domenica, 22 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

I sardi premiano Soru
No a Grillo
per il non-programma
Pubblicato il 26-05-2014


Soru-EuropeeHa vinto il PD, anzi, ha vinto con una larghissima maggioranza; in Italia. 58,69% di affluenza al voto contro il 66,43% di cinque anni fa. A livello di percentuale europea l’Italia ha anche il primato della percentuale più alta di affluenza al voto (tutti i dati relativi il voto sul sito del Viminale).
Premesso che nessuno si aspettava questa vittoria cosi larga sul populismo del M5s, sull’aggessività, sul nulla espresso in questo anno e mezzo che Grillo e il suo movimento hanno dimostrato. Hanno perso un occasione, esattamente quella del febbraio scorso. Hanno optato per un no neppure tanto costruttivo. Fermo restando che la vittoria in Italia, lo ricordiamo, oramai è evidente, è il nuovo corso della terza Repubblica con un nuovo verso che ancora deve avere anche nel nome diverso da quello che è il concetto di sinistra, non è di fatto la vittoria della sinistra in Europa. Infatti, i prossimi cinque anni di parlamento europeo saranno ancora una volta di destra.

Il PPE, detiene il grosso della fetta, (qui i dati) 214 europarlamentari percentuale 28.50% mentre il secondo gruppo resta il S&D, 189 percentuale 25.17%. Sarà il PPE ad esprimere il nome del prossimo Presidente della Commissione. Il ruolo dell’Italia in Europa, nei prossimi cinque anni, ha però una valenza che possiamo definire unica, irripetibile e imperdibile. Ci attendono i sei mesi della presidenza, e ci attende l’impegno per sfruttare tutte le possibilità che ci sono sfumate sotto gli occhi in questi ultimi anni per inerzia e incapacità di politici scadenti. La vera vittoria di Renzi, se sarà capace di portarla a casa, sarà quella di provare a contribuire per rendere un Europa più vicina al concetto di politica sociale e comunitaria, lontana dalle logiche di una politica economica improntata sul sistema bancario tanto lontano dai reali bisogni dei cittadini europei. Detto ciò, il PD in Italia oltre alla vittoria a nome del partito, riesce a portare a segno un altro piccolo traguardo.

Quello relativo al candidato più votato a livello nazionale. Si tratta dell’ex governatore della Sardegna e patron di Tiscali, Renato Soru, che ha ottenuto 182 mila preferenze. Un trionfo. Un larghissimo margine sugli sfidanti del suo e degli altri partiti. I sardi hanno riposto in lui la fiducia ancora una volta, dopo avergli dato fiducia quando ebbe la carica a governatore della Sardegna, e dopo la delusione, per certi versi, data dal suo operato. In Sardegna resta il pensiero/speranza condiviso che Soru possa ripagare l’isola per il fatto di non aver avuto modo di concorrere, ancora una volta, alla competizione europea come collegio unico. L’altro dato importante di queste elezioni va letto nella bruciante sconfitta che ha subito il socialismo francese che vede già da oggi la convocazione da parte di Hollande di una riunione urgente per valutare la crisi. Resta l’ incognita sul comportamento che avrebbe assunto Renzi nel caso in Italia si fosse verificato il contrario dei numeri usciti fuori dalle urne.

Lo lasciamo dire ai lettori. Grillo, che dire, il risultato della bocciatura del movimento attesta gli italiani amano più chi cerca di dare prospettive di ottimismo e rinascita rispetto a chi parla sempre e solo di distruzione e critica, le parolacce e gli appellativi non possono in nessun caso sostituirsi a programmi e delle idee.
E anche qui, mi sia consentito, occorre ricordare che alle scorse governative il movimento di Grillo aveva ottenuto una grossa fetta di voti proprio da quella Sardegna che oggi, forse anche a causa del suo rifiuto a presentarsi alle elezioni regionali del febbraio scorso, lo ha bocciato,  (i dati del Viminale) 172, 216 preferenze per una percentuale del 30, 51% contro i 218.703 voti di preferenza portati a casa dal Pd per una percentuale del 38,74%. Insomma, questa volta sono i Sardi ad aver detto no a Grillo anche e soprattutto per il non programma. Grillo e Berlusconi assieme stanno 5 punti sotto Renzi. E, aggiungo, il colpo più duro oggi lo ha ricevuto Forza Italia che ha scelto, forse in maniera più palese del movimento di Grillo, di legarsi ad un nome piuttosto che ad un tentativo di rinnovamento. Renzi rappresenta una sinistra moderata e moderna in linea con le socialdemocrazie occidentali, e il più forte partito del Pse.

È la prima volta che la sinistra supera il 40% (neanche Pci e Psi assieme ci riuscirono) e che potrebbe governare senza alleanze. Malgrado ciò le polemiche contro Renzi vengono da sinistra. Infine, chi ha perso a mio sommesso avviso sono i sondaggisti . Hanno fatto valutazioni errate in occasione delle governative, hanno ripetuto errate valutazioni in questa occasione.

Antonella Soddu

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento