domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Metano, ridisegnati
i rapporti tra Europa,
Russia e Cina
Pubblicato il 22-05-2014


Russia Cina AccordoGazprom, la più grande compagnia di distribuzione del petrolio e gas naturale della Russia ha stretto uno storico, quanto fruttuoso, accordo con la compagnia petrolifera pubblica cinese (Cncp) che potrebbe ridisegnare la geopolitica mondiale. Dopo le sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea per i fatti dell’Ucraina, la Russia di Vladimir Putin è tornata a guardare a sud-est. Il contratto, firmato dopo due giorni di estenuanti incontri, è andato in porto con una stretta di mano a Shanghai, dei rispettivi numeri uno: Putin e Xi Jinping. L’accordo prevede una fornitura trentennale di metano, pari a 38 miliardi di metri cubi all’anno. Un gasdotto, ancora da costruire, percorrerà 2.200 chilometri, dalla Siberia alla Cina orientale.

Rimangono comunque ancora dei punti oscuri. Il prezzo stimato dagli economisti per l’intera fornitura è di 460 miliardi di dollari. Le clausole per la rinegoziazione dell’accordo rimangono avvolte nel mistero, ma si è appreso che la Cina dovrà sottostare alle variazioni delle quotazioni russe del metano. Comunque con la firma del contratto, Mosca ha compiuto una mossa strategica nello scacchiere internazionale che ne modifica profondamente la prospettiva per i prossimi anni a venire. Infatti l’accordo sul gas, ha spostato l’asse economico-politico verso est e in questo modo la Russia non dipende più dagli acquisti dell’Europa, anche se rimane un’ottima fonte di guadagno, nello stesso tempo ne depotenzia le sanzioni economiche e apre un canale di relazioni privilegiato con il gigante asiatico.

Dopo la scoperta dei giacimenti di petrolio e metano in siberia, la Russia sembra voler riprendersi a tutti i costi il primo posto come superpotenza, ruolo che le manca dal 1989.

Le statistiche di crescita dell’economia e dell’utilizzo delle fonti rinnovabile di energia in Europa, negli ultimi cinque anni, hanno subìto un balzo in avanti. Gli investimenti nell’energia green non sono omogenei in tutto il Vecchio Continente, anzi. In Germania e nei Paesi scandinavi gli incentivi statali aumentano ogni anno e negli ultimi cinque anni quasi un milione di persone ha trovato di che vivere all’interno di questo settore in espansione. I Paesi mediterranei invece dipendono, e dipenderanno, ancora soprattutto dall’energia fossile.

Dal 2002 al 2013 l’Europa è stata il primo cliente del Cremlino con ben 165 miliardi di metri cubi acquistati. Tuttavia i numeri parlano chiaro: la popolazione europea conta 740 milioni di persone mentre la Cina il doppio, 1 miliardo e 400 milioni. Mosca ha bisogno di avere rapporti con l’Europa, ma adesso ha più interesse a sviluppare quelli con l’Impero Celeste, in forte e continua espansione economica e terribilmente affamato di energia per continuare a crescere. Gazprom insomma è destinata a restare al centro, nel bene e nel male, del futuro occidentale e orientale.

Manuele Franzoso

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