sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Italia di Renzi
Pubblicato il 26-05-2014


Inutile girarci attorno. Queste elezioni hanno segnato in Italia il trionfo di Renzi. Il suo Pd vola oltre il 40 per cento, superando nettamente le più rosee previsioni, e annichilendo perfino i sondaggisti e i soliti propinatori di exit pool ancora una volta sballati. Il Pd diventa il primo partito tra quelli socialisti europei e la sua percentuale va ben oltre il risultato ottenuto da Veltroni nel 2008, che pareva irraggiungibile. Le motivazioni a mio avviso sono sostanzialmente tre.

La prima riguarda la fiducia, conquistata in settori non tradizionalmente di sinistra, dal nuovo leader del Pd, che ha tagliato secco il cordone ombelicale con la tradizione comunista anche se ne ha invocato il voto esaltando Berlinguer a fine campagna elettorale. Hanno votato Pd non solo grillini delusi e sfibrati da tanta rabbia improduttiva, ma centristi azzerati e berlusconiani alla ricerca di approdi. D’altronde non è stato lo stesso Berlusconi, in più d’una occasione, a cantare le lodi del suo giovane avversario, a tal punto da risultare perfino poco convinto nei suoi ultimi affondi polemici?

La seconda è certamente relativa alla voglia di crederci, di affidarsi a un salvatore, di non puntare allo sfascio. Le prime mosse del governo hanno destato interesse e fiducia. Gli elettori le hanno ripagate col voto. Non solo la bontà degli ottanta euro, che sono sempre meglio di niente, ma anche la lotta agli sperperi della politica e ai privilegi dei manager pubblici. Renzi ha assunto alcuni temi del grillismo tentando di dare una risposta concreta. Il suo leit motiv che dipingeva un Grillo che punta al peggio ha fatto centro. Gli italiani hanno mostrato la volontà di costruire il futuro, non di demolirlo.

Ma c’è una terza componente che non va elusa. Ed è l’aumento consistente del non voto. Oltre il 40 per cento degli italiani ha deciso di non recarsi alle urne. È il dato piu basso della storia elettorale italiana. Più o meno la stessa percentuale del Pd. Questo, come è noto, ha danneggiato certamente la destra, ma anche il movimento Cinque stelle. Costoro, premiati dal voto dello scorso anno, sono stati parzialmente puniti dal non voto di ieri.

Ci sarà chi dovrà riflettere. Innanzitutto la ditta Grillo-Casaleggio che puntava al sorpasso. E che oggi si lecca le ferite di un voto non previsto. Mai le attese si sono rivelate così lontane dai risultati. Poi Berlusconi. Non si può affrontare una campagna elettorale senza un leader. E con Berlusconi ai servizi, Dell’Utri e Scajola in carcere. E col timido Toti, con una t sola e un tono solo, in campo. Sarà il tempo di Marina? Poi Alfano. Il suo partito si dovrà decidere o a cambiare nome o a cambiare collocazione. Se no resta un ossimoro. Mentre Sel, rifugiatasi sotto la giovane promessa di Tsipras, ottiene un risultato discreto ed elegge parlamentari. Del centro che non esiste più non è il caso di parlare. Monti ha gettato dalla finestra in un anno se stesso e il dieci per cento. Meglio che torni ai suoi studi.

L’Europa diventa italiana, con i movimenti di protesta e anti euro che trionfano in Francia e in Inghilterra, e l’Italia diventa europea con un partito del socialismo democratico europeo al 40 per cento. Strano, ma è così. Dovremmo dolercene proprio noi che a questo approdo abbiamo da sempre puntato? Una lezione per i piccoli partiti. Tutti sotto l’uno per cento. Una lezione per Di Pietro passato da protagonista a ricercato tra gli zero virgola. Un monito per quanti consigliavano di presentare una lista anche noi. Lo tsunami elettorale non consente diversivi.

 

Inviato da iPad

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Commenti all'articolo
  1. Questo risultato relega il ruolo dei socialisti a comprimari e affida a Renzi il nostro futuro. Gli italiani hanno fatto una scelta giusta e noi paghiamo 20 anni (1994-2014) di nullismo politico e siamo praticamente scomparsi. Dovremmo essere contenti?

