domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Italia non è ricca.
In compenso la vita è cara
Pubblicato il 09-05-2014


Italia-caraLa Banca Mondiale ha pubblicato qualche giorno fa un rapporto in cui compara le economie di quasi tutti i Paesi del mondo. Solitamente si confrontano i prodotti interni lordi dei vari Paesi per determinarne il loro peso relativo, la produttività nonché il benessere materiale delle popolazioni coinvolte. Tuttavia, poiché i parametri di ciascuna economia sono espressi nella valuta nazionale, i livelli dei PIL nominali non sono strettamente comparabili. Se invece si fa propria la teoria della parità dei poteri di acquisto, secondo la quale lo stesso bene in due Paesi diversi deve costare lo stesso prezzo, quando questo non accade una volta avvenuta la conversione tra le valute dei due Paesi, è possibile confrontare effettivamente il peso relativo di due o più economie del globo. Ed è proprio quello che fa la Banca Mondiale che ogni sei anni raccoglie in giro per il mondo i prezzi degli stessi prodotti, siano essi beni materiali o servizi, li converte in dollari USA e confronta così le economie reali dei diversi Paesi del mondo.

I PAESI OCSE ARRETRANO – L’ultima analisi, condotta sui dati del 2011 di 177 economie, mostra come l’economia mondiale valga in termini di PIL reale circa 90 mila miliardi di dollari. Di questa ricchezza poco più del 50% è prodotto nei Paesi considerati ad alto reddito, mentre circa il 48% proviene da economie a medio reddito e solo il 2% da economie a basso reddito. Un dato che se confrontato con quello di sei anni prima, riferito al 2005, quando oltre il 60% del PIL mondiale era realizzato nelle economie ad alto reddito ed appena 32% in quelle a medio reddito, mostra come, negli ultimi anni, vi sia stato un sostanziale arretramento da parte delle principali economie del mondo nella contribuzione della formazione della ricchezza mondiale.

ITALIA UNDICESIMA – Questo risultato si sposa con un altro dato piuttosto significativo per noi. Ovvero che l’Italia, pur membro del G7, è solamente la undicesima economia del mondo con un PIL reale pari al 2,3% del PIL mondiale, preceduta dall’Indonesia e seguita dal Messico. Gli Stati Uniti restano ancora la prima economia con un peso pari al 17,9% del PIL mondiale, ma sono ormai insediati dalla Cina, seconda economia al mondo con una quota pari al 14,9%. Terza economia globale è l’India, al quarto posto troviamo il Giappone, al quinto la Germania. Tra le prime dodici economie al mondo, la metà sono Paesi emergenti: Cina, India, Russia, Brasile, Indonesia e Messico.

I PAESI EMERGENTI CRESCERANNO ANCORA – Poiché si tratta di Paesi estremamente popolosi, si pensi ad esempio a Cina ed India, quando il PIL complessivo viene rapportato alla popolazione il loro posizionamento scende notevolmente. In termini di PIL pro-capite la Cina è solo al 99° posto in classifica, l’India al 127°. Mentre gli Stati Uniti sono al 12°, la Germania al 24°, la Francia al 30° e l’Italia al 34° posto. Ma questo dato significa pure che vi sono enormi potenzialità di crescita per queste economie, tanto che la Cina, la cui economia era nel 2011 pari complessivamente all’87% di quella americana, presto potrebbe superare gli stessi Stati Uniti.

NEL BEL PAESE LA VITA COSTA – Un altro dato interessante che emerge dall’analisi della Banca Mondiale riguarda l’indice dei prezzi. Di solito si ritiene che più un Paese sia ricco e maggiore sia il livello dei prezzi in quel Paese. Cioè lo stesso bene, costerà di più nel Paese più ricco. Mediamente è così, ma se guardiamo al caso italiano abbiamo una sorpresa interessante: l’Italia, pur avendo un peso economico nettamente inferiore a quello degli USA, sia a livello complessivo che a livello di reddito pro-capite, ha un livello di prezzi perfettamente in linea con quello degli Stati Uniti. In poche parole nel Bel Paese la vita è cara, speriamo sia almeno lunga!

Alfonso Siano

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