martedì, 24 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La luce intensa di Franco Gerardi
Pubblicato il 09-05-2014


Franco Gerardi è stato direttore dell’Avanti!, ghost writer di Bettino Craxi, presidente di Cinecittà, editore della rivista di cinema e teatro ‘Sipario’, dei cinegiornali ‘7G Attulità’ e ‘NC Notizie Cinematografiche’, produttore cinematografico (Orlando Furioso e Peynet), romanziere, appassionato e innovatore uomo di cultura, di arte, di cinema e teatro, militante socialista di straordinaria e intelligente passione politica, ma è stato anche, e soprattutto, un uomo di profondissima umanità e gentilezza d’animo che ha dato tantissimo ai famigliari, agli amici, al partito, alla professione e, in cambio, ha avuto sempre pochissimo, assai meno di quello che il mondo avrebbe dovuto riconoscergli.

Gerardi_FrancoMite e schivo di natura, non chiedeva, ma piuttosto preferiva dare con generosità e spontaneità. Così lo hanno ricordato gli amici e i colleghi questa mattina, venerdì 9 maggio, a un mese dalla sua scomparsa in una sala della Camera; un ritratto corale cui i famigliari hanno aggiunto i ricordi e l’affetto per completare un’immagine pubblica e privata di straordinario valore.

La moglie Karen, che ha donato a tutti il ricordo dei primi incontri; il figlio Corrado con la memoria dei racconti dei due anni trascorsi dal padre in un campo di concentramento nazista e le diffoltà di crescere, anche professionalmente, con una figura paterna così ingombrante; la commozione davvero toccante della figlia Karen per un papà che trovava il tempo di giocare a tamburello fino a memorabili “106 scambi”, ma anche di spronarla a dare il massimo. il ritratto restituito dal nipote Benedetto di un giovanissimo Zio Franco che nel dopoguerra era non solo “l’intellettuale di casa”, ma anche un fenomeno a pallone sospettato, nientemeno, “di essere stato portiere della Lazio”.

Le parole di Stefania Craxi, Marco Sassano, Gianfranco Salomone, Ugo Intini, Walter Tobagi, Beppe Attena, Gennaro Acquaviva, Andrea Spiri, Walter Pedullà, Vittorio Giacci, Lella Golfo, Rossana Pace, intervenuti alla commemorazione, si sommano ai ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto e tutti assieme ci aiutano a non dimenticare una personalità non comune che attraverso il suo lavoro ha segnato la vita politica del Paese, che è vissuto discretamente, ma illuminando di luce intensa chi gli stava attorno.

Carlo Correr

13/4/2014 Franco Gerardi, l’eredità di un socialista da non dimenticare

Qui di seguito il ricordo inviato da Fabio Fabbri.

Maestro di giornalismo, di politica, di socialismo

Ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare per qualche tempo, negli ultimi lustri della Prima Repubblica, Franco Gerardi. Fu una mia collaboratrice, l’indimenticabile Bianca Bisegna, legata a Franco da un antico ed affettuoso sodalizio, a farsi promotrice di numerosi incontri dedicati alla conversazione e alla riflessione sulla vita politica: sull’attualità esaminata sempre con uno sguardo retrospettivo per capire meglio la realtà in fieri. Con questo approccio ai problemi della vita pubblica Franco argomentava con misura e lucidità, non trascurando qualche previsione ragionata sul futuro, volta a comprendere gli effetti nel tempo di quanto stava accadendo giorno dopo giorno. I fondamentali politico-culturali di Gerardi erano solidi e chiari: la storia, i valori, i progetti e le speranze dell’umanesimo socialista: un socialismo divenuto con il PSI forza di governo, capace di rendere viva e vera ogni giorno la propria autonomia, e dunque la propria identità, e la ropria ansia di civilizzazione.

