lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il fantasma Greganti al Senato…
Pubblicato il 15-05-2014


Il mio amico Lucio Barani giura di averlo visto alla bouvette di Palazzo Madama attorniato da senatori lombardi. Non escludo, conoscendolo, che Lucio abbia avuto un’allucinazione o si sia inventato tutto per avere un po’ di pubblicità. D’altronde, deve pur propagandare il suo garofano, che porta all’occhiello da quando entrò per la prima volta a Montecitorio nel 2006, proprio con me a fianco. Lucio é stato in carcere, non per reati da lui commessi, ma per fare visita a due carcerati di successo: Scajola e appunto, da quel che si legge, anche Greganti. E ce l’ha da sempre coi magistrati, contro i quali ha addirittura eretto un monumento nella sua Aulla dedicato alle vittime di Tangentopoli.

Quel che è strano, però, è che i pedinamenti di Greganti portino tutti i mercoledì all’ingresso di Palazzo Madama. Ma che, nel contempo, non risulti nessun accredito col suo nome. Si è detto che portando a braccetto un senatore può capitare di entrare anche senza aver declinato le generalità. Alla Camera non capita mai, non so al Senato. Ma la cosa più inquietante è che nessuno dei senatori del Pd abbia mai visto Greganti. Mai. Dunque, ricapitolando. Solo Barani, che ha forse le traveccole, ha riconosciuto Greganti. Mai il suo nome risulta però registrato agli ingressi e non credo c’entri qualcosa questo guasto che proprio ieri si è verificato all’apparecchiatura elettronica. Certamente casuale. I senatori del partito al quale Greganti era iscritto, e dal quale risulta ora sospeso, negano di averlo mai visto al Senato.

Ne esce una situazione surreale. Le ipotesi sono due. La prima è che Greganti sia entrato al Senato con documenti falsi e si sia travestito o si sia trasformato in fantasma invisibile. Abbia assunto le sembianze di Zanda, o forse abbia assistito alla riunione del gruppo democratico passando dai muri. Oppure che in tanti raccontìno balle. Bugie a fin di bene. La pietosa bugia di melodrammatica memoria. Su Greganti al Senato é già pronta la prossima puntata di Chi l’ha visto. Parteciperanno gli uscieri di Palazzo Madama, il sen. Ugo Sposetti, e naturalmente Lucio Barani. I suoi pedinatori hanno rifiutato l’invito.

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Commenti all'articolo
  1. Noi socialisti non avremmo mai dovuto far parte della tangentopoli vecchia… per fortuna il SI SD e PSI del dopo 94 ha tagliato i ponti con il vecchio… quello che non capisco è che cosa ci facciamo noi nelle liste del partito di Greganti…

  2. Direttore staremo a vedere come stanno le cose. Intanto i giornali riportano di intercettazioni del compagno G il quale, se non millanta, afferma parlando con Catozzo:” sto uscendo dal senato”. Inoltre come da Lei riportato ci sono le intercettazioni degli investigatori che dicono che questo signore usciva ed entrava dal Senato. Tanto che il presidente Grasso sembra aver chiesto al procuratore generale notizie circostanziate a riguardo. Intanto i compagni di merenda sostengono che lui è dentro.

  3. Buongiorno, attenzione, udite udite si dice in giro che il compagno G. ha un pas.. diplomatico per affari riservati, rilasciato dal trio delle meraviglie, Nicola, oscar in piccolo perchè non merita la lettera maiuscola e Romano.
    State tranquilli anche questa volta non succederà nulla, viva il compagno G.
    Pasquale claps

  4. Ora vi fa meraviglia che Greganti faccia queste cose, ma cosa credevate che in questi anni era in letargo?
    E inoltre i partiti per sopravvivere non avessero bisogno di faccendieri, o personaggi che con i vari pass e permessi usano le istituzioni come alberghi.
    Quello che mi stupisce, è che oggi tutta questa truffa che è paragonabile alla tangentopoli del 92′ passa per l’opinione pubblica una fatto normale, senza manifestazioni o varie gazzarre o improvvisi comizi o occupazioni di federazioni di partiti, forse qualcuno si è dimenticato anche questo.
    Non capisco come mai i Parlamentari Socialisti non fanno una bella interrogazione sia alla Camera che al Senato, e forse in tale circostanza sarebbe bene ricordare ai compagnucci e cattocomunisti del Pd qualche discorso di Bettino, non gli farebbe male neppure allo scout Matteo Renzi!

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