sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

In galera…
Pubblicato il 16-05-2014


Dunque il deputato piddino Genovese é finito in carcere. Se Parigi val bene un messa, le elezioni europee valgono ben più delle manette. Non sono affatto stupito della decisione del Pd. Nè sull’accoglimento del voto segreto nè sulla decisione di mandare in galera un inquisito. Non è la prima volta. Non sarà l’ultima.

Incominciamo dal voto palese. É un ignominia e una evidente forzatura istituzionale accettare il voto palese sulle persone. Non era mai successo prima. Ma la svolta è stata l’accettazione della richiesta grillina di voto palese sulla decadenza di Berlusconi al Senato. Si dirà che il Pd non poteva piegarsi all’aggressione di Grillo e dunque ha fatto di peggio. Ne ha accettato motivazioni e conseguenze. Oggi siamo alla replica. Ha forse ragione Luca Ricolfi che proprio oggi sostiene che tra un imitatore e l’originale la gente sceglierà l’originale. D’altronde il Pd poteva negare per un suo rappresentante quel che aveva concesso per un suo avversario?

L’arresto è ancora più discutibile. Ditemi voi per quale motivo costui doveva essere arrestato. Perché rischiava di inquinare le prove, di fuggire, di reiterare il reato? La verità è che le disposizioni di arresto aggirano quasi sempre le normative previste dalla legge. E spesso risultano un arbitrio nelle mani di magistrati inquirenti che intendono il carcere preventivo come una condanna che non può competere loro. Per questo avevamo aderito con convinzione al referendum radicale anche su questo specifico tema. Ora si può sostenere che mai come oggi un deputato non deve essere posto su una dimensione di privilegio. E infatti questo principio deve valere per tutti. Ma anche per i parlamentari che non possono, anche se oggi e forse anche domani, sono nominati, non essere considerati rappresentanti del popolo.

Bene hanno fatto i nostri deputati a non votare l’arresto. E a uscire dall’Aula. Avrebbero anche potuto votare contro, senza paura. Ma va bene lo stesso. Quello che di Renzi apprezzo l’ho detto più volte. Quello che non apprezzo è questa sua spregiudicatezza sui principi. Non ho capito se sia un garantista o un giustizialista, se voglia o non voglia una riforma europea della giustizia italiana, se sia o no d’accordo con la separazione delle carriere. Di tutto questo non parla e sembra piuttosto rifugiarsi, un po’ berlusconianamente, nei sondaggi. Ma i principi si difendono anche quando sono poco o per nulla popolari. O no? O questo, oltre che non essere berlusconiano, non è oggi neanche renziano?

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Commenti all'articolo
  1. Matteo Renzi è un pragmatico. Siccome i tifosi dei Barabba hanno cancellato l’immunità parlamentare, siccome è stata tollerata la persecuzione giudiziaria a Silvio Berlusconi e si è decisa la sua espulsione dal Senato con voto palese, che senso avrebbe avuto, per Renzi, fare marcia indietro nel caso di Genovese? Anch’io sono d’accordo con i nostri parlamentari. Credo che avrebbero potuto anche votare contro al posto di uscire dall’aula, a meno che l’uscita dall’aula non venga motivata come ulteriore sottolineatura del dissenso contro una prassi che sta demolendo le garanzie fondamentali della democrazia rappresentativa. Non onorevoli e rappresentati del popolo ma portavoce di un capo pregiudicato (Grillo è stato condannato definitivamente poiché responsabile della morte di una coppia e del loro bambino di 9 anni a seguito di un incidente d’auto). Per questo motivo Grillo ha scelto di non candidarsi al parlamento però pretende di dirigere i suoi riducendoli al ruolo di automi. Strane incongruenze di questo strano Paese. Spero che Renzi, anche grazie al suo pragmatismo, riesca a far passare le riforme, compresa quella delle giustizia. Credi che non condurrà il PD all’Aventino per una battaglia di principio lasciando campo libero ai bivacchi dei manipoli di Casaleggio e associati.

  2. Concordo con te direttore.
    Hanno fatto bene i deputati socialisti a non votare per l’arresto di Genovesi uscendo dall’aula, se avessero votato contro,sarebbero rimasti in compagnia di compagni politicamente non proprio graditi. Bene ha fatto Renzi ad assumere la posizione dettata dai grillini, in caso contrario avrebbe dovuto affrontare una campagna denigratoria con accuse di ogni genere.
    Il vento soffia contro, lo spred rifà paura, speriamo che gli elettori vadano a votare il 25 Maggio votando il P.d. P.S.E., in gioco non c’è solo l’Europa, ma anche il Governo Renzi.

  3. Il pragmatismo.
    Succedeva anche ai tempi di mio nonno, che veniva messo in carcere se nei paraggi passava Mussolini.
    Allora il pragmatismo si copriva del manto filosofico dell’attualismo gentiliano, ma era il fascismo il suo destino sociale e politico.
    Oggi che cos’è?

  4. Renzi anche in questa vicenda ha dimostrato la sua spregiudicatezza pur di raggiungere i suoi fini, il garantismo del PD dimostrato in altre vicende adesso per una manciata di voti se l’ha messo sotto i piedi. Questo signore non ha una idea chiara e precisa su qual’è la sua idea complessiva del paese e soprattutto a favore di chi. Va avanti a naso cogliendo velocissimo l’attimo che secondo lui e quello giusto per il suo interesse.

  5. Alcuni popoli antichi compivano sacrifici umani per placare gli dei (che essi credevano) irati.
    La Camera dei Deputati, mettendo in votazione l’autorizzazione all’arresto del deputato Genovese a dieci giorni dalle elezioni e a voto palese non ha fatto nulla di diverso.
    Ed è vero quello che scrive Ricolfi, inseguendo Grillo si ottiene soltanto l’effetto di dargli ragione.

  6. Spiacente, ma essendo un irriducibile conservatore: quindi non desidero nessuna riforma istituzionale, specialmente fatta da questo Parlamento di nominati che non rappresenta nessuno, ma dico proprio nessuno allora eliminerei di conseguenza il titolo V modificato da questa ciurma e udite udite sono per la reintroduzione della legge sulla non imputabilità dei parlamentari. I partiti, però, dovrebbero essere un filtro sostanziale nella scelta dei candidati e non come adesso che sono nominati solo i “fedeli”.

  7. Caro Mauro, come spesso hai ragione, credo anche io che i nostri parlamentari abbiano fatto bene ad uscire dall’aula, ma credo anche che Renzi non avesse altra scelta in questo momento sul caso Genovese essendo pur sempre il segretario del PD.
    Certo come presidente del consiglio dovrebbe avere più attenzione alle questioni di principio, ma Tu sai bene che in piena campagna elettorale il richiamo della foresta rimane più forte di qualsiasi altra ragione.

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