Lui era, in quelle sere, il perno della conversazione e dunque delle analisi, nutrite di una sintetica visione dei fatti, per spiegarne poi le cause e preconizzarne le conseguenze, non solo nella politica, ma anche nella società. Le sue esegesi erano sempre pacate e ragionate, dunque difficilmente contestabili. Ti conquistavano la lucidità, la solidità dei suoi giudizi, la fermezza dei suoi approdi, punto di riferimento sicuro per l’azione di domani. Franco era un giornalista, uno scrittore, un intellettuale e un militante tranquillo, capace di offrire ai dirigenti socialisti gli elementi essenziali per capire i fatti e per nutrire il loro lavoro politico di nuove stimoli di azione e di lotta.

Sapeva parlare e scrivere usando un italiano colto, ma sempre chiaro e accessibile, come deve saper fare un buon divulgatore.

Sono andato a trovarlo qualche volta al suo tavolo di lavoro, mentre stava coadiuvando prima il segretario del partito, poi il presidente del Consiglio. Il suo rapporto con Craxi era così intenso e armonioso da tradursi in una sorta di immedesimazione. Ne risultava una prosa chiara e sempre comprensibile, intessuta di fatti, di ragionamenti e di prospettive.

Insomma il ghost writer come l’alter ego del leader destinatario del sua ausilio. Bettino, quando era in grado di sottrarre qualche tempo alle cure del Governo, offriva al suo collaboratore alcune indicazioni fondamentali, ma era Franco che dava a questi concetti gli sviluppi più appropriati. Poi il testo finale si giovava delle integrazioni e delle messe a punto di Craxi, che era solito tormentare le bozze dei documenti con essenziali interpolazioni. Ma l’intelaiatura era quella giusta.

Ho scorso in questi giorni alcuni dei testi scritti nei nostri anni ruggenti. L’introduzione di Craxi al pamphlet che raccoglie i discorsi dei senatori socialisti in onore di Sandro Pertini in occasione del quarantesimo anniversario dell’avvento della Repubblica si conclude con un accenno garbato alle diatribe che in passato hanno diviso il Partito socialista: “Mai venne meno la sua fiducia nel partito. Egli sapeva che il socialismo vive di fiamme ben diverse da quelle che animavano certe discussioni, che esso si identifica con le aspirazioni comuni della gente, con i valori di giustizia e di umanità che sono funzionali all’esistenza stessa della specie umana, che esso è l’incarnazione più moderna di un vero e proprio contratto sociale, che vive in forme complesse e spesso non consapevoli, ma che è fondamentale per l’esistenza stessa dell’organizzazione sociale.”.

Quando ero Ministro della Difesa gli chiesi aiuto per il mio discorso alla Festa dei Carabinieri, che lui chiamò “l’Arma soccorrevole”. Fu un’orazione di straordinaria efficacia.

Scorrendo i discorsi del Presidente del Consiglio Craxi raccolti nel volume “Il Progresso Italiano” si riconosce il fluire della vena narrativa di chi aveva contribuito a “confezionarli”, alternando e amalgamando riferimenti storici e culturali, riflessioni sulla vita economica, dialogo politico e affondi di carattere oratorio.

Quando Craxi venne a Parma il 5 maggio del 1985 per inaugurare come capo del Governo la prima edizione di Cibus, la rassegna internazionale del made in Italy alimentare, pronunciò un discorso di straordinaria efficacia. Tracciò così il significato dell’evento: “ Non è più una semplice richiesta di prodotti; è quasi una richiesta di cultura, un raffronto  e una scelta fra sistemi di vita diversi, fra stili diversi, una comunicazione internazionale di altissimo livello.”.

Poi accarezzo l’orgoglio dei parmigiani: ”Mi sia consentito ora di ricordare Parma, questo bellissimo esempio concreto di salutare convivenza fra industria, agricoltura e attività terziarie, tra grandi gruppi di dimensione internazionale e la piccola produzione di alta qualità… Parma, con la sua grande equità sociale, che non ha mai dimenticato di premiare i meriti, l’intraprendenza, l’intelligenza, il rischio”.

Nella mia città qualcuno disse che il suggeritore era Fabbri. No, il merito era solo di Franco, e di chi aveva dato la stesura finale ad un discorso che è un esempio non solo di arte oratoria, ma del modo con cui l’uomo di Stato costruisce e interpreta la propria leadership.

Fabio Fabbri

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento