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Opinioni e commenti
 

Immigrazione, falso allarme
Pubblicato il 02-05-2014


Immigrazione

A lupo, a lupo! Ad ascoltare gli allarmi che si susseguono, l’Italia sembrerebbe un Paese assediato, invaso da orde incontrollabili di profughi. I media nostrani, come da tradizione, non si sottraggono a tramutarsi in cassa di risonanza, lanciando l’allarme. E, per sottolineare la gravità della situazione ci si mette anche a fare i conti, parlando di “emergenza: nel 2014 sono arrivati via mare 25mila migranti, più della metà di quelli giunti nell’intero 2013, quando furono 43mila”. Se consideriamo che siamo quasi a metà dell’anno, è facile rendersi conto che “l’emergenza”, in realtà, non esiste.

«Il sistema dell’accoglienza è al collasso, non abbiamo più luoghi dove portare i migranti e le popolazioni locali, non solo quelle siciliane, sono diciamo così “indispettite” da questi nuovi arrivi che disturbano anche le attività ordinarie», ha dichiarato di fronte alle commissioni riunite Esteri e Difesa del Senato Giovanni Pinto, direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere. Lo stesso Pinto aveva parlato di 800mila persone «se non di più», pronte a partire dalle coste dell’Africa verso l’Europa, cioè verso l’Italia.

«Lascia perplessi il poco opportuno atteggiamento di chi crea allarmi su numeri presunti di arrivi presunti» sottolinea Luca Cefisi, responsabile politiche europee e rapporti organizzazioni internazionali del PSI che parla senza mezzi termini di «un errore di valutazione rispetto al quale è intervenuto lo stesso ministero dell’Interno che ha anche cercato di correggere il tiro dopo aver capito che si era innescato un allarmismo sproporzionato. Parlare di 800mila persone pronte a venire significa avere una gestione inopportuna della comunicazione».

Del resto, cifre alla mano, la situazione drammatica dell’Italia risulta essere una pura invenzione degna della propaganda più becera e rozza propaganda leghista, una vera e propria fesseria: «Certo abbiamo un aumento degli arrivi sulle coste italiane, ma questo aumento va inquadrato in una sequenza storica che dimostra, senza lasciar spazio a opinioni fantasiose, che semplicemente non è vero che l’Italia sia invasa dai profughi».

La causa di quella che, se non fosse spesso propagandata ad arte per cercare di lucrarci sopra, potrebbe essere definita una vera e propri allucinazione collettiva, per Cefisi, è da ricercare in «quell’elemento di italianismo piagnone e di demagogia che, da riformisti, dobbiamo combattere dicendo le cose come stanno».

Per l’esponente socialista è l’autorevolezza delle cifre dell’Eurostat che deve fare da guida contro i fumi della demagogia perché «se non consideriamo i dati facciamo demagogia e ci allontaniamo realtà entrando in un mondo fantasioso»: «L’Eurostat ci dice che l’Italia, nel 2012, ha ricevuto 15715 richieste d’asilo. Bene, tanto per avere un’idea dobbiamo sapere che, nello stesso periodo, la Germania ne ha ricevute 77500, la Francia 60600, la Svezia 43900 e il Regno Unito 28200. I rifugiati riconosciuti e stabili in Italia, secondo i dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, sono 64779 quando in Germania sono oltre mezzo milione, in Francia oltre 200mila e nel Regno Unito circa 150mila. Dobbiamo dire la verità, cioè che l’Italia non è, e non è mai stato un Paese invaso da flussi di profughi».

Cefisi, come nasce il mito dell’emergenza profughi?

Nasce soprattutto con Berlusconi e Maroni che inventarono letteralmente ad arte l’emergenza, mettendo in atto un vero e proprio piano che consisteva nel creare i punti di accoglienza in piccoli centri così poi da farli scoppiare per dare credibilità all’allarme. Non è un caso che quando ci fu la cosiddetta emergenza tunisina la Germania fu molto dura con noi, avevano capito il trucchetto da due lire. Diamo atto ad Alfano di aver invertito questa tendenza.

Cosa ha fatto Alfano?

Ha avuto un atteggiamento da uomo di governo e questo gli va riconosciuto: si è opposto a una certa canea leghista e della destra nel dibattito recente, affermando che giustamente l’Italia deve fare fronte agli impegni presi sul piano umanitario e internazionale.

Si è parlato di imminente crisi, di 800mila persone pronte a sbarcare…

Non neghiamo che il fenomeno sbarchi sia in aumento per una seria di situazioni come la crisi siriana e le crisi africane nella Repubblica Centroafricana, in Etiopia, in Eritrea. Bisogna senza dubbio attrezzarsi per far fronte a un aumento del fenomeno, ma che l’Italia può gestire perché ha la capacità di una grande Paese. Ricordiamoci che ci sono anche dei doveri internazionali come la Convenzione di Ginevra sull’asilo e poi la convenzione di Dublino che impegna i paesi EU ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti di chi chiede protezione o asilo e non a sbolognarlo al Paese accanto. Dai numeri che abbiamo appena elencato vediamo che da Dublino l’Italia non esce svantaggiata.

Ogni volta che si creano situazioni di sbarchi ripetuti riparte una certa retorica che rappresenta l’Italia come il paese abbandonato a gestire i flussi e si invoca l’aiuto di Bruxelles. Cosa c’è dietro questa rappresentazione?

L’Europa sta già finanziando i controlli alla frontiera grazie al cosiddetto Frontex. Certo, si può fare di più in termini di risorse, ma non si dica che noi siamo in una posizione svantaggiata perché è mortificante per la nostra democrazia. L’Italia non deve fare più di quello che deve, ma deve fare solo quello che deve.

Un altro argomento che si porta a prova dell’emergenza è che i profughi arrivano da noi, ma poi vanno negli altri Paesi. C’è del vero?

L’Italia è per l’Europa una frontiera rispetto al Sud del Mondo, ma non la più delicata. L’argomento che i profughi in Italia transitano e basta configge con la Convenzione di Dublino. Il duo Berlusconi-Maroni ha fatto pasticci perché loro sí che hanno fatto di tutto “sbolognare” i migranti ad altri Paesi europei. I profughi non vogliono stare in Italia perché abbiamo un cattivo welfare e una cattiva accoglienza; cercano tutti di andare in Scandinavia e Germania. Ma, ripeto, è un argomento che non regge perché la convenzione di Dublino impone che sia il Paese di arrivo a dover avviare le pratiche per la richiesta di asilo. Quindi tanti asili, tanti arrivi. A meno che, chi afferma il contrario, non voglia sottintendere che qualcuno chiuda due occhi e lasci andare via i profughi in violazione della legge. Se le forze politiche che affermano questo sono al corrente di casi simili dovrebbero denunciarli.

Roberto Capocelli 

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Se cominciassimo a considerare gli immigrati una risorsa, invece che un problema, come hanno fatto grandi paesi come gli USA? Come altri popoli anche noi italiani siamo stati emigranti. Là dove sono arrivati i nostri avi hanno contribuito potentemente allo sviluppo dei propri nuovi paesi.

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