  2. La più grande forza socialista italiana della storia è approdata al Parlamento europeo. Peccato che manchino i socialisti italiani. Possiamo far buon viso a cattivo gioco, ma così è. E’ il risultato di venti anni (1994.2014) di nullismo politico e siamo arrivati al capolinea.

  3. Hai proprio ragione Mauro. Questa è una grande vittoria socialista. Secondo me è anche la vittoria di un leader politico che ha lo stile di Bettino Craxi e di Silvio Berlusconi. Solo che Berlusconi è di destra, legato agli interessi della destra, anche del capitalismo finanziario, non solo di quello produttivo. Matteo Renzi invece, come Bettino, è un uomo di sinistra, sensibile agli interessi dei ceti deboli. Come Bettino crede nella forza propulsiva dei lavoratori, antepone gi interessi del mondo del lavoro e dell’impresa a quelli della finanza speculativa. Sono molto curioso di vedere come Renzi sfrutterà questa condizione di primato in Europa. Sono anche fiducioso che lo farà al meglio, abbattendo lo spread e ricavando, in questo modo, le risorse per finanziare le riforme mantenendo il pareggio di bilancio. Altro che elezioni politiche! Quelle le farà a fine legislatura dopo aver fatto le riforme. Pubblica amministrazione, giustizia, modifica della Costituzione in senso maggioritario, bipolare e presidenziale. Lotta senza quartiere contro le caste e i privilegi. Poi ci sono le infrastrutture da realizzare dove sono sicuro che il nostro Nencini si farà onore. C’è il sistema industriale da rilanciare con la scuola antica del socialista Adriano Olivetti e la scuola nuova di Sergio Marchionne. C’è tutto il mondo dell’editoria, in radicale trasformazione, da incanalare in senso sociale e democratico. Spero che l’Avanti! abbia un ruolo in questa rivoluzione ritrovando il suo splendore antico!

  4. Caro Direttore,
    ha ragione in tutto. Lei fornisce un’interpretazione corretta ed oggettiva del voto di ieri, e per quanto riguarda le sorti del PSI richiama tutti noi a fare i conti con lo “spirito dei tempi”, che porta le piccole formazioni a percentuali da prefisso telefonico. Io stesso sono stato tra coloro che nelle settimane scorse hanno visto nella lista PD-PSE la possibilità di innescare un processo virtuoso, che consentisse di riportare la gran parte della sinistra italiana nel solco del socialismo democratico. Però…da socialista sono abituato a coltivare il dubbio. E mi chiedo: visti i risultati modesti delle preferenze assegnate ai candidati socialisti nella lista PD (che hanno mostrato come anche i pochi socialisti rimasti non si sono riconosciuti in questa operazione) quale potrebbe essere il nostro contributo in un contenitore come quello? Non possiamo nasconderci che il rischio è l’irrilevanza. Ma allora…cui prodest? Credo che sia opportuno che la discussione rimanga aperta, a maggior ragione se penso al fatto che il rischio che stiamo correndo è l’accapigliarsi tra due forme diverse di “irrilevanza”, perchè tale è la confluenza nel PD così come le ipotesi di corse in solitaria. Con stima. Bruno Degasperi

  5. Il rilascio della patente di socialista al PD mi sembra avventato,in realtà si tratta di un coacervo di tendenze più o meno progressiste che ricordano molto l’interclassismo della Democrazia Cristiana che ha “funzionato”per mezzo secolo,ma il socialismo è un’altra cosa !

  6. Caro Mauro, condivido la tua analisi. Anche noi siamo chiamati a decidere cosa fare in futuro. Qualunque sia la decisione, deve essere chiara ed univoca; chiarezza ed univocità che, fino ad oggi, sono mancate. Il patto federativo PD/PSI è rimasto solo nella nostra testa, il risultato del 40% è del PD e solo suo, noi non appariamo da nessuna parte. Inoltre nessuno dei nostri 4 candidati è eletto (se non sbaglio), quindi, per non eleggere nessuno, non si poteva presentare la lista, prendere l’1% ma almeno dare ai compagni la soddisfazione, magra, di votare PSI? Io sono d’accordo con qualunque soluzione, purché non sia presa per accontare sempre i soliti, ma nell’interesse della nostra storia e dei nostri valori.

