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Opinioni e commenti
 

La vespa Grillo
Pubblicato il 20-05-2014


Ha rotto il tabù e si è presentato nel salottone come un ospite qualsiasi. Grillo è stato accolto da un nugolo di fotografi, si è seduto sulla magica e ambita poltrona, senza invitati e giornalisti, e ha risposto alle domande di Vespa. Strana questa analogia. Grillo agitatissimo si dimenava urlando con gli occhi chiusi. Come Renzi, sempre più arrotondato, nel comizio di Napoli. La partita è ormai a due. Berlusconi osserva, stranamente riflessivo e pacato, la contesa del nuovo bipolarismo. Odia Grillo, apprezza Renzi. Anche gli accenti polemici del nuovo cerchio magico renziano non sono più rivolti al nemico di sempre. Solo al nuovo nemico, il barbaro alle porte, che vien tenuto nel mirino, perché feroce, perché spaventa.

I concetti di Grillo, chiamiamoli così, sono quelli soliti. Più facile capire quel che non vuole che quel che vuole. Grillo non vuole l’Expò, non vuole la Tav, non vuole gli inceneritori, non vuole l’Italicum, non vuole questa riforma del Senato, questi due dinieghi hanno qualche ragione. Vuole uscire dall’Europa con un referendum impossibile. Ma soprattutto vuole processare tutti. Da Vespa ha portato un plastico con le prigioni. Ci vuol mettere politici, giornalisti, imprenditori, magistrati. Ma il problema è che vuole processarli lui, assieme ai suoi, sulla rete. Come le brigate rosse processavano attraverso i tribunali cosiddetti del popolo, ma in realtà formati da loro stessi, così Grillo, sostituendo il popolo con la rete, indica medesima metodologia.

Si dice che i sondaggi, più o meno coperti, indichino un ulteriore aumento del peso elettorale grillino. Si fa presto a dedurlo anche dall’insistenza di Renzi e di Berlusconi all’affondo contro di lui. Mancano pochi giorni all’appuntamento elettorale. E saranno giorni di fuoco, di insulti, di minacce. Mai in passato, neppure nella caldissima campagna elettorale del 1948, in cui si giocava la partita della libertà, si era sviluppata tanta virulenza. Allora si scontravano politiche, mentre le persone si rispettavano. Adesso si scontrano persone, e le politiche spesso si confondono. Si mescolano, si sovrappongono. Perfino si imitano. Daspo o galera per i politici corrotti, paghino i ricchi, basta con ‘ste spese per la politica, cambiamo l’Europa e i suoi vincoli, bene gli ottanta euro ma non bastano. Chi non è d’accordo alzi la mano.

Tra centro-sinistra e centro-destra non esiste quasi più differenza. Solo con Grillo, il barbaro, che Vespa non riesce a neutralizzare anche se lo induce a specificare, a chiarire, a entrare qualche volta in contraddizione, esiste il conflitto. Piu spesso sul linguaggio, sulle minacce, sulle offese, che non sui contenuti. E quel processo e quel carcere rappresentano il culmine di un’offensiva che affonda le sue radici nel fallimento di un ventennio nero e cupo per l’Italia. Anche noi abbiamo promosso un processo alla seconda Repubblica mai nata. Sia ben chiaro un processo simbolico e politico, perché su una cosa certamente Grillo ha ragione. In questo ventennio le responsabilità sono dell’intera classe dirigente di destra e di sinistra che hanno governato alternandosi. Dio ci scampi però da un governo grillino. Il ventennio nero sfocerebbe in un regime sudafricano dell’apartheid…

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Commenti all'articolo
  1. Ho commentato, su Facebook, le preoccupazioni di un amico sui simpatizzanti grillini di sinistra:
    “A me tutti questi ragionamenti dicono poco. La tragica verità è che Grillo e Casaleggio sono un’associazione a ********** con caratteristiche compulsive e maniacali. Il precedente italiano di Mussolini del 1922 e quello tedesco di Hitler del 1933 non sono paragoni fuori luogo anche perché ebbero le stesse caratteristiche compulsive e maniacali con un seguito popolare vastissimo e l’epilogo raccapricciante della guerra totale. C’è d’augurarsi che quasi un secolo di storia abbiano cambiato le cose e trasformato i consensi plebiscitari del secolo scorso in una minoranza di pazzi e di sprovveduti. Consistente ma pur sempre minoranza. Consiglio vivamente a tutti la lettura illuminante e consolante de Il declino della violenza di Steven Pinker”

  2. Caro direttore complimenti, una analisi così lucida su Grillo non l’ho mai sentita fare da nessuno, albergava da tempo nella mia mente e oggi mi sento partecipe in tua compagnia.
    Grazie direttore, che Iddio ci ascolti e intervenga nella subcoscienza degli elettori, noi siamo impotenti malgrado il nostro assiduo impegno.

  3. Ottimo articolo.
    Un campagna elettorale impostata da tutti che incolpano l’Europa e l’Euro. Nessuno che spiega bene come funziona l’Europa e l’Euro. Alla TV solo bagarre perchè aumenta gli ascolti! La gente rimane nell’ignoranza e allora, se la colpa è dell’Europa, vota Grillo perchè è più bravo a sparare scemenze.
    Ma, almeno l’80% della colpe sono da attribuire agli italiani e innanzi tutto alla classe dirigente italiana. Difficle spiegarlo in campagna elettorale perchè dovremmo chiedere scusa. Allora becchiamoci Grillo!

  4. Mauro, come al solito la tua analisi spiega in modo chiaro e argomenta situazioni che per molti sembrano ovvie, ma per altri forse serviranno da monito al momento del voto. Certo che tra le tante bufale raccontate da Grillo c’è anche qualche cosa condivisibile, come de resto tutti fanno, ma non si può estrapolare solo quello che ci fa comodo sentire in un contesto di cavolate macroscopiche. E’ innegabile la furbizia di Grillo, di sicuro uomo di spettaolo, che sfrutta tutte le occasioni in modo diverso a seconda degli (interlocutori) e dei luoghi dove si trova a sproloquiare e a blaterare.Un’altra cosa certa è che i tempi sono cambiati rispetto alla prima repubblica e sono già scomparsi quei partiti (l’eccezione conferma la regola) che lui vuole far scomparire per far decollare quei movimenti in cui la democrazia non sanno nemmeno dove sta di casa, una democrazia rovesciata, stravolta, in quanto oggi nascono prima i capi-popolo che fomentano le folle che li seguono per cui non è più la base che elegge il vertice. A mio avvso bisognerebbe fare una grande battaglia da parte dei socialisti per dare attuazione e legiferare in merito all’Art.49 della Costituzione. Ultima considerazione se a Berlusconi piace considerarsi padre della Patria e Grillo si considera uno statista e uomo di Stato, preferisco dire “Dio ce ne scampi” al peggio non mai limite.

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