domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I fatti dell’Expo
dopo uno scellerato ventennio
Pubblicato il 15-05-2014


Ha ragione il direttore Del Bue, che con una bella immagine ha descritto questi venti anni coronati da questa improvvisa fiammata che rievoca il passato: Tangentopoli è È un viaggio di andata e ritorno costruito sulla menzogna”.

A poco importa a questo punto vivisezionare nel merito le vicende che emergono dalle gare d’appalto per l’EXPOe chi scrive ha una ragione in più di indignazione e disagio avendo contribuito con fatica e lavoro alla campagna vincente, tutt’altro che semplice, per l’acquisizione dell’evento Internazionale. Quel che più stupisce in queste ore è la spregiudicatezza ipocrita di chi si ritiene immune da responsabilità seppur indirette.

I fatti riguardano opere pubbliche e l’evento di rilievo internazionale ha una gestione plurale in cui è necessario l’indirizzo politico. Le scelte del management pubblico sono di derivazione politica e a a queste vanno assegnate le responsabilità dei gravi ritardi sulle opere ed ora la clamorosa “negligentia in vigilando” alla quale non si può far fronte con tardive dichiarazioni di guerra, smentite dal paradossale dualismo della Procura che ha in carico la delicata inchiesta. E neppure si può farlo con tardive riforme del Codice che regola le procedure degli appalti né tantomeno con l’invio di ‘salvatori della patria’ che dovrebbero operare come supervisori di un sistema che dimostra, al di là del caso in questione, che all’epoca vi è stata una profonda ipocrisia nell’affrontare la cosiddetta questione morale. Si chiarisce pure che, dopo l’assalto ai partiti, sono rimasti in campo i gruppi di potere e di affari, guardacaso, usciti indenni dalla slavina giudiziaria di Tangentopoli e che in questi anni hanno rappresentato l’alfa e l’omega del sistema economico e finanziario.

L’assuefazione all’endemica corruzione, unita all’arrembante formazione politica Cinquestelle che più dello stesso partito giustizialista di Di Pietro è oggi capace di interpretare i sentimenti di distacco e disprezzo per le Istituzioni, pongono il sistema politico, ovvero i partiti che si sono succeduti in questi vent’anni al Governo, in una posizione di difesa estrema; partiti che non hanno la capacità di spiegare, illustrare come sia stato possibile accumulare in tutti questi anni tanti ritardi e inadempienze per quanto riguarda lo stato di degrado delle Istituzioni e il malgoverno dell’economia, finendo per alimentare le rabbie e le paure evidenziate dai comportamenti elettorali dei nostri concittadini.

“L’Italia l’è malada” recitava una nenia novecentesca agli albori di quella belle epoque che finì nella tragedia della guerra mondiale che schiuse le porte alla tragedia dei totalismi europei.

Il viaggio costruito nella menzogna inizia nel 1992. Molti hanno sempre ritenuto che i vaticini di Bettino Craxi sulla seconda Repubblica che sarebbe franata se fosse stata costruita sulla menzogna, fossero solo la reazione di un uomo colpito dal rovescio della Storia; purtroppo in realtà dobbiamo dire oggi che “L’Italia piange” per le sue difficoltà e le sue crisi e che non basterà un’alzata di spalle per allontanare l’inevitabile resa dei conti su cio’ che ha prodotto questo scellerato ventennio.

Bobo Craxi

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Commenti all'articolo
  1. Perfetto, parole sagge. Buonasera, in parole povere si sono rifatto il trucco, in ventanni ne hanno combinate di cotte e di crude, eppure sono ancora al timone chi a destra e chi a sinistra.
    Il nostro versante di riferimento è stratosferico, loro? sempre i migliori.
    Votiamoli.
    Saluti
    pasquale claps

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