  7. Caro Direttore, non mi sembra che non avendo presentatala nostra lista ed il nostro simbolo ed avendo messo quattro socialisti nelle liste del PD si abbia avuto un grande successo !!! O mi sbaglio ???

  8. bè Del Bue sono ovviamente contento per la fine del berlusconismo di massa e del grillismo impotente e volgare.
    Molto meno contento che sia rinata una DC renziana dove le idee migliori sono quelle dei riformisti della tradizione socialista e comunista italiana ma le modalità sono blairiane e spregiudicate.
    Io sono orgoglioso di aver sostenuto Tsipras per una sinistra europea non solo tedesca nè solo renziana.
    Ma ora, che farà il PSI??

  9. da vecchio riformista ex PCI avrei votato PSI (il voto europeo più logico) ma dopo l’accordo subalterno col PD renziano per paura del 4% ho votato Tsipras. Noi ce l’abbiamo fatta rischiando. E se il PSI avesse fatto lo stesso? Eppure c’è un vasto ambiente di criptosocialisti la fuori che aspetta..

  10. Non mi sembra che non aver presentata la nostra lista ed il nostro simbolo ed aver messo quattro candidati nelle liste del PD sia stato un grande successo elettorale !!! O mi sbaglio ???

    • anche se Renzi non ha iniziato in modo molto corretto, ha però dimostrato di volere e saper fare sul serio, di essere rivolto al futuro, non da qui a mille anni, ma qui. E’ quindi il momento propizio per rilanciare il Partito Socialista, con idee ed energie nuove!

  11. Il voto europeo ha dato un grande riconoscimento ed un mandato pieno alla leadership di Matteo Renzi.
    Egli può trasformare il mandato in potere assoluto o aprire, al contrario una nuova stagione di mediazione politica fra popolo ed Europa.
    I Governi usciti vincitori, quello tedesco e quello italiano, hanno praticato politiche diametralmente opposte, i primi predicando rigore ed il nostro richiamando la necessità di uscirne.
    L’Italia e Renzi hanno l’obbligo a questo punto di cercare di spostare l’equilibrio anche all’interno della BCE .
    La famiglia socialista in Europa con il voto di domenica appare drammaticamente in crisi e prossima alla sua fine: sparisce quello greco, viene ridicolizzato quello francese, è in difficoltà il PSOE spagnolo e quello tedesco ha già da tempo scelto di sorreggere le politiche economiche di austerità della Merkel.
    Il Socialismo Italiano con il patto federativo elettorale che non ha prodotto alcun eletto ne ha anticipato la crisi, anzi il nostro il nostro suicidio ha anticipato il collasso in chiave europea.
    Il Segretario del Partito Nencini ha anticipato con la sua scelta sbagliata la crisi del Socialismo Europeo.
    Ora che abbiamo indirettamente contribuito alla sua sconfitta dobbiamo decidere se intendiamo concorrere alla sua rinascita o, al contrario accettare l’OPA del Partito Democratico sul Socialismo Europeo.
    Penso che di fronte al risultato negativo prodotto dal Patto federativo, nonostante l’impegno dei compagni candidati cui deve andare il ringraziamento del Partito, il Segretario debba assumersi le sue responsabilità rinunciando al doppio incarico lasciando la segreteria sin dalla prossima Direzione, e convocare un Congresso Politico straordinario per rilanciare il Partito Socialista e non per ratificarne la sua scomparsa.

    • Caro Bobo sono d’accordo questo è parlare chiaro, bisogna partire da un progetto elaborato dai territori regionali, facendo partecipare tutti i compagni e compagne.A Venezia ho ascoltato una classe dirigente superata senza idee nuove con una visione rivolta più al passato che al futuro.

