimamente ‘adesso tocca a me’. Poi magari non sarà Junker ma Lagarde, ma cambia poco», dice Locatelli.

Lo scenario che si apre davanti all’Europa è dunque quello della grossa coalizione. Del resto, l’ex primo ministro lussemburghese e già guida dell’euro-gruppo ha dichiarato che «nelle prossime settimane e giorni dovremo discutere non solo di posti, ma dovremo discutere in profondità e sono pronto a farlo con i socialisti perché non c’è altra maggioranza al di là della cosiddetta Grande coalizione».

Una grande coalizione che nasce dal fatto che «non si può ovviamente prescindere dai popolari che, a loro volta, non possono prescindere dai socialisti. Solo che i Popolari sono di più e, a questo, dobbiamo sommare anche che i liberali sono più affini a loro, quindi aumenteranno il peso PPE nella coalizione».

Locatelli ha espresso rammarico rispetto alla mancata «convergenza di tutti i voti su Schulz. Io stessa ho avuto una polemica con alcuni sostenitori di Tzipras in Italia perché sostenevo che era necessario corre insieme verso lo stesso obiettivo: se fossimo andati insieme saremmo arrivati a 230 deputati europei. Non avremmo scongiurato la necessità della grande coalizione che, però, sarebbe stata sotto la nostra guida».

Ottimista Riccardo Nencini, segretario del PSI, che sottolinea come «la lista dei socialisti e democratici è l’unica, in Europa, che cresce in maniera formidabile. Gli italiani hanno fatto una scelta di buonsenso, ed è una vittoria che va nella direzione di rafforzare la governabilità del Paese».

Il riferimento è ai risvolti nazionali del voto europeo in merito ai quali anche Locatelli si dice soddisfatta perché «le grandi famiglie politiche europee tengono. Certo, ero preoccupata e continuo a esserlo soprattutto quando guardo a dati come quello dell’affermazione di Nigel Farage nel Regno Unito, un dato drammatico soprattutto se unito al 14 per cento dei socialisti. Ero preoccupata per l’Italia dove temevo la distruzione di Grillo che, invece, è stata contenuta: il Movimento cinque stelle credo abbia pagato per la volgarità dei modi, ma anche la mancanza di una proposta politica».

A urne chiuse, Nencini parla della necessità di un «cambiamento dell’Europa per costruire un ‘terzo tempo’ che tenga conto di una società profondamente cambiata. Adesso non c’è alternativa alle riforme e alla velocità dell’azione di governo». Per il segretario socialista «con il 41 per cento dei consensi attribuiti dagli italiani alla sinistra riformista il governo si rafforza facendo le riforme con l’urgenza che gli italiani si aspettano. A breve l’Italia avrà la presidenza dell’Unione. Sarà quella l’occasione, con l’autorevolezza e la forza acquisite, per far condividere ai paesi membri  le nostre proposte».

Intanto Gian Franco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale del PSI, ha voluto ringraziare con una dichiarazione i candidati socialisti, nessuno dei quali è stato eletto, per l’impegno e il contributo portato alla vittoria della lista PD-PSI: «La straordinaria vittoria della lista PD-PSE alle elezioni europee rafforza notevolmente il ruolo del Governo italiano in Europa. Il grande successo dei socialisti e democratici in Italia è stato reso possibile dalla volontà dei cittadini di dar fiducia al tentativo di Matteo Renzi di cambiare il nostro Paese, con riforme adeguate e con interventi a favore dei più deboli. Noi socialisti della prima ora siamo lieti di aver compiuto la scelta politica giusta, contribuendo all’affermazione della lista PD-PSE, che rappresenta anche una secca battuta d’arresto dell’antipolitica e dei qualunquismi. Con l’occasione desidero ringraziare sentitamente i nostri candidati Marina Lombardi, Rita Cinti Luciani, Claudio Bucci, Mario Serpillo e tutti coloro che hanno sostenuto la loro campagna elettorale, caratterizzata da risultati davvero lusinghieri».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento