martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La festa del lavoro che non c’è
Pubblicato il 01-05-2014


LavoroNon è solo una festa, ma anche una giornata di lotta. Una giornata che serve ai lavoratori per prendere coscienza della propria forza. E, ai datori di lavoro, per ricordare loro che senza l’apporto decisivo e fondamentale del lavoro non si raggiunge nessun obiettivo economico. La Festa dei lavoratori, o meglio la Festa del lavoro, è un particolare momento celebrativo che ricorre annualmente e viene attuata per rammentare soprattutto l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi conseguiti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è per questo riconosciuta in molte nazioni della terra, ma non ancora in tutte.

Il Mondo del lavoro cambia repentinamente ed è in rapida, costante trasformazione. In fabbrica, pochi operai lavorano in maniche di camicia in compagnia di tanti robot. Anche i lavoratori acquistano dignità sul posto di lavoro ma tutto ciò accade, mentre l’eccessiva, inesorabile flessibilizzazione del mercato del lavoro continua a produrre ulteriore, persistente precarietà. Una sorta di instabilità permanente e dannosa non compensata peraltro nemmeno da adeguate e sufficienti tutele e protezioni previdenziali e assistenziali. Manca insomma nel panorama normativo nazionale il tanto ventilato (e invero anche trasversalmente auspicato da tutte le formazioni politiche, almeno a parole) statuto dei lavori. In pratica, una efficace,  aggiornata e più attuale revisione della legislazione del lavoro da sovrapporre a quella oramai datata e non più al passo dei drastici mutamenti nel frattempo intervenuti, sancita nello statuto dei lavoratori licenziato all’inizio degli anni settanta a seguito – giova sottolinearlo – delle eroiche lotte operarie del 68-69.

A questo si aggiunga poi che i datori di lavoro illuminati sono davvero pochi, e, come se non bastasse, c’è sempre chi trova nuovi e più subdoli modi per sotto retribuire il più possibile il lavoro. Da questo punto di vista non si può mai abbassare la guardia, anzi, occorre, al contrario, controllare con maggiore attenzione e più puntuale frequenza le nuove forme di lavoro, proprio per contrastare con successo la pericolosa tentazione, mai sopita, di instaurare nuove forme di sfruttamento. Ma soprattutto bisogna instancabilmente vigilare per  impedire, a chi sfrutta i lavoratori, di fare concorrenza sleale a chi invece riconosce i loro diritti, chi ci governa dovrebbe difatti agevolare  espressamente i datori di lavoro osservanti e rispettosi delle leggi e perseguire con severità ed in maniera esemplare chi ha come unico scopo  l’utile a tutti i costi e senza scrupoli. E’ per questo che il primo maggio deve essere una giornata di festa ma anche una giornata di lotta e di rivendicazione dei diritti dei lavoratori e principalmente dei giovani aspiranti tali, un esercito sconfinato formato da intere generazioni alle quali viene purtroppo ingiustamente negata (sebbene scevri da ogni colpa e nonostante ogni impegno profuso) la possibilità di vivere decorosamente e di costruirsi un avvenire certo e dignitoso, senza dimenticare quello che è stato nel corso del tempo ma guardando con grande ponderazione, intelligenza e lungimiranza al presente ed al futuro del mondo del lavoro.

PENSIERI DA TWITTER E NON SOLO – “Noto sempre una certa disparità tra il giorno dedicato alla festa dei lavoratori e i 365 sacrificati alla disoccupazione”

“Il 40% dei giovani è senza lavoro, il restante 60% è senza futuro”

“L’Italia è quel paese dove finisci di studiare e ti ritiri dal mondo del lavoro nello stesso momento”

Sono riflessioni che alcuni nostri giovani hanno messo in giro sul web in questi giorni: meriterebbero delle risposte. Ricordiamocene.

Carlo Pareto

 

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Pareto
    I twitter che concludono la tua dedica al 1° Maggio, dovrebbero spronare tutti i dirigenti e operatori a vario titolo dell’Area liberalsocialista ad organizzare un Gruppo di lavoro per l’elaborazione di un Progetto socialista che si leghi ad un nuovo Modello di sviluppo. Se tu assieme a tanti altri validi e preparati compagni, tra cui Martelli, Intini e Covatta, Vi impegnaste a questo Progetto rappresenterebbe un alto contributo al Mondo del Lavoro. Sono sicuro che se tu ti facessi promotore di questa iniziativa verso la Direzione del PSI non sarebbe difficile poi aggregare attorno a questo Progetto altre risorse e contributi.
    Un fraterno saluto da Nicola Olanda (ottantenne)

  2. TUTTI D’ACCORDO, COSA FESTEGGIAMO, IL LAVORO CHE NON C’E’?!? LO DICONO PERSINO (SOPRATTUTTO) I POLITICI, I GOVERNANTI, FANNO MEA CULPA?!? MA NON FANNO NULLA PER CREARLO, ANZI DISTRUGGONO………….VORREI ESSERE SMENTITO CHE NON E’ COSI’…………..
    FRANCO GUERRERA.