  12. i socialisti evitino di piangersi addosso. Per Renzi il difficile comincia ora: in Europa, dove non sarà facile trovare il grimaldello per passare ad una politica espansiva, e in Italia, dove sarà portato a strafare sulla linea di Gutgeld, che non mi pare adeguata ad un rilancio dell’economia e dell’occupazione.

  13. Renzi ha vinto sopratutto perché ha fatto proposte, ha parlato di soldi in busta paga che era diventato un tabù anche per i sindacati, in merito al grande consenso personalizzato e non partitico può essere il suo limite, la facilità con cui si acquisisce, la facilità con cui si perde. Il problema per noi socialisti è sempre quello passare dalla testimonianza ad un progetto per il futuro.

  14. Questo risultato ci voleva. Renzi forse non ha inziato nel modo più corretto possibile, ma il suo slancio, il suo guardare al futuro che è qui e non tra mille anni, come molti prima di lui hanno fatto, ha premiato lui e una concezione della politica che non può essere l’insulto gratuito accompagnato all’agire insulso ( vedi 5 stelle).
    Ora è il momento buono per rilanciare il Partito Socialista, con idee ed energie rinnovate.

  15. da vecchio riformista e uomo di azienda avrei votato PSI ma dopo l’accordo della paura (4%) col PD ho scelto Tsipras per un’Europa più keynesiana e per un’Italia meno berluscon-renziana.
    Li da voi com’è andata?
    Intanto col renzi è nata una nuova DC più moderna ma altrettanto piena di contraddizioni..Vedremo vedremo..

  16. I socialisti evitino di stracciarsi le vesti.
    Il difficile per Renzi viene ora: in Europa, dove dovrà riuscire a far “cambiare verso” alla politica di austerità di memoria Merkelliana e Sarkozyana, e in Italia dove sarà tentato di andare velocemente in porto con le sue riforme, suggerite da Gutgeld, non sufficienti a far ripartire la produzione ed a far aumentare l’occupazione.

  17. NO , Caro Mauro per me hai toppato
    Non mi riferisco al risultato de PD che è molto grande , anzi grandissimo lo hanno votato in 11.000.000 contro gli 8.500.000 delle politiche di febbraio e inoltre l’Astensionismo è aumentato di ben 6.000.000 mentre il 5Stelle hanno perso voti per 2.000.000.
    Per la verità condivido anche le tue 3 motivazioni con le quali giustifichi il grande successo , quello che proprio ma proprio non condivido sono le conclusioni che ne trai per il nostro partito.
    Vedi , davanti a questi risultati io socialista mi domando , per prima cosa tutte le riserve che anche tu stesso hai qui più volte espresso sull’azione di questo governo, hanno un fondamento? Come questo governo ha affrontato , il discorso Provincie , sul senato , legge elettorale ,, sul lavoro ,sull’ imposizione fiscale , sul come è stata affrontata l’avvio di una politica industriale , sulle nomine nelle partecipazioni statali , ecco tutto questo che ad oggi è più fuffa che sostanza ( 80 €. A parte) solo dichiarazioni da dilettanti allo sbaraglio , tanti blef. poca sostanza . Tutto questo cosa a da spartire con una politica socialista ????. Niente e soprattutto , questo allontana il Pd da quello che è da sempre l’idea giuda delle moderne socialdemocrazie , adesione o meno al Pse , tu stesso alla prima tua motivazione dai all’aumento dei suoi consensi delle giustificazioni cha fanno del Pd Renziano un nuovo partito tipo balena bianca , un tutto i ncluso mnodello vecchia DC
    Però nonostante questo di certo Renzi più che il Pd ha vinto , io stesso pensavo che l’onda lunga del 5Stelle continuasse , così no n è stato ma, visto il calibro dei suoi avversari , diciamo pure che a Renzi “Piace Vincere facile” e ,’elettorato che vincendo i vari mal di pancia lo hanno premiato.
    Noi , caro Mauro dovevamo presentare le liste, perché si è partito se ci si presenta al corpo elettorale e se proprio s8i voleva essere inseriti in un altro partito ,no n si presenta alle europee che hanno collegi enormi con 4 candidati, poco conosciuti .
    La ragione però del presentare le liste è che si devono fidelizzare i propri elettori, perché che si sia al governo o meno, il nostro compito non cambia , siamo socialisti e dobbiamo dare voce e speranza a quell’Italia migliore che vuole uscire dalla crisi e che ancora ha la pretesa di trasformare l’Italia in un paese normale , in un paese che da ancora opportunità ai sui figli , un paese in cui e bello vivere , in una parola dare voce a quegli altri 6.000.000 di elettori che si sono aggiunti al non voto che no n hanno accettatore di scegliere tra Grillo e Renzi e che forse vogliono sperare in un partito socialista, in una sinistra che sia sinistra moderna , non vogliono affidarsi al marketing Renzi , non vogliono come la Vanoni in una

  18. Se avessimo presentato la lista, ammsso che si riuscisse, noi avremmo dovuto dire che quelli del Pd non erano veri socialisti e che lo eravamo noi. Schulz avrebbe indicato di votare Pd e a noi quale argomento sarebbe rimasto? Me lo spiegate? La verità è che alle elezioni europee non si potevano presentare due liste socialiste, una del 40 e una dell’1. Dai….

    • Mauro ma ci abbiamo provato ? guarda che sono diversi i paesi con 2 partiti nel Pse e spero proprio che noi restiamo in 2
      questo Pse è fatto da Democratici e da Socialisti.
      prima di accettare di entrare al governo da chiedere era l’annullamante dello sbarramento, per vincere il caro Schulz aveva bisogno di tutti i voti , anche dei nostri pochi .
      Guarda che la maggioranza dei nostri elettori ha votato Tsipras.
      Comunque ricordi ? ti ho preso i n parola da oggi inizia il nostro confronto interno e questo successo di Renzi non lo annulla lo rende sempre più importante ed urgente
      Con stima
      Fraterni saluti
      Compagno Maurizio Molinarti

  19. Caro Direttore,ma perchè non ci potevano essere due Partiti che si richiamano al PES che si presentavano alle elezioni europee ??? Qualche anno fa c’era il PSI – SDI e i DS ed non ho mai sentito dire che se c’era uno non ci doveva essere l’altro . Sarebbe stata bella !!! Qui il fatto è stato che VOLUTAMENTE il gruppo dirigente del nostro Partito non ha voluto fare l’operazione che è riuscita a Bonelli dei Verdi ( poi il loro risultato elettorale è una altra cosa ) ed i magri risultati elettorali del PSI sono sotto gli occhi di tutti. Sempre AVANTI!

  20. Perchè non si vuol riconoscere che abbiamo sbagliato tutto e ci siamo semplicemente annullati nel PD? Sono contento di aver votato sipras e di aver permesso di superare lo sbarramento assurdo di questa legge. Nencini prenda esempio da rubalcaba.

  21. Io vorrei solo sapere, ma con rispetto per chi ha idee diverse dalle mie, perché un socialista italiano avrebbe dovuto votare Tsipras e non Schulz. Spiegatemelo perché non lo capisco. E come mai chi ha votato Tsipras avrebbe desiderato una lista del PSI che invece sarebbe stata collegata a Schulz. No. Mi rifiuto di capire. Solo per ripicca verso il Pd? Mi pare una motivazione bizzarra. E che dire di chi contesta Renzi paragonandolo a Blair. Da blairiano ne sarei contento.

  22. Poi dobbiamo metterci d’accordo. Io sono stato praticamente isolato a immaginare una diversa via per noi tutti. Dicevo: evitiamo di combattere l’ennesima battaglia identitaria inutile e dannosa, cerchiamo di fondare una nuova forza politica assieme ai radicali, che possa avere un futuro. Mi è stato detto a stragrande maggioranza che l’unica via per noi era la strategia del socialismo europeo. Va bene. Ho capito. Alla fine ho sviluppato quell’ipotesi politica tanto che al congresso di Venezia è passata una mozione che proponeva un’unica lista italiana dei socialisti europei. Il Pd ha aderito al Pse e ha fatto la lista con la scritta Pse. Allora noi dovevamo presentarne un’altra in barba alla nostra strategia e alla nostra proposta congressuale? Fatemi capire. E i nostri che la volevano in nome del socialismo europeo hanno votato Tsipras, che non è socialista. Non siamo un po’ alle comiche?

  23. senza una concreta proposta politica a favore dei lavoratori e del merito degli impiegati pubblici , , visto che l’identità socialista finora è servita solo ad assicurare( a qualcuno) un posto nel listino del PD, dovunque esso si trovi .Continuiamo a fare la figura dei Polli di Renzi

  24. Metti tre socialisti a discutere di politica e ti ritrovi quattro posizioni diverse, Carissimi compagni diversamente ROSICONI il fatto è che a scrivere di lavoro fatto da altri, sono e siete tutti BRAVISSIMI.Ma quanti di voi hanno fatto parte dei comitati per queste elezioni? quanti di Voi si sono spesi in prima persona per un migliore risultato? E’ troppo comodo disimpegnarsi per non lavorare, affermando di non essere d’accordo con il risultato delle direttive di un congresso. I compagni che sisono candidati vanno ringraziati ed è grazie al loro impegno che nel consesso europeo siamo legittimati ad agire.Ritengo inoltre che scrivere o fare zapping in TV non è sufficiente per modificare quello che ci circonda e che il revanescismo di molti non fa i conti con il tempo che passa e non è più quello della giovinezza mia e di molti di Voi.A mio parere Il segretario Nencini ha trovato una gattarola che ci permette con il nostro 0,9/1,0% di essere presenti nella nostra casa europea e di non sparire dal panorama politico nazionale.
    I corsi e ricorsi storici ci dovrebbero consigliare di aver fiducia nel futuro, con la nostra tradizione, per la nostra Italia.

  25. sono daccordo con Bobo Craxi,a parte tutte le discettazioni sul voto il risultato e quant’altro,occorre disegnare un futuro per il nostro psi,e non accettare la sua scomparsa.
    La direzione dia un segnale preciso al segretario.

  26. Tutta questa discussione intorno al socialismo italiano è bella ed entusiasmante e dimostra che nonostante tutto questa idea è viva e vegeta nella testa degli Italiani. Io credo che le critiche sostanzialmente ci sono non per una rivendicazione storica nei confronti del PCI-PDS.DS-PD ma credo perché questo PD non ha assolutamente nulla del Socialismo italiano ed Europeo. E’ a mio avviso un corpaccione indistinto dove sono confluiti tutti i moderati di centro rimasti vedovi in quanto il Renzismo probabilmente li tutela più degli altri. Basta vedere le nomine che ha fatto ai vertici delle società partecipate dallo Stato. Direttore onestamente, fatte salve le 80 euro in che cosa potremmo classificare Renzi come un socialista ? Questi signori, che hanno aderito, come ho già detto altre volte al PSE, solo per una loro convenienza relativa al semestre Europeo. Tutto il PD evita accuratamente di pronunciare la parola socialista in Italia, ma evita di pronunziare parole come: uguaglianza, rappresentanza, evasione fiscale, falso in bilancio, riciclaggio, conflitto d’interessi. Nel 2009 proprio in occasione delle Europee Veltroni ha deciso di approvare l’attuale legge con cui si vota, proprio per eliminare la rappresentanza socialista in Italia e quindi qualsiasi riferimento al socialismo Europeo. Ma ve li siete dimenticati le parole della Bindi ed altri che non volevano morire Socialisti ! Secondo Lei direttore lo sono diventati adesso ?

