domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

IN MEZZO AL GUADO
Pubblicato il 30-05-2014


Riforme-Renzi

Non è tutto rose e fiori. Anzi. Nella relazione annuale di Banca Italia, illustrata oggi dal governatore Ignazio Visco si vedono alcune luci, ma anche diverse ombre. Prima di tutto la Tasi. Il prelievo sulle prime case potrebbe aumentare di oltre il 60% rispetto al 2013 nel caso in cui i comuni adottassero l’aliquota massima, quella al 2,5 per mille. Un altro allarme arriva dal bonus di 80 euro in busta paga. La Banca d’Italia ha calcolato infatti che per garantire gli obiettivi di riduzione del deficit e il consolidamento del bonus di 80 euro anche il prossimo anno, per il 2015 il governo dovrà adottare interventi per ulteriore 14,3 miliardi indicando, comunque, che nel Def si stimano 17 miliardi di risparmi massimi nel 2015 dalla spending review.
Bene dunque con le riforme, con quelle avviate e con quelle de fare a cominciare dal lavoro, con quanto è stato fatto finora perché anche gli 80 euro possono aiutarci a irrobustire una ripresa economica che per ora si annuncia gracile e soprattutto lenta, ma sullo sfondo restano problemi seri di pareggio di bilancio e senza farne menzione, tra le righe, sembra fare capolino la necessità di una manovra correttiva, sempre smentita dal governo, per fine anno. L’Italia è insomma in mezzo al guado, può farcela, le premesse ci sono, ma non sarà una passeggiata.

Tasi sulla prima casa, rischio stangata
La scelta è in mano ai Comuni. Se l’aliquota Tasi scelta da tutte le amministrazioni sarà quella massima del 2,5 per mille il prelievo sulle prime case salirà del 60% rispetto al 2013, tornando ai livelli dell’Imu 2012. Se ci si limiterà all’aliquota base dell’1 per mille l’aumento sul 2013 sarà del 12%.

Bene gli 80 euro, ma da soli non bastano
Per Visco l’erosione dei risparmi e l’incertezza sui redditi graveranno sui consumi e questi potranno trarre beneficio dagli sgravi fiscali di recente approvazione, anche se non diventeranno forza trainante di ripresa senza un duraturo aumento dell’occupazione. Allo stesso tempo però Visco ha avvertito che per garantire gli obiettivi di riduzione del deficit e il pagamento del bonus di 80 euro il prossimo anno, per il 2015 il governo dovrà adottare interventi per ulteriore 14,3 miliardi.

Più liquidità alle banche, più credito alle Pmi
Visco ha spiegato che Banca d’Italia ha elaborato delle misure insieme alla Bce per fornire più liquidità alle banche e quindi maggiore concessione di credito alle Pmi. Queste misure saranno in arrivo nelle prossime settimane e prevedono l’utilizzo anche delle linee di credito in conto corrente da parte delle banche per rifinanziarsi alla Bce. Sarà ampliata la gamma dei prestiti utilizzabili a garanzia del rifinanziamento presso l’Eurosistema. “Sarà permesso – ha spiegato Visco – utilizzare portafogli di crediti, con una gestione più flessibile del collaterale e con minori scarti di garanzia. Sarà inoltre possibile includere i mutui ipotecari concessi alle famiglie”.

Crescita, rigore, lotta alla corruzione, efficienza
Visco ha sottolineato che “crescita economica ed equilibrio del bilancio pubblico non possono che essere perseguiti congiuntamente”. Così come bisogna allo stesso tempo puntare il dito contro “corruzione, criminalità ed evasione fiscale” che pesano sul carico fiscale sottolineando che dal buon funzionamento dell’amministrazione pubblica “dipende l’efficacia delle riforme” messe in campo.

Emergenza lavoro, oltre 1 milione i posti persi
L’occupazione è sempre più in sofferenza. “Tra il 2007 e il 2013 è scesa di oltre un milione di persone l’offerta di posti di lavoro tornerà a salire solo lentamente. Per cui, ha sottolineato Visco, “lo stato dell’economia resta fragile, in particolare nel mercato del lavoro”.

Visco, a Bankitalia serve poter rimuovere vertici banche
É necessario che Bankitalia abbia il potere “di rimuovere, quando necessario e sulla base di fondate evidenze, gli amministratori di una banca dal loro incarico, prevista dalla proposta di recepimento della direttiva europea sui requisiti di capitale”. Lo ha chiesto Visco ricordando come nel 2013 ci sono stati 11 nuovi casi di intermediari in stato di difficoltà e che le banche sotto amministrazione straordinaria sono di piccola o media dimensione.

Comunque a fine giornata è arrivata una notizia positiva sul Pil. Infatti secondo l’Istat, dopo la flessione del primo trimestre è previsto per il secondo un dato con il segno più, con una crescita stimata tra lo 0,1% e lo 0,4%. Non sarà molto ma è sempre qualcosa.

Daniele Unfer

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