  3. ……………..molti politici hanno distrutto lo Statuto dei lavoratori del Grande Brodolini………..

    MANOVRA – E’ bene chiarirlo: “L’art. 18 non si tocca” !
    L’OPINIONE – Chi lo tocca disonora Giacomo Brodolini, padre dello Statuto dei lavoratori. GIACOMO BRODOLINI. SOCIALISTA, PADRE DELLO STATUTO DEI LAVORATORI QUESTI ED ALTRI LO DISONORANO.
    Entrando nella sede del Partito Socialista Italiano, proprio lì dove il custode di via del Corso a Roma ti chiedeva le generalità, era un manifesto con la scritta: “Da una parte sola. Dalla parte dei lavoratori”. Firmato, Giacomo Brodolini. Ora, invece, ministri di Berlusconi, ex socialisti o pseudo tali come Brunetta, sta facendo il furbo proprio con lui: con Giacomo Brodolini.

    Naturalmente, non è solo Brunetta a fare il furbo, c’è anche Sacconi ex socialista o pseudo tale che si diletta a fare il furbo e non dimentichiamo lo Stesso Tremonti anche Lui ex socialista o pseudo tale. Si dà infatti il caso che tutti fanno i furbi non solo con Giacomo Brodolini ma con i lavoratori italiani e con tanti giovani alla ricerca del lavoro. Veniamo al dunque: chi vuole ripudiare lo Statuto dei lavoratori e Giacomo Brodolini sono soprattutto gli ex socialisti o pseudo tali.

    Ed io ho fatto questa ricerca, eccovi i nomi di parlamentari nazionali, europei, regionali, ex socialisti, che fanno parte del PdL e qualcuno del Governo di Berlusconi:
    A • Roberto Antonione
    • Valentina Aprea B
    • Simone Baldelli
    • Massimo Baldini
    • Lucio Barani
    • Paolo Bonaiuti (sì proprio Lui)
    • Anna Cinzia Bonfrisco
    • Margherita Boniver (sì proprio Lei)
    • Renato Brunetta (sì proprio Lui) C
    • Stefano Caldoro (sì proprio Lui)
    • Giulio Camber
    • Gianpiero Cantoni
    • Giuliano Cazzola
    • Fabrizio Cicchitto (sì proprio Lui)
    • Luigi Cesaro
    • Ombretta Colli (sì proprio Lui)
    • Francesco Colucci
    • Stefania Craxi (sì proprio Lei) D
    • Diana De Feo
    • Sergio De Gregorio
    • Giulio Di Donato (sì proprio Lui) F
    • Franco Frattini (sì proprio Lui) G
    • Antonio Gentile (sì proprio Lui)
    • Lella Golfo L
    • Giancarlo Lehner
    • Giovanni Lenna
    • Antonio Leone
    • Innocenzo Leontini M
    • Francesco Musotto N
    • Fiamma Nirenstein (già nel PCI e nel PRI) P
    • Gaetano Pecorella
    • Mauro Pili
    • Sergio Pizzolante R
    • Manuela Repetti
    • Giovanni Ricevuto S
    • Maurizio Sacconi (sì proprio Lui)
    • Jole Santelli (sì proprio Lei)
    • Giuseppe Saro
    • Amalia Sartori
    • Umberto Scapagnini
    • Aldo Scarabosio
    • Giancarlo Serafini
    • Giorgio Stracquadanio T
    • Renzo Tondo
    • Giulio Tremonti (sì proprio Lui) V
    • Santo Versace (sì proprio Lui).

    E scusate per quelli omessi.
    Ed io da “socialista-riformista-libertario-radical-liberale”, indignato grido: “L’ ARTICOLO 18 NON SI TOCCA”.
    Franco Guerrera
    così il 24/08/2011……………….così il 1° maggio 2014……..

    http://www.abystron.org/expo/sito/contenuti/loscrivitu/manovra-e-art_-18.aspx

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