  27. Caro mauro scusa ma ancora un appunto.
    Primo io ho votato il Pd e sostenuto la nostra candidata, che è arrivata 2° non eletta , ho con un pò di mal di stomaco perchè se fossimo un pò più partito e meno con l’occhio rivolto al nostro personale cortile, ora avremmo un parlamentare europeo.
    Votare Tsipras e stato un tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie..
    Però Mauro non dirmi che il Pd ha fatto , in pratica la scelta Pse , il simbolo preresentato e la campagna che il Pd ha fatto e stato per il PD, non ha parlato del Pse . Se doveva esserci un lista unica questa doveva essere una la lista S D Socialisti e Democtatici , non il simbolo PD con la micrascopica dicitura PSE e inoltre la stessa campagna doveva essere pro Pse e così non è stato , ne cosi sara in futuro , noi siamo i socialisti loro i democratici, al parlaqmneto europeo ci sarà non il gruppo Pse ma il gruppo S D socialisti e Democratici. Come ho detto al congresso e all’ultimo consiglio nazionale ognuno doveva fare la propria lista , senza equivoci o camuffamenti di sorta, i democratici avrebbero preso i loro voti e noi i nostri, non avremmo eletto nessuno ? Perchè cosi come è andata ? Almeno avremmo fedeilizzato i nostri elettori che continuando a non vedere il nostro simbolo sulle schede si disperdono nell’astensionismo o fanno altre scelte . Circa il tuo progetto politico , io lo condivido solo in parte , non vi sarà alleanza che regge tra noi e i radicali finchè è vivo Pannella ma, inoltre giudico il progetto limitato . Vi è tutta un’area che ha precisi riferimenti culturali ma che non trova nel nostro panorama politico chi la può rappresentare e che in linea di massima si rifugia nell’astensione che io chiamo l’Italia migliore . , Chi ha aderito a scelta civica , e a quel mondo genericamente liberale , anche gente del Pd rimasta di sinistra ,gli stessi grillini che piano piano arriveranno ad implodere , posso essere atrratti da un Psi che vuole fare il suo mestiere , tra questa gente possiamo ritrovare quello spazio politico quei consensi per svolgere il nostro ruolo politico.. Dopo questo rfsultato chi rapprresenta in Italia la sinistra di governo ?? Questo Mauro può anche essere un modesto e sbagliato progetto politico ma di sicuro non è essere giudicato come esternazione di un nostalgico con la stesta rivolta al passato . .
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  28. Qualcuno mi può spiegare i valor di un’Italia fondata sul laicismo Mazziniamo, o sulla Passione Garibaldina o sulla idealita Deamicisiana, spazzata via da questo connubio dogmatico cattocomunista. Ma dov’è finita caro Mauro la Passione politica che ti sentivo trasmettere fino a pochi anni fa?
    Dai non dirmi che il risultato finale doveva essere l’ enciclica Rerum Novarum di Leone XIII°, formulata proprio per contrastare le Leghe socialiste e le nuove libertà sindacali, inventando con Toniolo il corporativismo.
    Dai parliamo pure, giustifichiamo anche. Ma non tradiamo i valori dei nostri Grandi Padri della Patria, che pensavano ad altra cosa, che finire in questa palude. Lo stesso dei nostri pensatori di Ventotene, circa 50 anni dopo. Diciamo che è finita e che non vi sono più energie per erigere quella società, come quella dei meriti e dei bosigno, come quella derll’Internazionalismo socialista. Ci seppelliranno sotto la sabbia senza mandarci al rogo come Giordano Bruno.

  29. ..caro Mauro, è per me un grande dolore, assistere ad un’impietosa discussione. I “Socialisti”, dopo oltre un decennio di tentativi di tornare a contare e di ricomposizione della diaspora, in data 14.07.2007, con l’unificzione hanno acclamato la fine del Partito Socialista Italiano. Ora il PD di “Renzi” che non è più espressione della sinistra “comunista” e tanto meno della sinistra solcialista; negli elettori ha trovato e trova nelle sue volontà riformiste e oserei dire liberali, condivisione anche da chi storicamente ha avversato la sinistra ed ha fatto breccia di consensi. Anche il Socialismo Europeo, và ripensato, e tutti gli stati membri che hanno tradito l’insostituibile Statista “Bettino Craxi”, saranno a piangere per tanto tempo la Sua condanna a morte. Dovrà passare purtroppo ancora del tempo perchè i Socialista riprendano il proprio insostituibile ruolo, drammaticamente interrotto.

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